EUBEA

EUBEA

Enciclopedia dell' Arte Antica (1994)
di E. Sapouna-Sakellaraki

EUBEA (v. vol. III, p. 511 e S 1970, p. 324). - Gli scavi degli ultimi anni hanno arricchito in maniera sostanziale le conoscenze su tutti i periodi del passato dell'isola, dalla preistoria all'età romana; nuovi aspetti si sono rilevati per il Paleolitico, il Medio Elladico e il periodo ellenistico, confermando il ruolo significativo che l'E. ha rivestito in ogni epoca; un particolare rilievo ebbe la produzione metallurgica durante il III millennio a.C. Recenti ricerche hanno dimostrato che l'E era abitata già nel Paleolitico: nella zona di Artaki, vicino a Calcide, è stato raccolto negli ultimi anni un gran numero di strumenti risalenti a questo periodo (forse la quantità maggiore, fino a oggi, in tutto l'Egeo), i quali mostrano forti analogie con quelli della Grecia continentale (è probabile che lΈ. fosse allora ancora unita alla terraferma). Resti di industrie paleolitiche sono stati rinvenuti anche a Roviès, Aghianakou e Kerinthos.

La successiva fase neolitica è attestata da abbondanti reperti in tutta l'isola che probabilmente doveva già aver assunto, con minime differenze, l'odierna configurazione geomorfologica. Altre attività come l'allevamento e l'agricoltura si aggiunsero alla raccolta del legname di cui l'isola era ricca. Nuovi insediamenti si costituirono a Ν (Aidepsos, Roviès, Limni) e, verso la fine del Neolitico, a S, ma nella parte centrale e in quella occidentale, nelle grandi zone pianeggianti di Psachnà, di Politikà, di Artaki e nella piana lelantina, si ebbe la maggiore densità insediativa, anche se continuò la frequentazione delle grotte dell'E. meridionale e centrale (Tharounia, Koilosi di Karystos, ecc.) e delle pendici delle colline. Importanti insediamenti neolitici sono stati scoperti, oltre che a Calcide, a Psachnà, Eretria (Malakonta, Amarynthos, ecc.), nel lΈ. settentrionale (Haghia Kyriakì, Limni, Roviès) e in quella meridionale (Paximada).

Altrettanto importanti sono le testimonianze della prima Età del Bronzo scoperte nell'isola durante gli ultimi anni. Significativi ritrovamenti sono stati effettuati principalmente nella zona di Calcide dove, oltre a scavi di recupero, nel periodo 1984-1987 è stato riportato alla luce (E. Sapouna-Sakellaraki) gran parte di un insediamento del Protoelladico II-III che verosimilmente deve essere distinto da quello già scavato (D. Theocharis) a Manika. Strade ampie e dritte, case a due piani strutturalmente molto solide, vasti ambienti, officine, un impianto idrico con pozzi, aree a uso cultuale delineano l'immagine di un fiorente insediamento. Nello stesso lasso di tempo è stata fatta oggetto di ricerche la vicina necropoli ricca di tombe scavate nella roccia, con dròmos e ambiente separato per la sepoltura. I numerosi ritrovamenti testimoniano rapporti sia con il mondo elladico che con Troia, Lemno e soprattutto con le Cicladi, da cui proveniva l'ossidiana scambiata con il legname euboico prezioso all'attività cantieristica navale cicladica. Manika rivestì probabilmente una notevole importanza strategica in virtù del controllo esercitato sullo stretto canale di Euripo attraverso cui avvenivano i contatti tra il mondo continentale e quello insulare. Nelle sue vicinanze (odierna Kakì Kephali di Calcide) sono state individuate officine per la lavorazione dei metalli. Oltre a quello di Manika sono stati identificati numerosi altri insediamenti proto-elladici nelle zone costiere di Linovrochi, sulla collina di Xeropolis (Lefkandi), tra Calcide ed Eretria, nella stessa Eretria vicino all’agorà di età classica, a Magoula di Eretria, ad Amarynthos e, nell'interno dell'isola, a Theologos, ad Avlonari e a Makrykapa. Nella parte settentrionale sono da ricordare le località Koumpì di Aidipsos e Kerinthos, sulla costa sud-orientale il significativo centro di Mourterì di Kyme. Infine, nella zona sud-occidentale è stato individuato un insediamento cicladico risalente a questo periodo, che sembra essere stato uno dei più importanti nella storia dell'isola.

A Koumpì di Aidipsos gli scavi hanno messo in luce resti risalenti al Medio Elladico, nonché numerosi reperti ceramici. A Manika e a Xeropolis (Lefkandi) il Medio Elladico segue, senza interruzione, il Protoelladico, come d'altra parte si nota anche a Glyfa (sulla costa beotica, in prossimità di Calcide), a Eretria e ad Amarynthos. Recenti ricerche condotte dalla Scuola Canadese nella regione di Karystos hanno individuato resti del Medio Elladico anche in questa zona dell'E. meridionale.

