GALLO MORENTE

GALLO MORENTE

Enciclopedia dell' Arte Antica (1960)
di L. Vlad Borrelli

GALLO MORENTE. - Celebre statua conosciuta in passato con l'erronea deriominazione di gladiatore morente, conservata ora al Museo Capitolino in Roma (alt. m 0,93), già nella Collezione Ludovisi, dalla quale proviene anche il gruppo del Gallo suicida con la moglie, ora al Museo Nazionale Romano. È la copia di età romana, in marmo, di una statua, forse bronzea, ellenistica, di scuola pergamena, datata fra la fine del III e l'inizio del II sec. a. C. Il Gallo (o Galata) che è rappresentato ignudo, con un torques intorno al collo, ferito al fianco destro e seduto a terra appoggiandosi con la sinistra allo scudo ovale, accanto alla ricurva tromba guerresca spezzata, faceva parte di un gruppo che illustrava le lotte di Attalo ed Eumene di Pergamo contro i Galli e di cui, forse, sono state rintracciate le basi sull'acropoli di Pergamo. Ipotetica, ma plausibile, l'identificazione con un trombettiere di Epigonos menzionato da Plinio (Nat. hist., xxxiv, 88). La statua è stata considerata nei secoli scorsi uno dei capolavori del cosiddetto ‛‛barocco,, ellenistico. Il braccio destro, talora ritenuto di restauro cinquecentesco, è invece antico, dello stesso marmo asiatico di tutta la statua.

Bibl.: F. Milizia, Dell'arte di vedere nelle Belle Arti del Disegno (1781), in Opere complete, Bologna 1826, vol. I, p. 180; P. Bienkowski, Die Darstellung der Gallier in der hellenistischen Kunst, Vienna 1908, p. I ss.; W. Helbig, Führer, I2, 1912, pp. 489-500, n. 884; H. S. Jones, The Sculpt. Mus. Capitol., Oxford 1912, pp. 338-340, n. I, t. LXXXV; G. Krahmer, Stilphasen der hellenist. Plastik, in Röm. Mitt., XXXVIII-XXXIX, 1923-24, pp. 160-161; A. Della Seta, Il nudo nell'arte, Milano-Roma 1930, pp. 504-507; A. Schober, Das Gallierdenkmal Attalos I. in Pergamon, in Röm. Mitt., LI, 1936, pp. 104-124; Epigonos von Pergamon und die frühpergamenische Kunst, in Jahrbuch Deutsch. Arch. Inst., LIII, 1938, pp. 126-149; M. Bieber, The Sculpture of Hellenistic Age, New York 1955, p. 108.

(L. Vlad Borrelli)

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