damaschinatura Tecnica di lavorazione artistica dei metalli (così chiamata da Damasco, grosso centro di produzione). Diffusa in Europa tra 5° e 7° sec., soprattutto nella fabbricazione di lame, originariamente era ottenuta dalla saldatura di lamine metalliche di diversa cromia che nella elaborazione del manufatto creava effetti decorativi policromi sulla superficie. In seguito tale effetto si ottenne artificialmente con una tecnica simile all’agemina, incidendo la superficie del metallo di base con sottili solchi paralleli, o rendendola scabra con una lima, e battendo nelle asperità o nei solchi così ottenuti fili o fogli d’oro o d’argento.
niello Tecnica di lavorazione artistica dei metalli, specialmente preziosi, consistente nel riempire i solchi di un’incisione a bulino su una superficie metallica con un composto nero (detto anch’esso n.), di rame rosso, argento, piombo,
Shāwar ‹šàauar›. - Visir d'Egitto (m. 1169) sotto gli ultimi Fatimidi. A lui si deve la chiamata in Egitto da Damasco di Shirūkh e di suo nipote Ṣalāḥ ad-dīn (Saladino), che doveva soppiantare i Fatimidi, fondando la nuova dinastia ayyubita. S. stess
agemina Tecnica di lavorazione dei metalli, usata fin dall’antichità per ottenere una decorazione policroma mediante l’intarsio di metalli di diverso colore sulla superficie metallica di un oggetto. Tracciato il disegno, scolpito a
adh-Dhahabī ‹adℎ dℎàh-›. - Storico e tradizionista musulmano (Mayyāfāriqīn o Damasco 1274 - Damasco 1348). Della sua vasta produzione meritano speciale ricordo le varie raccolte di biografie di tradizionisti (Tadhkirat al-ḥuffāẓ, ecc.) e l'ancor ined