Albani, Colli Gruppo di colline (dette anche Colli Laziali) della Campagna Romana (altezza massima 956 m). È il residuo di un apparato vulcanico di età quaternaria che, iniziata la sua attività circa 600.000 anni fa, si è spento già in età preistorica e, in parte demolito, ha conservato bene le forme generali. L’apparato consta d’una cinta craterica esterna (diam. 10-12 km), ben conservata a NE e a E (M. Peschio, 939 m), interrotta e sfiancata a O e SO, per la formazione di crateri laterali, poi trasformati in conche lacustri (laghi Albano e di Nemi; conca dell’Ariccia); e inoltre d’un cono centrale con ‘orlo’ ben conservato (cima del Faete, 956 m; M. Cavo, 949 m) con cratere in parte riempito (Campi di Annibale). L’atrio interposto (valle del Vivaro; valle della Molara) ha il fondo a 400-600 m. All’esterno la cinta craterica è incisa da valli radiali. Le piogge sono abbondanti e i colli, ricchi di sorgenti, sono rivestiti da uliveti e vigneti e, sopra i 600 m, da castagneti e macchia. Particolarmente rinomati i vini prodotti nella zona. Altro prodotto notevole è il peperino.
La popolazione è in gran parte raccolta in 15 centri maggiori detti Castelli Romani. Il centro più grande è Velletri, seguono Albano, Genzano, Frascati, Ariccia; il più alto è Rocca Priora (768 m).
Campi d’Annibale Denominazione del cratere centrale dell’apparato vulcanico laziale (➔ Albani, Colli), oggi in gran parte riempito e coperto da pascoli e zone coltivate. Il nome è stato collegato ad Annibale, che qui si sarebbe acc
Nemi Comune della prov. di Roma (7,4 km2 con 1950 ab. nel 2008, detti NemiNemesi, letter. NemiNemorensi). Sorge sui colli Albani, su uno sprone che scende verso la sponda NE del lago omonimo. L’abitato (feudo dei conti di Tuscolo, poi dei Fran
Albano, Lago (o Lago A. di Castel Gandolfo) Lago nei Colli Albani, a 293 m s.l.m.; di origine vulcanica, risulta dalla fusione di due crateri laterali contigui. Ha un’area di 6 km2 circa (appartenente quasi per intero al comune di Castel Gandol
Frascati Comune della prov. di Roma (22,4 km2 con 20.737 ab. nel 2008), sulle pendici dei Colli Albani a 320 m s.l.m. , tra ricche colture di vigneti (che danno un vino rinomato) e oliveti. L’industria è attiva nei settori meccanico e poligraf