Al di là dell'influenza artistica, nel 1850 il M. ebbe presumibilmente modo di consolidare il suo legame con Morelli quando entrambi superarono il concorso per il pensionato di Roma, Morelli al primo posto e il M. al terzo, secondo quanto testimonia il fascicolo personale. In quegli anni la non obbligatorietà del trasferimento a Roma per il pensionato artistico (ibid., p. 518 n. 9) consentì al M. di dedicarsi a numerose commissioni provenienti soprattutto dalla Casa reale e dal clero partenopeo.
Oltre che nella pittura, il M. seguì le tracce del padre anche nell'insegnamento del disegno, cominciando a sostituirlo già dagli inizi degli anni Cinquanta nelle supplenze alla scuola elementare degli artieri (lettere datate 24 nov. 1853, 12 dic. 1854, 29 luglio e 19 dic. 1856, contenute nel fascicolo personale del padre Gennaro conservato a Napoli nell'Archivio dell'Accademia di belle arti, cartella 17, B. I, serie Professori, sottoserie Fascicoli personali, senza numerazione di carta), fino a subentrargli definitivamente il 1( luglio 1858, dopo la sua morte. Come si ricava, ancora, dal suo fascicolo personale, il 15 ag. 1863 il M. sarebbe diventato professore aggiunto di disegno di figura, affiancando R. Postiglione, A. Licata e G. Morelli, nella cattedra di G. Mancinelli (Lorenzetti, p. 129); e il 31 dic. 1885 avrebbe ottenuto l'incarico di "professore di disegno dalla statua".
Nel 1861 alla Mostra nazionale di Firenze presentò l'opera La vedova del volontario (ubicazione ignota), dipinto a soggetto storico patriottico che, insieme con un altro rintracciato sul mercato antiquario, La legione dei volontari del 1861 (ubicazione ignota: Bénézit), testimonia la sua piena adesione agli ideali liberali e nazionali. Nel 1862 il M. partecipò alla prima mostra della Società promotrice di belle arti di Napoli e, quindi, a diverse delle successive, esponendo La lettura di soppiatto, Poppea e S. Elisabetta regina d'Ungheria (Valente, 1993, p. 139).
Gli anni Settanta videro il M. partecipe delle più importanti iniziative artistiche partenopee e nazionali. Fu membro del consiglio direttivo dell'Accademia di belle arti durante la presidenza di Morelli (Le carte di Domenico Morelli(, nn. 395, 510 e passim), dal quale fu nominato ispettore onorario della Pinacoteca di Capodimonte (Della Rocca, p. 53); venne eletto vicepresidente al primo Congresso artistico italiano di belle arti di Parma del 1870 (Biscarra, p. 141), mentre all'esposizione si presentava con quattro dipinti di genere neopompeiano (Valente, 1993, p. 139). Nel 1877 diresse alcune delle cerimonie di inaugurazione dell'Esposizione nazionale di Napoli, alla quale si propose ancora con due opere neopompeiane (Netti, p. 140).
Presso la Galleria dell'Accademia di belle arti di Napoli si conservano altre due opere dell'artista: un ritratto ad olio "fortemente faruffiniano" (Fusco), La lettera (Caputi - Causa - Mormone) e un Autoritratto (Maresca di Serracapriola, p. 93). Altre istituzioni pubbliche conservano sue opere: la Galleria nazionale d'arte moderna di Roma possiede Donna pompeiana che legge; mentre presso l'Amministrazione provinciale di Avellino si trova La stanza da letto di una pompeiana, identificata con il dipinto di analogo soggetto esposto a Parma nel 1870 e alla Promotrice di Napoli del 1871 (Valente, 1993, p. 139).
Il M. morì a Napoli il 9 dic. 1893.
Fonti e Bibl.: Napoli, Arch. dell'Accademia di belle arti, B. VI, serie Professori, sottoserie Fascicoli personali, cartella 17: Federico Maldarelli; F.P. Bozzelli, Sulla pubblica mostra degli oggetti di belle arti nella primavera del 1855, Napoli 1856, pp. 128-135; C.F. Biscarra, Primo Congresso artistico italiano e delle Esposizioni di belle arti di Parma. Ricordi e note, in L'Arte in Italia, II (1870), 9, pp. 141-143; A. Rondani, Scritti d'arte, Parma 1874, pp. 49, 53-55, 365; Catalogo della Esposizione nazionale di belle arti del 1877 in Napoli, Napoli 1877, pp. 38 n. 482, 59 n. 793, 129; Explication des ouvrages de peinture( exposés au Palais des Champs-Élisées le 1.er mai 1880, Paris 1880, p. 242, nn. 2436 s.; M. Della Rocca, L'arte moderna in Italia, Milano 1883, pp. 53-55; A. Maresca di Serracapriola, Pittori da me conosciuti, Napoli 1936, pp. 82, 92 s.; G. Ceci, Bibliografia per la storia delle arti figurative nell'Italia meridionale, II, Napoli 1937, nn. 3764, 3903, 4044, 4128, 4186, 4209, 4256, 4825 s., 5364; C. Lorenzetti, L'Accademia di belle arti di Napoli (1752-1952), Firenze 1953, pp. 116, 129, 259; B. Molajoli, Il Museo di Capodimonte, Napoli 1961, p. 58; A. Caputi - R. Causa - R. Mormone, La Galleria dell'Accademia di belle arti in Napoli, Napoli 1972, p. 113, n. 299, fig. 42; F. Netti, Scritti critici, a cura di L. Galante, Roma 1980, pp. 140, 152, 289; G.A. Galante, Guida sacra della città di Napoli, a cura di N. Spinosa, Napoli 1985, pp. 57, 151, 228, 259, 301; Il secondo '800 italiano. Le poetiche del vero (catal.), a cura di R. Barilli, Milano 1988, pp. 132 s.; C. Tavarone, in G. Muollo, Pittori dell'800 in Irpinia nella collezione dell'Amministrazione provinciale (catal., Avellino), Roma 1989, pp. 37-39, 79; M.A. Fusco, in La pittura in Italia. L'Ottocento, II, Milano 1991, p. 894; M. Picone Petrusa, La pittura dell'Ottocento nell'Italia meridionale dal 1848 alla fine del secolo, ibid., pp. 504, 511, 518; I. Valente, in La pittura napoletana dell'Ottocento, a cura di F.C. Greco, Napoli 1993, pp. 64, 139, tavv. 254 s.; Id., in Civiltà dell'Ottocento, I, Le arti figurative (catal.), a cura di N. Spinosa, Napoli 1997, pp. 584, 586, fig. 17.213; A. Porzio, La quadreria di palazzo reale nell'Ottocento. Inventari e museografia, Napoli 1999, p. 148; Le carte di Domenico Morelli nell'Archivio storico dell'Accademia di belle arti di Napoli, a cura di C. Carrino, con la collaborazione di R. di Costanzo, Napoli 2002, nn. 57, 105, 163, 394 s., 510, 556 s., 564 s., 687, 831, 842, 854, 945; U. Thieme - F. Becker, Künstlerlexikon, XXIII, p. 589; E. Bénézit, Dictionnaire critique et documentaire des peintres(, IX, Paris 1999, p. 95.