Il Miceneo è invece ben documentato in tutta l'isola e il quadro delle precedenti conoscenze è stato arricchito grazie ai risultati degli scavi condotti a partire dal 1950 in numerose località. In particolare, nella zona di Calcide (Panaghitsa) sono state rinvenute tombe con ricchi corredi funebri (spade, gioielli, ceramica tardo-elladica III Α-B). Altre testimonianze della civiltà micenea sono state trovate, nella parte centrale e in quella orientale dell'isola, a Kyme e ad Aliveri. Sono state anche condotte ricerche nella vecchia tomba di Katakolù e nei siti intorno a Kyme (Oxylithos, monastero di Matzaris, Orologhion, Monachi Elià). Nella regione di Karystos sono stati raccolti in superficie numerosi reperti.

Negli ultimi anni la Scuola Britannica e la Società Archeologica Greca hanno effettuato importanti ricerche rispettivamente a Lefkandi (v.), a Eretria (v.) e Calcide, ricerche che hanno ampliato la documentazione sulla prima Età del Ferro, gettando nuova luce sul periodo delle colonizzazioni verso l'Occidente e verso le coste dell'Asia Minore. Si è così potuta dimostrare anche con lo scavo, l'importanza non solo di Eretria e di Calcide, ma anche delle città minori. Questo periodo fu caratterizzato da contese armate tra le due città (guerra lelantina), ma anche da colonizzazioni comuni.

Il periodo protogeometrico e quello geometrico hanno restituito esempi eccezionali di architettura e di pittura vascolare a Calcide, Eretria e, soprattutto, a Lefkandi. Nella zona intorno a Calcide sono stati individuati almeno dieci siti protogeometrici con gruppi di tombe che corrispondono ad altrettanti insediamenti nonché numerosi altri siti geometrici. Di eccezionale importanza sono le necropoli di Lefkandi, di cui le tre individuate risalgono al periodo protogeometrico (la più significativa è quella situata in località Toumba). A Toumba Lefkandi è stata individuata una costruzione a pianta allungata, absidata, a peristilio che, secondo gli archeologi inglesi, potrebbe essere un heròon. L'edificio comprendeva due ambienti per sepoltura; in uno è stata rinvenuta una kàlpis di bronzo con ceneri raccolte in un tessuto, nell'altro i resti di una donna con ricchi gioielli e accanto quelli di un cavallo che era stato sacrificato. I corredi funebri sono notevoli. Da ricordare un abito sacerdotale e oggetti d'importazione egiziana e orientale. La fine di Lefkandi è da porsi nell'800 a.C.

Gli scavi effettuati dalla Scuola Svizzera e dalla Società Archeologica Greca a Eretria hanno messo in luce, ovunque, resti architettonici e tombe del IX e, soprattutto, dell'VIII sec. a.C. Edifici absidati destinati all'abitazione, databili intorno all'800 a.C., sono stati rinvenuti entro l'area della città e al di sotto del Tempio di Apollo Daphnephòros d'età classica. Sotto quest'ultimo è stata anche rinvenuta una parte delle mura della fine dell'VIII sec. a.C. Recenti scavi hanno restituito, inoltre, reperti del periodo arcaico e messo in luce tombe del V sec. a.C. e dei periodi successivi.

L'importanza dell'E. non venne meno in età classica anche se gli Ateniesi privarono le città dei loro privilegi e chiusero le zecche locali, come quella di Calcide. Questa città mantenne una notevole prosperità, come dimostrano i cinque capitelli di fine V sec. a.C. trovati recentemente che forse appartengono al Tempio di Zeus Olỳmpios (v. vol. II, p. 260, s.v. Calcide), e continuò a estendersi, come indicano gli scavi che si stanno effettuando.

Nel resto dell'isola la zona di Oreòi nell'E. settentrionale (che ha restituito importanti necropoli con stele a rilievo di stile attico) e la regione di Karystos (Paximada, Paliopìthara) sembrano aver subito influenze artistiche determinate dalla presenza dei cleruchi ateniesi, anche se permangono molti elementi locali. I drakòspita - edifici di natura religiosa - trovati a Oche nella Karystia, le costruzioni circolari a thòlos (età arcaica) e i successivi templi a larga fronte (età ellenistica), sono tutte dimostrazioni di un conservatorismo nell'architettura religiosa a carattere misterico, in onore di Zeus, di Demetra o di Hera che mantiene, in età classica ed ellenistica, caratteristiche locali nonostante la presenza di elementi attici.

