pluviale, foresta La foresta caratteristica delle regioni equatoriali, dove la temperatura è piuttosto alta, senza escursioni notevoli, per tutto l’anno e la piovosità è del pari elevata (più di 1500 mm di precipitazioni annue) e uniforme; la vegetazione quindi è rigogliosa e sempreverde e presenta un grande numero di specie legnose (anche più di 200 specie per km2) sovrapposte in più strati, di cui il più alto raggiunge e talora supera i 50 m di altezza. Copiose vi sono le parassite e le epifite, queste sui rami degli alberi e degli arbusti e sulle foglie (epatiche, licheni); spesso la foresta è impenetrabile per il groviglio delle liane e delle radici caulogene di vari alberi. Tipici esempi si hanno nell’Amazzonia, nella Guyana, nelle Antille, nel bacino del fiume Zaire, nell’Indonesia, sulle coste del Bengala.
Edo Popolazione della Nigeria meridionale, occupante le regioni a O del basso Niger. Gli E., agricoltori della foresta pluviale, sono organizzati in villaggi autonomi ma uniti in federazioni. Nell’organizzazione sociale, i lignaggi patrilinei
mandrillo Genere (Mandrillus) di Mammiferi Primati Cercopitecidi, presente nella foresta pluviale dell’Africa centro-occidentale con due specie: Mandrillus sphinx, il m. propriamente detto (v. fig.), e Mandrillus leucophaeus, il mandrillodrill
tamarino Nome comune dei Mammiferi Primati Callitricidi rappresentanti del genere Saguinus e di alcuni generi affini, come Leonthopithecus (detti più propriamente leontocebi), scimmie della foresta tropicale pluviale dell’America Centro-Meridi
ilea In fitogeografia, termine genericamente impiegato per indicare la foresta pluviale equatoriale.