Zaccóni ‹Ʒ-›, Ermete

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ZaccóniƷ-›, Ermete. - Attore (Montecchio 1857 - Viareggio 1948); figlio d'arte, recitò con i suoi fin dall'infanzia in tutta Italia. Giovanissimo, fu in varie compagnie minori, finché nel 1884 non venne scritturato da G. Emanuel, che con i suoi insegnamenti esercitò decisiva influenza sulla sua arte. Nel 1888 primo attore assoluto con C. Rossi, poi con V. Marini, si affermò con alcune sue famose interpretazioni: Amleto, Spettri, Pane altrui, L'amico delle donne. Nel 1897 formò compagnia propria con L. Pilotto e rappresentò lavori di Giacosa, Ibsen, Maeterlinck. Ultimo grande erede del naturalismo fine Ottocento, in Italia e all'estero ebbe fama sempre più vasta fino alla vigilia della seconda guerra mondiale, quando si ritirò dopo il successo dei Dialoghi di Platone. La sua lunga vita d'attore è narrata nel volume autobiografico: Ricordi e battaglie (1946).

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Pilòtto, Camillo. - Attore (Roma 1888 - ivi 1963), figlio di Libero; esordì giovanissimo recitando nelle compagnie di E. Zacconi, Falconi-Di Lorenzo, E. Gramatica; fu con L. Carini nella compagnia del giallo; con E. Sperani; con il Piccolo teatro di

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Pilòtto, Libero. - Attore e autore drammatico (Feltre 1854 - ivi 1900); dopo gli studî al conservatorio fiorentino, entrò in arte e recitò con L. Bellotti Bon, C. Rossi, nella Compagnia nazionale, con E. Zacconi. Alcuni suoi testi, sia in dialetto ve

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