CHESTERTON, Gilbert Keith

CHESTERTON, Gilbert Keith

Enciclopedia Italiana (1931)
di Enrico Caprile

CHESTERTON, Gilbert Keith. - Giornalista e scrittore inglese, nato a Londra il 29 maggio 1874. Iniziò la sua attività letteraria collaborando a vari giornali con critiche d'arte e brevi articoli, pur non abbandonando del tutto la sua primitiva attivita di pittore. Il suo primo volume di versi fu accolto favorevolmente dalla critica; iniziò allora una collaborazione nei principali periodici inglesi, collaborazione che non ha mai lasciata. Lottò contro l'egoismo e il convenzionalismo fin-de-siècle, e contro la nuova generazione impregnata di quelle idee, perché fosse iniziata un'epoca di sincerità e di virilità, nei limiti d'una morale e d'una tradizione bene intesa.

Iniziato il suo pensiero politico come liberale, si staccò dal liberalismo e fondò quel "distribuzionalismo", al quale è legato anche il suo grande amico e compagno Hilaire Belloc. Romanzo, racconto, poesia, critica, polemica, teatro trovano posto nella copiosissima produzione chestertoniana. Molto discusso e molto letto, egli deve la sua maggiore popolarità, più ancora che alle sue idee, alla creazione della figura del "Father Brown", l'indimenticabile prete-poliziotto, sempre a caccia di anime da salvare. Immediatamente dopo, nei riguardi della popolarità, vengono i suoi romanzi, dove fantasia e realtà sono mischiate con formula caratteristica dall'autore. Sempre presente a sé stesso, il Ch. è sincero anche quando sembra che non lo sia. Anche il suo riso è una manifestazione di serietà, una conseguenza della sua concezione morale della vita e del mondo. Ne consegue che non può essere considerato come un semplice umorista. Se si va al di là delle apparenze, se ci si fa largo fra le stranezze, le incongruenze, i paradossi, le sortite, che spesso sconcertano, si trova un filo conduttore che ci porta dove l'autore vuole che si vada. Quando poi impugna la spada del critico, si getta avanti con grandi fendenti, senza timori e senza riguardi, contro avversarî come Nietzsche, Shaw, Kipling, Wellg. Né meno interessante è nell'apologia: basterebbero i saggi su Browning e su Dickens per metterlo fra i critici più acuti e più serî della sua generazione. Non raggiunge la stessa altezza, nel teatro e nella poesia.

Nel 1922 si convertì al cattolicesimo, avendo già da molto tempo professato idee assolutamente cattoliche. Da allora si è sempre più avvicinato spiritualmente a Roma; e a Roma, dove soggiornò nel 1929, è dedicato uno dei più recenti suoi libri.

Nel 1925 l'Università di Edimburgo gli ha conferito la laurea in lettere ad onore. Vive e lavora in campagna, nel Buckingamshire.

Opere: The Wild Knight, 1900; Greybeards at Play, 1900; Various Lives, 1902; The Defendant, 1901; Twelve Types, 1902; Browning, 1903; The Napoleon of Notting hill, 1904; G. F. Wattz, 1903; The Club of Queer Trades, 1905; Heretics, 1905; Charles Dickens, 1906; The Man who was Thursday, 1908; All Things Considered, 1908; Orthodoxy, 1908; The Ball and the Cross, 1910; George Bernard Shaw, 1909,Tremendous Trifles, 1909; Irish Impressions, 1909; What's Wrong with the World, 1910; Alarms and Discussions, 1910; The Innocence of Father Brown, 1911; The Wisdom of Father Brown, 1914; The Ballad of the White Horse, 1913; Manalive, 1915, The Victorian Age in Literature, 1913; The Flying Inn, 1914; The Crimes of England, 1914; Magic, 1913; Wine, Water, and Song, 1915; The Superstition of Divorce, 1920; A Short History of England, 1917; The New-Jerusalem, 1920; The Uses of Diversity, 1921; The Evils of Eugenics, 1922; Fancies versus Fads, 1923; The Ballad of St. Barbara, 1923; St. Francis of Assisi, 1923; What I saw in America, 1922; Tales of the Long Bow, 1925; A. Shilling for my Thoughts, 1916; Miscellany of Men, 1926; The Outline of Sanity, 1926; The Everlasting Man, 1925; William Cobbet, 1926; R. L. Stevenson, an intimate biography, 1927; The Return of Don Quixote, 1927; The Man Who knew Too Much, 1927; The Incredulity of Father Brown, 1926, The Secret of Father Brown, 1927; The Judgement of Dr. Johnson, 1927; Generally' Speaking, 1928; The Catholic Church and Conversion, t928; New and Collected Poems, 1927; The Thing, 1929; The Poet and the Lunatics, 1929; Catholic Essays, 1929; Christmas Poem, 1929; The Queen of. Seven Swords, 1929; The Grave of Arthur, 1930; Come to Think of It, 1930; Four Faultless Felons, 1930; The Resurrection of Rome, 1930; Do We Agree?, 1930, una disputa con G. B. Shaw. Versioni italiane numerose, fra cui: L'uomo che fu Giovedì, trad. Pettoello, Torino 1924; Ortodossia, trad. Ferruzzi, Roma 1927; La sfera e la croce, trad. Cornali, Milano 1927; L'uomo eterno, trad. Ferruzzi, Perugia 1930.

Numerosissimi articoli e saggi sono disseminati nei principali periodici di lingua inglese e sul G. K.'s Weekly, settimanale fondato e diretto da G. K. C., vivace ed interessante portavoce anche della Distributist League for the Restoration of Liberty by the Distribution of Property, anch'essa fondata e presieduta dal C.

Bibl.: G. H. Gardiner, Prophets, Priests and Kings, Londra 1908; J. West, G. K. C.: a critical study, 1915; J. De Touquédée, G. K. C. Ses idées et son caractère, Parigi 1920; G. W. Bullet, The Innocence of G. K. C., Londra 1923; P. Braybrooke, G. K. C., 1922; J. Freeman, English Portraits and Essays, 1924; C. Arns, G. K. C.: Umriss seiner Künstler-Persönlichkeit und Problem seines Schaffens, 1925; P. Braybrooke, The Wisdom of G. K. C., Londra 1929.

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