Genova

Genova

Enciclopedie on line

Genova Comune della Liguria (238,8 km2 con 610.887 ab. nel 2008), capoluogo di provincia e della regione. Sorge nel punto più interno dell’arco litoraneo ligure a ridosso dell’Appennino, dove questo si deprime e si apre in una serie di agevoli valichi che collegano la costa con il retroterra padano. G. si allunga sulla costa da Voltri a Nervi per circa 30 km, raggiungendo una profondità considerevole solo nella parte centrale, sicché l’agglomerato urbano assume una caratteristica forma a fuso, deformata verso monte da propaggini più o meno sviluppate risalenti le valli e vallecole che solcano i versanti dell’Appennino. Le due più consistenti occupano i bacini della Polcevera e del Bisagno, che nella parte terminale scorrono in città. Questa morfologia urbana condiziona i rapporti centro-periferia che sono molto particolari: manca infatti la classica ‘cintura’ periferica, alla quale si sostituisce un allineamento simmetrico di insediamenti sulle due Riviere, rendendo il centro cittadino difficilmente accessibile. Vi è una profonda differenza tra la periferia a E, a carattere residenziale, e quella a O, formata da quartieri industriali.

Questa differenza funzionale ebbe origine alla metà dell’Ottocento. Vicino al porto si localizzarono le prime industrie manifatturiere e anche industrie di base come quella siderurgica (il cui nucleo originario era l’Ansaldo, fondata nel 1852) a supporto della cantieristica. Più tardi, con l’afflusso di idrocarburi si aggiunsero le industrie petrolchimiche. L’aumento del volume dei traffici rendeva sempre più pressante l’esigenza di un rinnovamento del porto, cosicché il Consorzio autonomo (1903) provvide ad attrezzare successivi tratti costieri verso occidente, mentre procedeva l’industrializzazione della breve cimosa litoranea corrispondente. Dopo il 1945 si diede sistemazione al grande complesso siderurgico dell’Italsider a Cornigliano, colmando un tratto di mare, e si progettò (1964) un ampliamento del porto fino a Voltri. La crisi della siderurgia, della cantieristica e del settore petrolifero hanno ridimensionato fortemente la domanda di spazio, mentre il nuovo profilo funzionale, con la valorizzazione del terziario avanzato (l’impiantistica, la robotica, la consulenza per il commercio internazionale e per l’economia marittima in genere), ha cambiato la fisionomia della città.

Il porto moderno, nato alla fine del 19° sec., copre un’area molto ampia: 45 km2 con 30 km di banchine (circa 50 milioni di t di merci e 3,3 milioni di passeggeri nel 2003). G. ha due stazioni ferroviarie principali (Principe e Brignole) e altre secondarie corrispondenti ai diversi nuclei urbani; è traversata dalla linea proveniente da Pisa e diretta a Ventimiglia, da cui si diramano le linee per il Piemonte e la Lombardia, che risalgono la Val Polcevera. Importante nodo autostradale per Milano (A 7), Ventimiglia (A 10) e Livorno (A 12), mentre da Voltri si dirama l’arteria (A 26) per Alessandria e il Lago Maggiore.

A partire dal 1962 G. è stata anche dotata di un aeroporto internazionale (C. Colombo, con un movimento di circa 1.079.990 passeggeri nel 2006).

storia

1. Cenni storici

Centro principale dei Liguri Genuates, G. si sviluppò come emporio marittimo a partire dal 5° sec. a.C. Nel 218 a.C. vi sbarcò Publio Cornelio Scipione per fronteggiare l’invasione di Annibale; nel 205 fu distrutta dai Cartaginesi; nel 2° sec. costituì una base delle operazioni militari dei Romani contro i Liguri. Divenne poi municipio (Genua) e oltre che base navale fu centro importante di traffico dopo la costruzione delle vie Postumia (148 a. C.) e Aemilia Scauri (109 a. C.). Conquistata nel corso della guerra greco-gotica (535-553) da Belisario, rimase a lungo bizantina.

