Fototipia

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fototipia Nelle arti grafiche, processo fotomeccanico che serve a ottenere immagini con chiaroscuri e a colori per la stampa litografica, senza l’uso del retino. La matrice è una lastra di vetro recante uno strato uniforme di gelatina sensibilizzata a base di bicromato di potassio; oppure una lastra di materiale termoplastico rinforzata con fibre di vetro (collotipia ). La lastra, su cui viene disteso il negativo del disegno da riprodurre, si espone alla luce, si stampa fotograficamente e poi si lava. La gelatina si presenta nelle diverse zone dell’immagine più o meno indurita a seconda dell’azione della luce che le ha colpite e perciò l’inchiostro grasso vi aderisce nella stampa in misura variabile; si ottiene così il chiaroscuro dell’immagine.

La f. è oggi usata soltanto per la riproduzione d’arte.

Approfondimenti

FOTOTIPIA > Enciclopedia Italiana (1932)

FOTOTIPIA (dal gr. ¿¿¿, ¿¿t¿¿ "luce" e t¿p¿¿ "impronta"). - Si suol designare con questo nome, o con quello di eliotipia (da ¿¿¿¿¿ "sole", perché la pellicola fotografica si espone alla luce) ogni procedimento per la riproduzione d'immagini, nel qual... Leggi

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