Ruschi, Francesco

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Ruschi, Francesco. - Pittore (Roma 1610 circa - Treviso 1661). Si formò a Roma, dove risentì del Cavalier d'Arpino, di F. Albani e di Pietro da Cortona, e fu in contatto con gli artisti postcaravaggeschi. Prima del 1629 si stabilì a Venezia, dove fu amico di artisti e di letterati come G. F. Loredan, per il quale eseguì disegni per i frontespizî di varie opere; dal 1656 fu a Treviso. Subì l'influsso della pittura di Paolo Veronese, in un'interpretazione accademica e decorativa (Madonna e santi, 1641, Venezia, S. Pietro di Castello; Madonna e santi, 1656 circa, Venezia, S. Clemente; Ripudio di Agar, Treviso, Museo civico).

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Montorsèlli, Dionisio

Montorsèlli, Dionisio. - Pittore (Aquila 1653 - Siena 1712 circa), attivo a Siena. Nel 1685 soggiornò a Roma, dove risentì di Pietro da Cortona e di G. Reni. Sue opere in varie chiese senesi.

Klöcker von Ehrenstrahl, David

Klöcker von Ehrenstrahl ‹klö´kër fòn éerëns̆traal›, David. - Pittore, disegnatore e scrittore d'arte (Amburgo 1629 - Stoccolma 1698). A Roma risentì l'influsso di Pietro da Cortona. Fra le sue opere: decorazioni nel Riddarhus di Stoccolma e nel castello di Drottningholm, quadri per la chiesa nel castello di Stoccolma, ecc. Fu anche ritrattista e animalista.

Cavalièr d'Arpino, Giuseppe Cesari detto il

Cavalièr d'Arpino, Giuseppe Cesari detto il. - Pittore (Arpino 1568 - Roma 1640). Tipico rappresentante delle tendenze naturalistiche tardo manieriste, fu incaricato di vaste imprese decorative (decorazione della cupola e della sagrestia della Certosa di S. Martino a Napoli, 1589-91; a Roma: salone del pal. dei Conservatori, 1596-1640; capp. Paolina, in S. Maria Maggiore, 1605-12; cartoni per i mosaici della cupola di S. Pietro in Vaticano, 1603-12; a Frascati, Villa Aldobrandini, 1602-03, ecc.), nelle quali mostra una ripresa, in termini controriformati, dei modelli raffaelleschi

Gherardi, Antonio

Gherardi, Antonio. - Pittore e architetto (Rieti 1644 - Roma 1702). Seguace di Pietro da Cortona, fu abile decoratore (affreschi con arditi effetti prospettici nel soffitto di S. Maria in Trivio a Roma, 1670 circa). Notevoli anche le sue architetture, per gli effetti scenografici assai originali ispirati ai modi di G. L. Bernini e di G. Guarini (cappella di S. Cecilia in S. Carlo ai Catinari, 1686 circa; cappella Ávila in S. Maria in Trastevere, 1690 circa).

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