In età carolingia fu sede di contea e si segnalò nella lotta contro i pirati saraceni. Con la dissoluzione dell’Impero carolingio, la contea di G. divenne la marca Obertenga. Nel corso dell’11° sec. si affermò l’autonomia cittadina, mentre le antiche compagne (compagnie commerciali di rione) si trasformarono in organismi amministrativi e militari autonomi, sino a formare il libero Comune, che si affermò rapidamente come grande potenza commerciale. In alleanza con i Pisani, le compagnie organizzarono le prime imprese marinare nel Mediterraneo dando inizio all’espansione coloniale nel Medio Oriente. Con Enrico VI di Svevia (1191-97), i Genovesi parteciparono alle spedizioni per il possesso della Sicilia e durante la minorità di Federico II poterono affermare la loro egemonia sull’isola, per farne la base del predominio nel Mediterraneo centrale. Lo scontro interno alle forze cittadine, espresso politicamente dall’antagonismo fra i partiti guelfo (i Rampini) e ghibellino (i Mascherati), vide prevalere il primo e G., alleata a Venezia e al Pontefice, soccombere per mare presso l’isola del Giglio (1241). Morto l’imperatore (1250), contro il dominio delle vecchie e nuove casate feudali si affermò la borghesia, che nel 1257, capeggiata da Guglielmo Boccanegra, istituì il capitano del popolo. Nel 1270 s’instaurò, per un quindicennio, la ‘diarchia’ dei capitani del popolo Oberto Doria e Oberto Spinola, mentre la potenza marittima della città si affermava nel Mediterraneo, contro gli Angioini, la Chiesa e la Repubblica di Pisa che, sopraffatta (battaglia navale della Meloria, 1284), fu costretta nel 1300 alla pace definitiva. Anche Venezia fu sconfitta nelle acque delle Curzolari (1298). Nel 1339, la nomina a signore e doge a vita di Simone Boccanegra diede inizio al periodo dei ‘dogi perpetui’, che sarebbe durato sino al 1528, turbato dalle lotte tra le famiglie nobiliari che continuarono ad avere un peso determinante nella politica cittadina. Sconfitta da Veneziani e Aragonesi, G. si dette in signoria a Giovanni Visconti di Milano (1353); il governo popolare che si affermò in seguito non riuscì a superare positivamente la guerra di Chioggia (1378-81). Dal 1396 al 1409 si ebbe il dominio francese e dal 1421 al 1436 la signoria viscontea. La caduta di Costantinopoli in mano turca (1453) chiuse la grande politica coloniale della Repubblica, che cessò di esistere come potenza navale.

I duchi di Milano, dopo un breve periodo in cui si ebbe la signoria di Francesco I Sforza (1464-66), si mantennero in G. sino al 1499, quando i Fieschi consegnarono la città ai Francesi di Luigi XII. G. seguì da allora in poi le fasi alterne delle lotte franco-imperiali per il predominio in Italia, durante le quali fu saccheggiata dalle truppe imperiali (1522) e l’ammiraglio Andrea Doria, passando dalla parte francese a quella di Carlo V, ottenne il riconoscimento dell’autonomia alla città. Egli riuscì a mantenere l’indipendenza della Repubblica contro le pretese di Carlo V, ma i suoi successori non seppero impedire l’occupazione spagnola del marchesato di Finale (1598). In seguito Carlo Emanuele I di Savoia tentò invano di conquistare la città; nel maggio 1684 G. resistette al bombardamento ininterrotto cui la sottopose dal mare la flotta francese ma, isolata diplomaticamente, l’anno successivo dovette cedere. Cominciò da questo momento un lungo periodo di legami sempre più stretti con la Francia. Alleata con i Franco-Spagnoli durante la guerra di successione austriaca, nel 1746 G. fu occupata dagli Imperiali, che dovettero però uscirne per una rivolta popolare. Nel maggio-giugno 1797 la Repubblica aristocratica finì. Da allora la nuova Repubblica democratica seguì le sorti della politica francese.

Il congresso di Vienna (1815) assegnò G. ai Savoia. Sotto Cavour G. perdette il porto militare, rimanendo tuttavia il principale emporio marittimo del Piemonte, e tale rimase anche dopo l’incorporazione nel nuovo Stato italiano (1861).

2. I domini coloniali genovesi

Erano colonie commerciali, consistenti in una parte di città o in un quartiere abitati da mercanti; indipendenti dai governi locali, erano amministrate dal console o viceconsole eletto sul luogo o inviato dalla madrepatria; sorsero tutte per privata iniziativa di mercanti o di società mercantili (le celebri maone). Nel 15° sec. allo Stato o alla maona si sostituì nel governo delle colonie il Banco di S. Giorgio, che si occupò anche della difesa militare ed ebbe le funzioni d’armatore di flotte.

