ALLUME

Enciclopedia Italiana (1929)

di Mario FORNAINI , Alberico BENEDICENTI ,

ALLUME. - Formula: Al2 (SO4)3•K2SO4•24 H2O. Il solfato di alluminio forma con la maggior parte dei solfati dei metalli monovalenti sali doppî con acqua di cristallizzazione, i quali hanno la seguente formula tipo:

dove Me è il metallo monovalente. L'alluminio può inoltre essere sostituito, nella formula precedente, con altri elementi trivalenti come Fe. . . e Cr. . ..

Questi sali costituiscono il numeroso gruppo degli allumi, i quali sono isomorfi, e cristallizzano nel sistema monometrico in ottaedri. Alcuni allumi tipici sono i seguenti:

Fra questi il più anticamente conosciuto e usato è l'allume potassico, che si trova in natura sotto forma di solfato basico nella alunite, K2SO4•3Al2(OH)4•SO4. I più importanti giacimenti italiani di questo minerale si trovano alla Tolfa presso Civitavecchia.

Con la composizione chimica K2Al2(SO4)4•24H2O, si chiama anche kalinite ed è monometrico (classe diacisdodecaedrica). In natura raro, e per lo più in polvere o in incrostazioni cristalline; artificialmente si ottengono distinti cristalli ottaedrici o cubici. Piano di geminazione (111). Spessa otticamente anomalo.

L'allume è solubile in acqua, sebbene molto meno del solfato di alluminio semplice; è insolubile nell'alcool. Per riscaldamento perde la sua acqua di cristallizzazione e si trasforma in una massa bianca, porosa, leggiera: l'allume usto.

Può prepararsi per evaporazione di una soluzione che contenga i due solfati nei rapporti stechiometrici indicati dalla formula. Industrialmente si prepara arrostendo per qualche tempo l'alunite al disopra di 500°, lisciviando la massa arrostita con acqua e lasciando cristallizzare la soluzione ottenuta.

Può inoltre prepararsi partendo da quei minerali di alluminio che, dopo opportuni trattamenti, possono cedere la loro allumina all'acido solforico. Si prestano a questo scopo le bauxiti e le argille riscaldate fra 700° e 800°.

Un primo tentativo di sfruttare, per la fabbricazione dell'allume e di sali di potassio e di alluminio, i vasti giacimenti di leucite, metasilicato di alluminio e di potassio K2O•Al2O3•4 SiO2, di cui è ricca l'Italia, fu fatto molti anni or sono da Alvisi e Millosevich. Molti altri sperimentatori si sono di poi occupati di tale problema; ma solo in questi ultimi tempi G. A. Blanc è riuscito a risolverlo in modo pratico ed economico (v. alluminio).

Secondo il procedimento Blanc, la leucite in granelli viene lisciviata in apparecchi a circolazione con acido solforico. Per effetto del calore di reazione si ottiene una soluzione calda, dalla quale per semplice raffreddamento si separa l'allume allo stato di grande purezza. La reazione che si verifica è la seguente:

La silice pura che rimane in seguito al trattamento acido, come scheletro dei granelli di leucite, è vantaggiosamente usata per la fabbricazione del silicato di sodio per trattamento diretto con soluzione di soda caustica, per la fabbricazione del fosforo; nell'arte ceramica, in vetreria, in metallurgia; come isolante termico, come assorbente, e in genere per tutti quegli scopi nei quali trova impiego la farina fossile o terra d'infusorî, con la quale questo residuo siliceo ha grande analogia.

Per la sua semplicità, per la purezza del prodotto che fornisce e per i vantaggi economici che presenta, il procedimento Blanc è stato adottato su vasta scala anche da produttori esteri.

L'allume, oltre che essere usato nella concia delle pelli, serve come mordente nell'industria tintoria. In farmacia lo si adopera come astringente ed emostatico.

Sebbene il consumo dell'allume potassico sia andato notevolmente diminuendo per il continuo estendersi dell'uso del solfato di allumina in sua vece, tuttavia la sua produzione, specialmente in alcuni paesi, si mantiene notevole. Solo per alcuni però si hanno dati statistici attendibili. Così la produzione in Germania era prima della guerra di oltre ql. 40.000 annui; negli Stati Uniti se ne produssero nel 1914 ql. 166.000, nel 1916 ql. 247.000, nel 1918 ql. 184.000.

La produzione italiana si aggira intorno ai ql. 20.000 annui.

Privato, mediante il riscaldamento, della sua acqua di cristallizzazione, l'allume è usato in medicina sotto il nome di allume usto. I cristalli di albume sono incolori e si sciolgono bene in acqua con reazione acida. Per via interna sarebbe un buon astringente, perché non dà fenomeni d'intossicazione dovuti al suo assorbimento, ma, già in piccola dose, provoca vomito e infiammazione dello stomaco, e perciò è quasi del tutto abbandonato. Per via esterna si usa, misto con polveri indifferenti, quale astringente per gli occhi, la faringe e la laringe (in forma di gargarismi in una soluzione al 2-6%) o come leggiero caustico si cosparge sulle piaghe con granulazioni lussureggianti. Quale emostatico l'allume fu adoperato da tempo antico. L'acqua emostatica del Pagliari e quella del Pollacci sono preparate a base di allume (v. alluminio).