ALOISI MASELLA, Gaetano

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 2 (1960)

di Fausto Fonzi

ALOISI MASELLA, Gaetano. - Nato a Pontecorvo il 30 sett. 1826, di nobile famiglia napoletana, studiò a Napoli dai barnabiti e poi nel Seminario romano, ove si laureò in filosofia e teologia; fu ordinato sacerdote nel giugno 1849. Entrò quindi nella carriera diplomatica, e fu segretario e uditore di nunziatura a Napoli, a Monaco e a Parigi. Nel 1871 era consigliere di mons. A. Franchi, ambasciatore straordinario della S. Sede presso la Sublime Porta. Nel 1874 diveniva segretario della S. Congregazione di Propaganda per gli affari di rito orientale, e nel 1877 arcivescovo titolare di Neocesarea e nunzio in Baviera.

A Monaco l'A. M. compì un importante lavoro per la pacificazione politico-religiosa in Germania, svolgendo la sua opera di persuasione presso Luigi II di Baviera, i cattolici tedeschi del Centro e, soprattutto, presso lo stesso principe di Bismarck, che desiderava ormai superare il "Kulturkampf" per ottenere l'appoggio del clero e dei cattolici. Il nuovo pontefice Leone XIII e il card. Franchi, suo segretario di stato, trovarono nell'A. M. il diplomatico idoneo a svolgere l'opera di conciliazione da essi desiderata.

Già nell'aprile 1878 il nunzio s'incontrava con il conte Fr. von Holstein, amico di Bismarck, e chiedeva l'abolizione delle "leggi di maggio". La richiesta non era accettata (Bismarck non voleva, per motivi di prestigio, andare a Canossa); ma si stabiliva un incontro con il "cancelliere di ferro"per la soluzione delle questioni che dividevano la S. Sede e il governo tedesco. Il primo colloquio si svolgeva, infatti, a Kissingen il 30 luglio 1878. Bismarck desiderava vivamente il ristabilimento dei rapporti ufficiali con il Vaticano, ma dichiarava impossibile una formale abolizione delle "leggi di maggio.. Egli poi rimproverava gli accordi fra il Centro e le sinistre e le simpatie del clero per la causa polacca. Il favorevole corso delle trattative sembrò interrompersi alla morte del card. Franchi, al quale succedeva L. Nina. Questi ordinava all'A. M. di lasciare Rissingen, ma spiegava, in una lettera al Bismarck dell'11 agosto, il suo desiderio di una pace generale e durevole in luogo della tregua o "modus vivendi"proposto dal governo prussiano. La risposta del cancelliere aprì la via a una pacifica soluzione delle antiche vertenze.

Trasferito alla nunziatura di Lisbona, l'A. M. rimase in Portogallo dal 1879 al 1883, e vi difese le posizioni romane nella questione della nomina dei vescovi, assumendo un atteggiamento assai duro verso il governo, tanto che dovette essere richiamato a Roma. Nel concistoro del 14 marzo 1887 venne creato cardinale del titolo di S. Tommaso in Parione, poi di Santa Prassede. Fu prefetto della Congregazione delle indulgenze e sacre reliquie, poi dell'economia nella Congregazione di Propaganda Fide, quindi della Congregazione dei riti. Come prodatario attuò le riforme volute da Leone XIII.

Morì a Roma il 22 nov. 1902.

Bibl.: E. Lefebvre de Béhaine, Léon XIII et Bismarck, Paris 1899, pp. 76-79, 86-89 e passim; F.Turchetta, Elogio funebre, Roma 1902; necrologio in Civiltà Cattolica, LIII, 4 (1902), pp. 610-612; G. Goyau, Bismarck et l'Eglise. Le Kulturkampf (1870-1883), Paris 1913, pp. 15-18 e passim; E. Soderini, Il pontificato di Leone XLII, III, Milano 1933, pp.49-55,68-89, 92-108 e passim; Dict. d'Hist. et de Géogr. Ecclés., II, coll. 666-668; Encicl. ital., II, p.585; Encicl. cattolica, I, col. 916.