Criminalita organizzata

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criminalità organizzata Forma di delinquenza associata che presuppone un’organizzazione stabile di più persone al fine di commettere più reati, per ottenere, direttamente o indirettamente, vantaggi finanziari o materiali. In Italia, il termine (mutuato dall’ingl. organized crime) indica principalmente i sodalizi criminali più strutturati, quali la mafia, la camorra, la ’ndrangheta e la Sacra corona unita. Il fenomeno ha assunto un’incidenza tale da configurare una realtà autonoma rispetto alle altre tipologie di delinquenza. Il dato principale è che le varie forme di c. si manifestano come autentici contropoteri criminali, sia in via esterna e concorrenziale rispetto al sistema legale, sia all’interno di questo, attraverso i partiti, le amministrazioni locali, alcuni settori dell’apparato istituzionale e determinate articolazioni del sistema bancario (paradigmatico è stato, in questo senso, il caso della loggia P2). 

L’attività criminale è legata sempre più a una serie di traffici su scala internazionale e intercontinentale, nei quali la singola organizzazione territoriale appare spesso come il segmento di un’attività che, a monte e a valle, si avvale di una complessa catena di relazioni e di complicità, e che dunque può essere compresa, e combattuta, solo a partire dalla definizione di un quadro d’insieme. Si evidenziano, infatti, in misura sempre maggiore, collaborazioni consolidate tra le organizzazioni endogene e quelle di matrice straniera (cosiddetta intermafiosità ), in particolare dell’Europeo orientale, dell’area balcanica, del continente asiatico, del Nordafrica e del Sudamerica, particolarmente attive nei settori dell’immigrazione clandestina, della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione e del traffico di stupefacenti. Quest’ultimo esemplifica bene la complessità delle moderne attività criminali, in quanto il raffinamento e lo spaccio degli stupefacenti (generalmente gestiti localmente da organizzazioni malavitose) sono gli anelli intermedi di un processo che si svolge per lo più in luoghi diversi, e che comprende, oltre alla produzione delle droghe, il riciclaggio dei proventi, largamente impiegati in attività economiche lecite e comunque dislocate al di fuori del tradizionale raggio d’azione delle cosche. 

In Europa, il quadro dei poteri criminali si è modificato, nell’ultimo decennio del 20° sec., anche a seguito della disgregazione dell’Unione Sovietica e del blocco socialista. La fragilità politica degli Stati nati da quel processo (compresa l’Albania e i paesi dell’ex Iugoslavia) ha consentito lo sviluppo di organizzazioni criminali di tipo mafioso, che hanno esteso i loro traffici in gran parte dell’Europa (inclusa l’Italia) e hanno dato talora prova di poter incidere anche sugli equilibri politici dei rispettivi paesi. Per altri versi, hanno acquistato importanza in Europa, anche al seguito delle ondate migratorie, le triadi cinesi (sequestri a scopi estorsivi e immigrazione clandestina), la mafia nigeriana (droga e prostituzione) e i cartelli colombiani (produzione e traffico di cocaina). 

Per quanto concerne la disciplina normativa, l’inadeguatezza del codice penale del 1930, che prevedeva e disciplinava soltanto il reato di associazione per delinquere, ha indotto il legislatore a emanare nuove fattispecie, in particolare l’associazione segreta e l’associazione di tipo mafioso (1982). Sotto il profilo processuale, per la natura transnazionale del fenomeno criminale, è emersa per la magistratura la necessità di lavorare collettivamente, soprattutto nella fase delle indagini preliminari. Per far fronte a tale esigenze, il d. legisl. del giugno 1992, convertito nella l. 356/1992, ha istituito le procure distrettuali antimafia e la direzione nazionale antimafia, attribuendo a questi nuovi uffici del pubblico ministero la competenza esclusiva a svolgere le indagini in tema di c. di stampo mafioso nei singoli distretti di corte d’appello, nonché il potere di coordinare su base nazionale le indagini in corso nelle diverse sedi distrettuali. Sono stati adottati, inoltre, significativi provvedimenti per colpire il fenomeno, sempre più diffuso, dell’usura, spesso caratterizzato da gravi atti di estorsione nei confronti delle vittime (l. 108/1996). Infine, la l. 45/2001 ha disciplinato in maniera analitica la protezione e il trattamento dei collaboratori di giustizia. 

Nell’ambito del Consiglio d’Europa, nel 1993 è stata stipulata una Convenzione sul riciclaggio, la ricerca, il sequestro e la confisca dei proventi di reato; dal 1994 ha iniziato a operare l’Europol drugs unit, nucleo specializzato dell’agenzia anticrimine dell’Unione Europea Europol. Nel giugno 1998 è stata istituita la Rete giudiziaria europea per la cooperazione in materia penale tra gli Stati membri. Nel dicembre 2006 è stata ratificata, a Palermo, la prima Convenzione Onu sul c. organizzato transnazionale, importante strumento di coordinamento tra i diversi sistemi penali nazionali.

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Approfondimenti

Criminalita organizzata > Enciclopedia del Novecento II Supplemento (1998)

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Criminalita organizzata > Enciclopedia delle scienze sociali (1992)

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Criminalita organizzata > Dizionario di Storia (2010)

criminalità organizzata Attività svolta da associazioni per delinquere a struttura articolata che si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento che ne deriva per commettere delitti. L’e... Leggi

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