L’espansione coloniale genovese ebbe inizio con la concessione, fatta da Boemondo di Taranto, di larghi privilegi commerciali ad Antiochia, in cambio degli aiuti durante l’assedio della città nella prima crociata (1097-98); per il sostegno militare fornito a Baldovino re di Gerusalemme per l’acquisto di Cesarea (1100), i Genovesi ottennero la terza parte di Cesarea, Arsuf, Acri e un quartiere in Gerusalemme e in Giaffa; più tardi fondarono colonie, tra l’altro, a Tripoli e a Tiro. Questa rimase il centro principale e la sede del console genovese in Siria, anche dopo la caduta di Gerusalemme (1187). Alla metà del 13° sec., con la rovina degli Stati cristiani in Siria e l’avanzata turca, le colonie in quella regione andarono perdute e incominciò lo spostamento dell’attività colonizzatrice di G. verso le coste dell’Asia Minore, in competizione con Venezia e Pisa; col trattato del Ninfeo (1261), la Repubblica pose le basi della sua potenza coloniale nel Mediterraneo orientale e nel Mar Nero con la fondazione/">fondazione di quella che sarebbe stata poi Pera e Galata (Costantinopoli), anello centrale della catena di possedimenti che condussero G., detta la Dominante dei mari, fino al Mar d’Azov. Le colonie di Cipro, Chio e Caffa (nella penisola di Crimea, chiamata dai Genovesi Gazaria) costituirono le basi fondamentali dell’espansione commerciale di G.; la più avanzata verso Oriente era la colonia di Tana (Azov), da cui i Genovesi si spingevano verso il Caucaso. Ma i Mongoli di Tamerlano prima, i Turchi poi, avanzando verso l’Occidente, s’impossessarono delle colonie europee; caduta Costantinopoli (1453), G. perse Galata; Trebisonda cadde in mano turca nel 1461, Caffa nel 1475; caddero anche le colonie nel Mar Egeo; sopravvisse solo Chio, che divenne turca nel 1561. Bugia e Ceuta in Africa settentrionale erano da lungo tempo perdute.

archeologia

La città preromana sorse sulla rupe di Sarzano; al 5° e 4° sec. a.C. risalgono i resti più antichi (murature, necropoli, iscrizioni, vasellame, ceramica). All’oppidum preromano fece seguito la città romana, costruita a insulae regolari nella zona sottostante il colle Castello. Lo sviluppo del centro romano, ricostruito dopo le rovine causate dai Cartaginesi, subì una spinta verso N e NE che perdurò nel periodo paleocristiano. Molti elementi e frammenti plastici di età classica sono reimpiegati in alcuni edifici e chiese della città (S. Lorenzo, S. Donato, S. Maria di Castello). Il Museo di Archeologia Ligure offre un ampio panorama del materiale archeologico: sepolture paleolitiche, le più cospicue e meglio conservate d’Europa di cui la più antica, ca. 20.000 anni fa, è detta del Principe delle Arene Candide; ceramica greca a figure rosse, bronzi etruschi, vasi di alabastro e di vetro di produzione mediorientale provenienti dalla necropoli preromana; la preziosa ed eclettica collezione ottocentesca del principe Odone di Savoia, che dotò G. di un patrimonio rilevante di vasi greci, bronzi, ceramiche, vetri e gemme romane.

arte e architettura

Il nucleo antico di G. era compreso nella cinta eretta nel 1155 (ne rimangono la porta Soprana e la porta dei Vacca). La città medievale si estese a ponente, sulle colline, fino al Ponte monumentale, per continuare presso la piazza Fontane Marose e fino alla Lanterna, racchiudendo nella nuova cinta il Castelletto e le falde montane di Montegalletto, e raggiungere il mare con la porta di S. Tommaso (cinta muraria del 1375). Nel 1630 si costruì una nuova linea di mura che preparava gli sviluppi urbanistici del 18°-19° secolo. Con il piano regolatore ottocentesco la città si estese a levante con la sistemazione di piazza De Ferrari, dell’attuale via XXV aprile e di via Roma: lo sviluppo urbanistico continuò con la via Assarotti, la circonvallazione a monte ecc. La ricostruzione postbellica degli anni 1950 è stata intensa, con prevalenza di edifici molto sviluppati in altezza. I successivi interventi a scala urbana hanno prodotto la circonvallazione a mare, la strada sopraelevata, la riqualificazione del Porto Antico ecc., anche in virtù di eventi significativi (Colombiadi, 1992; G. Capitale europea della cultura, 2004).

