Vuillard ‹vüii̯àar›, Édouard

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Vuillardvüiàar⟩, Édouard. - Pittore francese (Cuiseaux, Saône-et-Loire, 1868 - La Baule, Loire-Inférieure, 1940). V., che dal 1892 fece parte del gruppo detto dei nabis o enflammés, fu autore di ritratti virili (Théodore Duret) e muliebri (Siga Kapferer), generalmente rappresentati in interni, in cui piccole pennellate divisioniste creano una atmosfera morbida (Le Déjeuner, Museo del Lussemburgo). Assiduo lettore di Verlaine, fu un intimista, un raffinato ricercatore di sfumature fuse in un'unica armonia.

Vita e opereStudiò a Parigi all'École des beaux-arts (dal 1886), poi (dal 1888) all'Académie Julian, dove conobbe Sérusier, Bonnard e molti dei futuri Nabis. Dopo una serie di ritratti e di nature morte, dipinti intorno al 1888, nei quali il riferimento all'arte di Corot e Chardin è evidente, V. sotto l'influsso dell'arte giapponese e di Gauguin si abbandonò a una sorta di pre-fauvismo, con opere caratterizzate da una estrema semplificazione dei toni e arditezze compositive. Legato all'ambiente della Revue Blanche, presso la quale espose (1892-95) insieme a Bonnard, Toulouse-Lautrec, Valloton, ecc., in questo stesso periodo si avvicinò al teatro, collaborando con gli amici Nabis a programmi e scenografie per il Théâtre Libre di Lugné-Poe e per il Théâtre de l'Oeuvre fondato nel 1893. Nello stesso tempo si interessò alle arti decorative (paraventi, mobili, vetrate, ceramiche, illustrazioni di libri, ecc.), dimostrando una grande raffinatezza nelle invenzioni grafiche, negli accordi tonali e nelle inusitate composizioni. Eseguì dal 1893 al 1914 un gran numero di piccoli dipinti decorativi (tra l'altro, la serie di Intérieurs, oggi al Petit Palais a Parigi) con una grande semplicità di mezzi (è sempre forte in lui l'influsso del sintetismo di Gauguin), trovando proprio in ragione di questa modestia d'apparato la capacità d'incantare con la giustezza degli accostamenti tonali a piatto. Numerose sono anche le vedute, i paesaggi e i ritratti: tra questi, i meglio riusciti sono quelli delle persone a lui più vicine (della madre, degli amici, ecc.), e non i ritratti mondani, eseguiti su commissione. V. realizzò decorazioni murali per la Comédie des Champs-Élysées (1913), per il teatro Chaillot (1938) e per la Società delle Nazioni a Ginevra (1939). Sue opere si trovano nel Musée d'art moderne (tra l'altro il famoso Au lit, 1891), in altri musei di Parigi e in molte collezioni private.

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