Democrazia proletaria

    Dizionario di Storia (2010)

Democrazia proletaria (DP) Organizzazione politica nata in Italia negli anni Settanta. La sigla DP designò inizialmente il raggruppamento costituitosi per le elezioni amministrative del 1975 tra due formazioni della «nuova sinistra», il Partito di unità proletaria (PDUP) per il comunismo e Avanguardia operaia (AO), cui aderirono il Movimento lavoratori per il socialismo (già Cristiani per il socialismo) e gruppi di area trockista. In occasione delle elezioni politiche del 1976, il cartello elettorale di DP si allargava a Lotta continua e ad altri gruppi (ottenendo l’1,5%), ma le divergenze di linea nel PDUP e in AO e le difficoltà provocate dal mutato quadro politico (avvio della «solidarietà nazionale») portarono a una frattura nelle due organizzazioni (febbr.-marzo 1977). Una parte di AO confluì nel PDUP, mentre una componente dello stesso PDUP (guidata da V. Foa) e la maggioranza di AO diedero vita al partito di DP (apr. 1978), sostenendo la necessità di un rapporto più critico con i partiti storici della sinistra. Nonostante l’insuccesso elettorale del 1979 (in cui fu il nucleo del cartello NSU-Nuova sinistra unita), DP cercò di resistere alla crisi generale che investiva la nuova sinistra continuando a esprimere punti di vista alternativi rispetto ai partiti tradizionali. Facendosi portavoce di istanze di opposizione radicale presenti nella classe operaia e in strati intellettuali, ma anche nel mondo giovanile e nei movimenti ecologisti e pacifisti, essa rimase negli anni Ottanta un punto di riferimento autonomo a sinistra (1,7% dei voti nelle elezioni del 1987). Dopo la scissione (1989) della componente ecopacifista e di numerosi dirigenti (fra i quali l’ex segretario M. Capanna, sostituito nel 1987 da G. Russo Spena), che intendevano dar vita assieme agli ambientalisti a un «polo rosso-verde», DP accentuò la propria caratterizzazione in senso operaista, aderendo nel 1991 al movimento della Rifondazione comunista e quindi, scioltasi come organizzazione autonoma, costituendo una delle componenti fondatrici del PRC (dic. 1991).

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Fukuyama, Francis. - Economista e politologo statunitense (n. Chicago 1952). Prof. in economia politica internazionale alla Johns Hopkins University, negli anni Ottanta ha collaborato con il Dipartimento di Stato americano. In The end of history an the last man (1992; trad. it. 1992) ha proposto la controversa tesi della «fine della storia», ipotizzando che il sistema politico liberaldemocratico della fine del 20° sec. rappresenti il momento culminante e terminale della lunga evoluzione storica dell’umanità. Ha pubblicato successivamente: Trust

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Martinson ‹màtinson›, Harry. - Scrittore svedese (Jämshög, Blekinge, 1904 - Stoccolma 1978), figura di primo piano nella "letteratura proletaria" degli anni Trenta. Di umili origini, s'imbarcò nel 1920. Tornato in patria dopo sette anni di navigazione, fu iniziato da A. Lundkvist alle avanguardie poetiche finno-svedesi e americane; nel 1929 collaborò all'antologia Fem unga ("Cinque giovani") e pubblicò la prima raccolta Spökskepp ("Vascello fantasma")

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