Convenzione francese del 1792

Convenzione francese del 1792

Dizionario di Storia (2010)

Convenzione francese del 1792 (franc. Convention nationale) Assemblea costituzionale e legislativa incaricata di trasformare la Francia in una Repubblica durante la Rivoluzione. Si riunì in prima seduta il 20 sett. 1792; il giorno seguente proclamò la fine della monarchia e la nascita della Repubblica. Due gruppi principali in conflitto, che ottennero la preponderanza nell’assemblea a fasi alterne, si delinearono da subito all’interno della C.: quello dei girondini, il più influente, al quale appartenevano ca. 260 deputati provenienti dall’alta borghesia, liberali, legalitari e sostenitori della guerra, e quello dei montagnardi, minoranza radicale di tendenza giacobina. Tra gli atti più importanti della C., nel 1793, vi furono: il processo e la condanna a morte di Luigi XVI; la dichiarazione di guerra all’Inghilterra e all’Olanda; l’istituzione del tribunale rivoluzionario, del Comitato di salute pubblica, del Comitato di sicurezza generale e di altri organismi che caratterizzarono il periodo del Terrore; l’approvazione della nuova Costituzione repubblicana, mai entrata in vigore, che prevedeva il suffragio universale maschile. All’interno della C. maturò (1794) la reazione termidoriana, che mise fine alla dittatura di Robespierre e nei mesi successivi smantellò il regime del Terrore. Nel 1795 la C. varò una nuova Costituzione e affidò a un Direttorio, composto di cinque membri elettivi, il potere esecutivo. Quindi si sciolse il 26 ott. 1795, dopo lo svolgimento delle elezioni per i nuovi organismi legislativi.

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