European Bank for Reconstruction and Development (Ebrd) Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

European Bank for Reconstruction and Development (Ebrd) Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

Atlante Geopolitico 2013 (2013)

European Bank for Reconstruction and Development (Ebrd)

Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo

Origini, sviluppo e finalità

La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Ebrd) nasce all’indomani della caduta del Muro di Berlino, della fine del sistema sovietico e, più in generale, dei regimi comunisti presenti nell’Europa centro-orientale. L’idea iniziale del consigliere dell’allora presidente francese François Mitterand, Jacques Attali (che sarebbe poi diventato il primo presidente della Banca), era quella di fornire ai paesi in via di transizione economica da un regime di stampo comunista a quello di un’economia di libero mercato gli strumenti necessari per poter attuare tale cambiamento.

La Banca, nata ufficialmente nel 1991 a seguito di un accordo firmato da 40 paesi nell’aprile del 1990, è così diventata la prima istituzione finanziaria internazionale dell’era post-bipolare e opera nei paesi dell’Europa orientale e dell’Asia centrale. Oltre ai 61 membri attuali, l’Ebrd è sostenuta anche dalla Commissione europea e dalla Banca di sviluppo europea. L’Ebrd lavora soprattutto nel settore privato, finanziando progetti di sviluppo e coprendone fino al 35% della spesa totale, promuovendo anche una maggiore integrazione economica tra le realtà che assiste, allo scopo di creare nuove opportunità per il commercio e gli investimenti. Generalmente i prestiti erogati vanno da 5 a 230 milioni di euro. In particolar modo, agendo in mercati in transizione, l’organizzazione si occupa delle riforme necessarie nel settore bancario, della liberalizzazione dei prezzi e della privatizzazione dell’economia. Coerentemente con l’obiettivo statutario di facilitare e accelerare il processo di transizione verso il libero mercato, le finalità dell’Ebrd non sono semplicemente economiche e finanziarie, ma anche più prettamente politiche. Nel mettere in atto le proprie politiche, infatti, l’Ebrd è attenta al rispetto di una serie di requisiti da parte degli attori assistiti, che vanno dalle riforme per la democratizzazione al rispetto dei diritti civili e politici e dell’uguaglianza di genere, fino alla sostenibilità ambientale e sociale dei progetti finanziati. Con quest’ultimo punto l’Ebrd intende focalizzarsi soprattutto sulle nuove sfide poste dai cambiamenti climatici, investendo anche su progetti legati alle energie sostenibili, così come sul rispetto dei diritti dei lavoratori. L’organizzazione rappresenta dunque anche uno stimolo per i paesi dell’area orientale dell’Europa e dell’Asia centrale verso un processo di democratizzazione basato sui valori fondanti della stessa Unione Europea.

Struttura istituzionale Dati

I poteri decisionali sono affidati al Consiglio dei governatori, un organo composto da un delegato (governatore) per ogni paese membro, più un suo assistente o vice in caso della sua assenza. Generalmente, il rappresentante dei paesi membri nell’organo è il ministro delle finanze. Il Consiglio dei governatori delega parte dei propri poteri al Consiglio dei direttori, il quale è responsabile della direzione strategica della Banca. Il presidente della Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo è a capo di quest’organo, è nominato dal Consiglio dei governatori e ricopre anche la carica di rappresentante legale dell’organizzazione.

Il ruolo esecutivo della Banca è affidato alla Commissione esecutiva, la quale ha anche il compito di monitorare e controllare tutti gli aspetti chiave delle strategie della Banca, dalla situazione finanziaria all’andamento delle sue operazioni. La Commissione esecutiva è divisa in diversi uffici, ognuno dei quali guidato da un direttore. Vi sono quattro distinte sezioni preposte all’amministrazione del settore bancario, finanziario, dei rischi e delle risorse e infine delle politiche operative. Accanto a loro, vi sono tre diversi uffici per i progetti, il Consiglio generale e il Segretariato.

Membri

Albania, Armenia, Austria, Australia, Azerbaigian, Bielorussia, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Canada, Cipro, Corea (Repubblica), Croazia, Danimarca, Egitto, Estonia, Finlandia, Francia, Georgia, Germania, Giappone, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Italia, Kazakistan, Kirghizistan, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Marocco, Messico, Moldavia, Mongolia, Montenegro, Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Federazione Russa, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Tagikistan, Turchia, Turkmenistan, Ucraina, Ungheria, Uzbekistan.

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