Tra le emergenze architettoniche e topografiche spiccano: la Lanterna, eretta all’ingresso del porto (1139, ricostruita nel 1543); il duomo (S. Lorenzo, 12°-14° sec. con cupola di G. Alessi, 1567); la pittoresca piazza Caricamento, fiancheggiata dagli oscuri portici di Sottoripa, con il palazzo S. Giorgio (già sede del capitano del popolo, poi del Banco di S. Giorgio, edificio in parte gotico, 1260, in parte del Rinascimento); le tipiche costruzioni medievali (con facciata a liste di marmo bianco e pietra nera) come le case Doria in piazza S. Matteo o la chiesa romanico-gotica dello stesso tipo; le chiese di S. Donato (12°-13° sec.), di S. Maria di Castello (12° sec., con aggiunte gotiche), presso cui sorge la torre degli Embriaci, resto della cinta del 12° sec., di S. Stefano, di S. Agostino (13° sec.). Esempio di palazzo signorile del 15° sec. è il Palazzo Spinola in piazza Fontane Marose.

Nel 16°-17° sec. intorno a G. Alessi una schiera di artisti creò un insieme originalissimo di chiese, ville, e soprattutto palazzi principeschi; pitture e sculture si sviluppano parallelamente, in funzione essenzialmente decorativa: le chiese di S. Maria di Carignano (G. Alessi 1552, compiuta nel 18° sec.); del Gesù (P. Tibaldi, 1597; con dipinti di P.P. Rubens), della Ss. Annunziata (attribuita a G. della Porta e D. Scorticone); i palazzi patrizi della via Balbi e della via Garibaldi (già Strada Nuova), dai magnifici cortili d’effetto scenografico; il Palazzo Reale, già Durazzo; l’università (B. Bianco, 1634-38); il Palazzo Bianco (16°-18° sec.); il Palazzo Rosso (P. A. Corradi, 1677); il Palazzo Municipale (R. Lurago, 1564); il Palazzo Cambiaso (G. Alessi) ecc. Il grandioso Palazzo Ducale, presso il porto, risale alla fine del 16° sec.; così come il palazzo Doria, fatto costruire da Andrea; l’Albergo dei poveri, grandioso ospizio del 1655. Allo sviluppo urbanistico di G. contribuì C. Barabino, che nel 1825 aprì la via Carlo Felice (ora XXV aprile), eresse il teatro Carlo Felice (1828; ricostruito da I. Gardella e A. Rossi, 1981-90). Notevoli interventi nel 20° sec. si sono avuti a opera di M. Labò (Biblioteca dell’Università, 1935; Museo d’arte orientale Chiossone, 1971), R. Morozzo della Rocca (complesso di case Ansaldo, 1959-69), L.C. Daneri (quartiere INA-Casa di Forte Quezzi, 1956-68). Ulteriori opere significative sono il grandioso ponte sulla Polcevera, di R. Morandi (1967), la Facoltà di architettura di I. Gardella (1975-89), gli allestimenti museali di F. Albini (Tesoro di S. Lorenzo, 1952; Museo di S. Agostino, 1977-92) e gli interventi di R. Piano nel Porto Vecchio (Bigo, 1992; Bolla, biosfera in vetro e acciaio, 2001).

Oltre alle preziose collezioni ospitate nei palazzi gentilizi e nei musei sopracitati si ricordano: la Galleria d’arte moderna nella Villa Saluzzo Serra, il Museo d’arte contemporanea a Villa Croce, il Museo Luzzati a Porta Siberia.

musica

Non ci sono testimonianze relative all’attività musicale di G. prima del Rinascimento. Imponente e significativa fu la cappella musicale della cattedrale di S. Lorenzo, che alla fine del 16° sec. contava 65 coristi e 34 suonatori. Tra i musicisti attivi a G. tra 15° e 17° sec. F. Gaffurio, M. Ingegneri, A. Stradella. I primi teatri permanenti, costruiti per iniziativa della nobile e potente famiglia Durazzo, furono il Falcone, eretto nel 1653 e rimasto in attività per due secoli; il Sant’Agostino (1702), e il Teatro delle Vigne, in legno (ca. 1750). Dopo l’annessione al Piemonte, l’architetto C. Barabino costruì il Carlo Felice (1828), destinato soprattutto alla lirica; semidistrutto dalle bombe nel 1944 e ricostruito nel 1991. Dal 1953 Genova è sede del Premio Internazionale di violino N. Paganini, in onore del più illustre dei musicisti nati nel capoluogo ligure.

