Cooperazione allo sviluppo

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Cooperazione allo sviluppo

Nata con il riassetto dei rapporti internazionali dopo la seconda guerra mondiale e con la decolonizzazione, comprende tutte le forme di cooperazione internazionale destinate a favorire il progresso economico e sociale degli Stati meno avanzati (paesi in via di sviluppo – PVS).

La cooperazione allo sviluppo assume varie forme ed è attuata in vari modi. Quella multilaterale è realizzata dagli Stati tramite le organizzazioni internazionali a vocazione universale, come l’ONU e gli istituti specializzati, o a vocazione regionale, come l’Unione europea e le banche regionali di sviluppo. Essa si fonda, giuridicamente, sui trattati istitutivi di tali organizzazioni e sulle delibere adottate dagli organi di tali enti; a livello internazionale, è disciplinata da accordi di cooperazione che le organizzazioni stipulano con gli Stati beneficiari degli interventi. La cooperazione bilaterale si basa invece su leggi interne, con le quali i paesi sviluppati determinano gli obiettivi e le priorità della loro cooperazione, che perseguono come parte integrante della politica estera nazionale. Anche in questo ambito, sono tuttavia conclusi accordi internazionali tra gli Stati donatori e quelli beneficiari degli interventi. Esistono inoltre forme miste di cooperazione, come la cooperazione multibilaterale allo sviluppo, che si è consolidata negli anni 1980, soprattutto nell’ambito delle Nazioni Unite.

Cooperazione tecnica, finanziaria, umanitaria. - Con riferimento ai contenuti, si distingue tra cooperazione tecnica e cooperazione finanziaria. La prima promuove la fornitura di servizi, le missioni di esperti e un più efficace utilizzo delle risorse economiche di cui dispongono i paesi meno avanzati, specialmente attraverso la diffusione delle conoscenze e la valorizzazione delle risorse umane. La seconda è invece destinata a favorire l’afflusso di capitali e l’aumento totale delle risorse a disposizione degli Stati beneficiari degli interventi. Nel suo ambito rientrano le attività delle istituzioni finanziarie internazionali, quali il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale e le banche regionali di sviluppo. Questi due tipi di cooperazione si differenziano anche per la forma che assumono i trasferimenti di risorse ai paesi meno avanzati. Mentre le attività della cooperazione tecnica sono realizzate dall’ONU e dagli istituti specializzati, a titolo di dono agli Stati beneficiari, quelle relative alla cooperazione finanziaria rivestono la forma di prestiti, con tasso più o meno elevato di liberalità.

Un’ulteriore forma di cooperazione è la cooperazione umanitaria d’urgenza e di aiuto alimentare, che comprende tutte le attività finalizzate a soccorrere le popolazioni colpite da calamità naturali, carestie, epidemie e conflitti. È realizzata prevalentemente da organi dell’ONU, quali l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia e il Programma alimentare mondiale (PAM), organo comune alle Nazioni Unite e alla Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura.

Enti coinvolti. - Le attività di cooperazione allo sviluppo sono svolte soprattutto dalle organizzazioni internazionali appartenenti al sistema dell’ONU, poiché la Carta delle Nazioni Unite pone la cooperazione economica e sociale tra i fini dell’Organizzazione e affida a essa un ruolo di coordinamento. Gli enti intergovernativi specializzati in ambiti determinati svolgono invece funzioni tecniche, agendo di concerto con l’ONU, attraverso appositi accordi di collegamento. A livello regionale, l’Unione Europea ha assunto specifiche competenze nell’ambito della cooperazione allo sviluppo. Da ricordare anche l’azione di una galassia di organizzazioni non governative (ONG), senza fini di lucro, che realizzano progetti anche con finanziamenti esterni di fonte ufficiale.

Voci correlate

Assemblea generale delle Nazioni Unite

Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite

Istituti specializzati delle Nazioni Unite

Sviluppo sostenibile

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