Frosinone Comune del Lazio meridionale (47 km km2 con 48.285 ab. nel 2008, detti Frusinati ), capoluogo di provincia. La città, nel cuore della Ciociaria, si estende a 291 m s.l.m. lungo una dorsale collinare che domina la piana del Sacco e a O scende con ripido pendio al fiume Cosa, mentre a N e a S è lambita da due piccoli fossi tributari del Cosa. Il nucleo urbano, che nel corso dei secoli si era sviluppato con struttura irregolare dalla sommità del colle lungo i pendii, gravemente danneggiato dagli eventi della Seconda guerra mondiale, è stato ampiamente ricostruito. L’economia cittadina, un tempo essenzialmente collegata alla funzione di mercato di prodotti agricoli e zootecnici, si è andata rapidamente evolvendo con il sorgere, negli anni 1960, di molteplici e importanti complessi industriali, soprattutto nei settori elettromeccanico e meccanico, alimentare, della lavorazione del vetro, del legno e delle materie plastiche.
Frusino era città volsca, sebbene situata nel territorio degli Ernici. Distrutta più volte nell’Alto Medioevo, passò alla Chiesa nel 13° sec.; la saccheggiarono i lanzichenecchi nel 1527, gli Spagnoli nel 1556; la incendiarono ancora i Francesi nel 1798. Dall’inizio del 19° sec. fino alla caduta del potere temporale dei papi, fu capoluogo della provincia di Marittima e Campagna.
Provincia di F.(3244 km2 con 494.815 ab. nel 2008; densità: 152 ab./ km2) Creata nel 1926, è divisa in 91 Comuni. Comprende quasi per intero il bacino del Sacco e la media valle del Liri; è delimitata a NE dai rilievi che salgono verso l’Appennino Abruzzese (catena dei Monti Ernici, fino ai Monti della Meta e alle Mainarde) e a SO dai Monti Lepini e Ausoni. Il dato demografico provinciale ha presentato a partire dagli anni 1980 consistenti incrementi, legati prevalentemente all’espansione di alcuni fra i principali centri urbani (Cassino, Anagni) e dei Comuni situati lungo la valle del Sacco, in cui si concentrano i principali complessi industriali. Una tendenza negativa registrano le zone collinari e montane. Nell’area si è verificata una forte dispersione degli insediamenti lungo arterie secondarie e, contemporaneamente, si è costituita un’urbanizzazione diffusa, che tuttavia appare concentrata sui principali nodi viari. L’apparato economico, caratterizzato da un’industrializzazione matura, presenta una complessiva vitalità delle strutture e dei processi evolutivi. La produzione di reddito della provincia, in confronto al dato nazionale, è a un livello medio tendente al basso e tuttavia, escludendo la capitale, in posizione di netto vantaggio rispetto alle altre province laziali. Il dinamismo demografico ed economico dell’area è riconducibile alla presenza di un consolidato apparato industriale (chimico, meccanico, alimentare), prevalentemente localizzato nel fondovalle, che nonostante l’abolizione dell’intervento della Cassa per il Mezzogiorno (1984) continua a garantire un certo livello di ricchezza, a integrazione e supporto dell’economia rurale. Tradizionali l’industria della carta (nella valle del Liri), le alimentari e le tessili (Alatri). Il turismo ha in Fiuggi un rinomato centro termale.
La struttura viaria, impostata sull’asse costituito dall’autostrada Roma-Napoli, rappresenta tuttora la chiave di volta dello sviluppo produttivo locale.
Opi Comune della prov. dell’Aquila (49,4 km2 con 461 ab. nel 2008, detti OpiOpiani), situato a 1250 m s.l.m. sopra uno sperone roccioso alla destra del fiume Sangro, a O dei Monti della Meta, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazi
Ciociaria (o Cioceria) Regione del Lazio meridionale, che non ha confini definiti, ma corrisponde all’incirca all’attuale provincia di Frosinone, tranne a O e a S. Il nome, di uso popolare, deriva da quello delle Ciociaria ciocie, caratte
Terracina Comune della prov. di Latina (136,4 km2 con 43.267 ab. nel 2008). È situata sul Mar Tirreno, nella parte più interna dell’insenatura fra il Monte Circeo e il Monte Orlando, al piede dell’estremo sprone meridionale degli Ausoni,
Collepardo Comune della prov. di Frosinone (25,1 km2 con 968 ab. nel 2008). Il centro si trova a 586 m s.l.m. nel gruppo degli Ernici, su una pendice alla destra del fiume Cosa (Liri). A breve distanza è la Collepardo grotta Regina Margherita,