Golfo di G. Vasta insenatura del Mar Ligure che si stende dal Capo Mele sino all’Isola Palmaria in uno snodarsi di golfi, capi e promontori. Le sue coste si distinguono in due Riviere, quella di Levante nella parte che è compresa tra La Spezia e G., e quella di Ponente nella parte compresa tra G. e Ventimiglia. I fondali marini sono notevolmente profondi.

Provincia di G.(1838 km2 con 883.778 ab. nel 2008; densità 481 ab./km2). È suddivisa in 67 comuni; il territorio include il versante marittimo del sistema alpino-appenninico compreso tra i comuni di Cogoleto e Moneglia, e alcuni lembi del versante padano corrispondente (alte valli dell’Orba, della Stura, della Scrivia, della Trebbia), il più esteso dei quali è quello dell’alta e media Valle Scrivia fino a Isola del Cantone. I corsi d’acqua che scendono al Mar Ligure sono in genere brevi torrenti: oltre alla Polcevera e al Bisagno, si segnala l’Entella che, sfociando tra Chiavari e Lavagna, forma una piana alluvionale tra le più ampie della Liguria. Il litorale della provincia, che si sviluppa per 115 km, è quasi ovunque alto e roccioso, con un andamento abbastanza uniforme, interrotto solo dalla sporgenza del promontorio di Portofino. La popolazione provinciale ha registrato fra i censimenti del 1981 e del 1991 un consistente decremento, parzialmente attenuatosi negli anni 1990. Il livello del reddito pro capite della provincia ha subito un considerevole ridimensionamento fra il 1991 e il 1998, pur rimanendo in posizione piuttosto avanzata nel confronto con la media nazionale. L’agricoltura è in forte calo in tutta la provincia (eccetto le aree orticole attorno ai centri più importanti, che riforniscono il mercato locale); l’artigianato sopravvive dove il turismo garantisce una certa domanda (pizzi e merletti a S. Margherita e a Portofino) o dove è riuscito a organizzare una efficiente rete di distribuzione (filigrane della Valle Stura). Va comunque registrato nel territorio provinciale un processo di rinnovamento dell’apparato produttivo: infatti, alla crisi economica che ha coinvolto soprattutto il capoluogo, ha fatto riscontro il dinamismo della media valle del fiume Scrivia e della Valle di Fontanabuona, in cui si sono insediati gruppi di nuove industrie di piccole dimensioni e attività terziarie specializzate.

Pubblicità

Categorie

Altri risultati per Genova

  • Genova
    Dizionario di Storia (2010)
    Città della Liguria. Centro principale dei liguri genuates, Genova si sviluppò come emporio marittimo a partire dal 5° sec. a.C.; la ricca necropoli, e altri ritrovamenti, mostrano gli intensi rapporti che ebbe col mondo greco, etrusco e punico. Nel 218 a.C. vi sbarcò Publio Cornelio Scipione per fronteggiare ...
  • Genova
    Enciclopedia dei ragazzi (2005)
    Gloriosa città marinara Dominante e superba sono i due epiteti con i quali è conosciuta Genova, città marinara che ebbe il suo periodo di massimo splendore tra il 15° e il 16° secolo. L’appellativo di superba le deriva da Petrarca, che così scrive: «Una città regale, addossata a una collina alpestre, ...
  • GENOVA
    Federiciana (2005)
    Genova La prima metà del Duecento è una fase cruciale per la storia di Genova: il comune non ha ancora raggiunto uno stabile assetto istituzionale, non è stato in grado di sottomettere le Riviere e l'Oltregiogo per costituirsi un proprio dominio, non ha adottato strategie limpide e coerenti di politica ...
  • Genova
    Il Libro dell'Anno 2004 (2004)
    Qual da gli aridi scogli erma su 'l mare Genova sta, marmoreo gigante (Giosue Carducci, Giambi ed epodi) Genova per noi e per tutti di Antonio Di Rosa 8 gennaio Con un concerto di beneficenza del tenore José Carreras al Teatro Carlo Felice si inaugura ufficialmente Genova 04, la serie di manifestazioni ...