Dat-scan

Dizionario di Medicina (2010)

dat-scan Tecnica di scintigrafia cerebrale utile per rilevare la perdita di terminazioni neuronali dopaminergiche funzionali nel corpo striato e nella substantia nigra di pazienti affetti da forme di morbo di Parkinson clinicamente incerte. Questa tecnica innovativa, che permette di giungere a una diagnosi precoce del disturbo, consente altresì di agevolare la diagnosi differenziale del tremore essenziale da altre sindromi correlabili al morbo di Parkinson idiopatico, dalla atrofia plurisistemica e dalla paralisi sopranucleare progressiva. Il d. si effettua per mezzo di una tomografia a emissione di singolo fotone (SPECT, Single Photon Emission Computerized Tomography), della durata complessiva di 40 minuti circa, con un tracciante radioattivo che si lega selettivamente ai terminali sinaptici dopamminergici, in particolare alla proteina di membrana deputata al recupero della dopammina all’interno del neurone presinaptico dopo il rilascio. L’impiego del d. non si limita alla diagnosi; infatti, ripetendo l’esame è possibile valutare la progressione della malattia, e grazie a questo dato sarà più semplice in futuro sviluppare farmaci ad azione neuroprotettiva. Il d. è soprattutto utile nel rivelare potenziali pazienti a rischio elevato di sviluppare la malattia, a causa di esposizione a pesticidi o farmaci o abuso di droghe o per predisposizione familiare, prima ancora che compaiano i sintomi. Poiché infatti disturbi clinici correlati al Parkinson fanno la loro comparsa quando almeno il 50% delle cellule dopamminergiche della substantia nigra sono degenerate, è facile immaginare che ci sia una lunga fase pre-clinica asintomatica che un semplice esame può rivelare accuratamente, con importanti implicazioni anche di carattere sociosanitario.

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