Dalla fine del IV sec. a.C. fino al 146 a.C., lΈ. attraversa un periodo di instabilità e di capovolgimenti politici dovuti alle successive dominazioni dei Macedoni, prima, e poi dei Diadochi e dei Romani; ciò nonostante l'isola conosce una splendida fioritura e filosofi, artisti, poeti di Eretria e di Calcide sono famosi in tutta la Grecia.

Le necropoli della zona intorno a Calcide (Panaghitsa, Haghios Stephanos), di Eretria e di Amarynthos, dove sono state rinvenute anche numerose tombe di tipo macedone, mostrano con la ricchezza dei corredi funebri la prosperità della regione. L'estensione della città di Calcide in questo periodo era pressappoco uguale a quella odierna; sono state trovate case decorate con mosaici, botteghe di ceramisti, edifici porticati e, recentemente, in località «Case Popolari» ad Haghios Stephanos, ampie strade e teatri. Altrettanto importanti sono i resti d'età ellenistica che ricoprono quasi tutta Eretria con edifici pubblici e privati decorati con mosaici raffiguranti arimaspi, nereidi, sfingi e altri soggetti, lussuosi andrònes, opere idriche, strade porticate, installazioni portuali, il teatro, edifici sacri come l’lsèion, circoli tombali con tombe a cassone, ecc. Nella vicina Amarynthos sono stati individuati recentemente i resti di una fontana sotterranea e una stipe votiva, che testimoniano l'esistenza di un santuario dedicato ad Artemide Amarynthia. L'E. settentrionale e meridionale, in cui sono state effettuate minori ricerche, ha restituito tracce sporadiche, ma pur sempre importanti, di età ellenistica.

L'epoca romana non ha minore rilevanza. A Calcide numerose testimonianze di questo periodo si sovrappongono a quelle d'età ellenistica; anche in località «Case Popolari» sono stati effettuati scavi relativi alla fase romana.

Oltre ai due centri principali si deve ricordare anche la grande importanza della città di Aidepsos, le cui terme sono in funzione dall'epoca romana, e di quelle più antiche di Oreòi e di Histaia.

Infine va ricordato il santuario romano di Posidone in località Gheraistòs, nell'estremità più meridionale dell'isola, attestato anche da fonti epigrafiche.

Bibl.: Notizie di scavi in ADelt, XXV, Β' 1 Chron., 1970, pp. 247-263; XXVI, Β ' 1 Chron., 1971, pp. 250-279; XXVII, Β ' 2 Chron., 1972, pp. 340-371; XXIX, Β' 2 Chron., 1973-74, pp. 461-512; XXX, Β' 1 Chron., 1975, pp. 135-174; XXXII, Β' 1 Chron., 1976, pp. 131-160; XXXII, Β' 1 Chron., 1977, pp. 102-103; XXXIII, Β' 1 Chron., 1978, pp. 120-131; H. Catling in ARepLondon, 18, 1971-72, p. 7; 19, 1972-73, p. 8; 20, 1973-74, p. 6; 21, 1974-75, pp. 4-6; 22, 1975-76, p. 5; 23, 1976-77, pp. 16-18; 25, 1978-79, pp. 8-9; 26, 1979-80, p. 20-22; 27, 1980-81, pp. 7-9; 28, 1981-82, pp. 15-18; 29, 1982-83, pp. 11-18; 30, 1983-84, pp. 15-18; 31, 1984-85, pp. 12-17; 32, 1985-86, pp. 20-22; 33, 1986-87, pp. 12-15; 34, 1987-88, pp. 18-19.

Studi storico-artistici: A. Philippson, E. Kirsten, Die griechischen Landschaften. Der Nordosten der griechischen Halbinsel, I, 2. Das östliche Mittelgriechenland und die Insel Euboea, Francoforte 1951, in part. pp. 156 ss., 645 ss.; W. P. Wallace, The Euboean League and Its Coinage, New York 1956; C. Bursian, Geographie von Griechenland, II. Peloponnesos und Inseln, Lipsia 1968, pp. 395-438; L. H. Sackett, M. R. Popham, Lefkandi. A Euboean Town of the Bronze Age and The Early Iron Age (2100-700 B.C.), in Archaeology, XXV, 1972, pp. 8-19; S. C. Backhuizen, Chalkis Euboea Iron and Chalkidians Abroad, Leida 1976; Ν. Κ. Moutsopoulos, Τα Δρακοσπιτα της ΝΔ Ευβοίας, in Επιστημονική επετηρίδα της Πολυτεχνικής Σχολής, Τμήμα αρχιτεκτόνων, VIII, 1978-1980, pp. 263-479; M. Popham, L. Η. Sackett, Lefkandi I. The Iron Age, I, 2 voll., Londra 1979-80; Th. W. Jacobsen, Prehistoric Euboia (diss.), Ann Arbor 1980; M. R. Popham, Why Euboea?, in ASAtene, XLIII, n.s., 1981, pp. 37-239.

(E. Sapouna-Sakellaraki)

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