Tawallulī ‹tavallulìi›, Farīdūn. -
Tunkābunī ‹tuṅkaabunìi›, Farīdūn. - Scrittore iraniano (n. 1936), noto anche sotto lo pseudonimo di Āmūzegār. Attento osservatore della società iraniana, nei suoi romanzi T., con toni satirici spesso pungenti, denuncia la crescente povertà sociale, e
Qā'ānī ‹ḳaanìi›. - Poeta persiano (Shīrāz 1808 - Teheran 1854). Rimasto orfano giovanissimo, divenne il protetto del principe di Shīrāz, Shugiā῾ as-Salṭāna (1823); successivamente il sovrano qāgiār, Muḥammad Shāh, lo nominò poeta di corte. Grazie agl
Sa῾dī ‹sa῾dìi›, Muṣliḥ ad-dīn. - Poeta persiano (n. Shīrāz inizio sec. 13º - ivi 1291 circa). Completati gli studî a Baghdād, dove rimase fino al 1226, compì numerosi viaggi in Medio Oriente, per tornare poi nel 1256 nella sua città natale. Autore di
¿a´fi¿ ¿hàafi¿¿, Shams ad-din Mu¿ammad. - Poeta lirico persiano (n. Shiraz 1320 circa - m. 1389). Trattò nella forma poetica del ghazal, da lui condotta al più alto grado di perfezione, le gioie del vino e dell'amore, lo splendore della primave