Tabori, George

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Tabori´bori›, George. - Regista, drammaturgo e scrittore ungherese in lingua tedesca (Budapest 1914 - Berlino 2007). Emigrato a Londra nel 1936, poi a lungo negli USA, dal 1971 ha operato in area culturale tedesca, specie come innovativo regista teatrale. I suoi drammi per il teatro, amari e ironici (Cannibals, 1968, in ingl., su Auschwitz; Pinkville, 1970, contro la guerra del Vietnam; Sigmunds Freude, 1975; Mutters Courage, 1979; Mein Kampf. Farce, 1987, su Hitler; Nathans Tod, 1991; Der Grossinquisitor, 1993), sono ispirati, come anche la sua narrativa (Meine Kämpfe, 1986; Betrachtungen über das Feigenblatt. Ein Handbuch für Verliebte und Verrückte, 1991), da disumanizzanti conflitti contemporanei. Tra i lavori successivi sono da ricordare: Die Massenmörderin und ihre Freunde (1995); Die Ballade vom Wiener Schnitzel (1996); Die letzte Nacht im September (1997); Die Brecht-Akte (1999).

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Gelléri, Andor Endre

Gelléri ‹ġèlleeri›, Andor Endre. - Scrittore ungherese (Budapest 1907 - Auschwitz 1945). Di umili origini, ebbe vita travagliata dalle ristrettezze economiche. Scrisse un unico romanzo, Nagymosoda ("La grande lavanderia", 1931), fortemente autobiografico, e quattro volumi di novelle (Szomjas inasok "Garzoni assetati", 1933; Hold Utca "Via Hold", 1934; Kikötő "Porto", 1935; Villám és esti tüz "Fulmine e fuoco di sera", 1940) di grande lirismo e dove il reale si mescola al fantastico. Nel 1944 fu deportato in Germania

Kertész, Imre

Kertész, Imre. - Scrittore ungherese (n. Budapest 1929). È noto per il resoconto semiautobiografico dell'Olocausto che costituisce l'argomento della trilogia Sorstalanság (trad. it. Essere senza destino, 1999), A kudarc (1988; trad. it. Fiasco, 2003) e Kaddis a meg nem született gyermekért (1989, Kaddisch per il bambino non nato). Premio Nobel per la letteratura (2002).Vita. Proveniente da una famiglia borghese ebrea, nel 1944 venne deportato ad Auschwitz e poi trasferito in altri campi di concentramento rientrando, dopo la liberazione, in Ungheria

Capa, Robert, detto Bob

Capa ‹kèipë›, Robert, detto Bob. - Pseudonimo del fotografo statunitense d'origine ungherese André Friedmann (Budapest 1913 - Thai Binh, Vietnam, 1954). Iniziò la sua attività a Berlino; si trasferì poi a Parigi con l'ascesa dei nazisti al potere. Dal 1936 (guerra civile in Spagna) fu presente sui principali fronti come fotoreporter, realizzando drammatiche immagini di scene di combattimento e fotografie di massa altamente significative. Collaboratore della rivista Life, fu tra i fondatori (1947) dell'agenzia Magnum-Photo

Sütő, András

Sütő ‹šü´töö›, András. - Scrittore e drammaturgo romeno (Cămăraşu, Cluj, 1927 - Budapest 2006), di lingua ungherese. Lavorò al giornale ungherese Új Élet ("Nuova vita") e dal 1971 si trasferì in Transilvania, dove prese parte attiva alla vita politica locale contrassegnata talvolta da aspri conflitti (rivoluzione del 1989, scontri etnici del 1990)

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