Epochè

    Enciclopedie on line

epochè In filosofia, l’atto di ‘sospensione dell’assenso’, considerato dagli antichi scettici come necessario data l’assoluta incertezza di ogni conoscenza concernente la realtà esterna. 

Nel pensiero di E. Husserl, l’e., o ‘riduzione’ fenomenologica, è l’atto con cui ‘si pone tra parentesi’ il mondo, si sospende cioè il giudizio d’esistenza delle cose, il quale obbedisce alla preoccupazione di servirsi di esse. Liberandosi da questa preoccupazione, l’io diventa spettatore disinteressato di se stesso, e dà inizio alla autentica riflessione filosofica.

Approfondimenti

Epoche > Dizionario di filosofia (2009)

epochè Traslitt. del gr. ¿p¿¿¿. Termine che indica la «sospensione del giudizio» mediante la quale ci si astiene dall’affermare o dal negare, evitando di assumere come date realtà la cui conoscenza è inattingibile. Nozione di origine scettica, l’e. ... Leggi

Argomenti correlati

Catalessi

catalessi (o catalessia)filosofiaAtto della conoscenza con cui, secondo gli stoici, il pensiero apprende effettivamente la realtà; ha luogo quando il logos dà il suo assenso a una rappresentazione. psichiatriaDisturbo relativamente frequente nella catatonia, consistente nella tendenza a mantenere a lungo, senza stanchezza, posizioni e atteggiamenti impressi da altri.  C. ipnotica (o medianica) Condizione di sospensione di tutte o quasi le funzioni organiche in cui si pongono volontariamente fachiri, yoghi ecc.

Percezione

percezione L’atto del prendere coscienza di una realtà che si considera esterna a noi. filosofia Si possono distinguere due sensi con cui il termine p. è usato nella storia della filosofia. In un senso generale esso designa ogni esperienza conoscitiva. In un senso più specifico indica l’esperienza conoscitiva di un oggetto determinato, sia fisico sia mentale, esperienza che si tende a distinguere, come diviene chiaro con T. Reid, dalla sensazione: se quest’ultima è un dato semplice e soggettivo, la p

Pensièro

pensièro La facoltà del pensare, cioè l'attività psichica mediante la quale l'uomo acquista coscienza di sé e della realtà che egli considera come esterna a sé stesso; proprio dell'uomo, lo differenzia dagli altri esseri viventi permettendogli di cogliere valori universali, di costruire nuovi modelli che trascendono i limiti spazio-temporali della percezione sensoriale, di formarsi una coscienza di quello che esperimenta nella sua interiorità e nella realtà esterna.

Prescienza

prescienza La conoscenza anticipata di tutto il futuro, che è uno degli attributi della natura divina.La dottrina cattolica, di fronte alla difficoltà di dover conciliare l’assoluta p. di Dio con la libera attività di Dio stesso e dell’uomo, ammette come verità indiscussa tanto la perfetta p. di Dio, quanto la completa libertà dell’uomo, nonché la misteriosa cooperazione d’entrambe nell’atto volitivo.

Invia articolo Chiudi