FONTANA, Giovanni

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 48 (1997)

di Carlotta Quagliarini

FONTANA, Giovanni. - Non si conosce l'anno di nascita di questo architetto, figlio di Andrea, cittadino veneziano dei sestiere di S. Maria Forinosa in Barbaria. Non esistono dati sulla sua giovinezza e sui suoi studi, di là dalla notizia che ebbe bottega nel fondaco della Farina a Rialto (Joppi, 1894). Fu attivo nella città lagunare fino al 1517, anno in cui si trasferì a Udine.

Per lungo tempo al nome del F. vennero accostate differenti personalità, da quella di Giovanni da Porlezza a quella di Giovanni Fontana da Melide. La più diffusa identificazione con Giovanni da Porlezza si deve al Temanza (1778, p. 291), che, per primo, riconobbe il F. nel Giovanni, intagliatore ed architetto vicentino, ricordato due secoli prima dal Vasari alla fine della vita di Iacopo Sansovino. Tale ipotesi, che anche in passato ha suscitato delle critiche, è oggi definitivamente rifiutata (Someda de Marco, 1929, p. 162; Rizzi, 1979, p. 107).

Dell'attività giovanile del F. rimane soltanto la notizia di un progetto presentato nel 1507 per la costruzione della nuova Scuola della Misericordia di Venezia.

Al progetto dei F. fu preferito, inizialmente, quello di A. Leopardo. Quando s'iniziarono i lavori per mano dei Lombardo, si seguirono infatti, dapprima, i disegni del Leopardo e, solo in un secondo momento, quelli del Fontana. Nessuna traccia rimane comunque di tali disegni e del relativo modello ligneo (Temanza, 1778, pp. 91, 292; Paoletti di Osvaldo, 1893).

Al soggiorno friulano dei F. è invece legata l'unica sua opera oggi nota, presumibilmente la più importante: la ricostruzione del castello di Udine, che, risalente al 1420, era stato distrutto da un terremoto nel 1511 e da un incendio l'anno seguente. Problemi di ordine politico ed economico ne avevano ritardato per diversi anni la ricostruzione fino a quando nel febbraio del 1517 il luogotenente veneziano Giacomo Corner non decise di affidare l'incarico al Fontana. Il 18 marzo si diede inizio agli scavi e il 2 aprile, dopo una messa solenne, fu posta la prima pietra del nuovo castello. Notizie precise sullo svolgimento iniziale dei lavori e dettagli importanti circa le caratteristiche del progetto sono contenuti nella lettera che il F. inviò in aprile a Giorgio Corner, padre di Giacomo (Lettera dell'architetto G. F., Udine 1881). Il progetto qui illustrato venne poi modificato nel corso dei lavori, terminati soltanto nel 1560 da Giovanni da Udine, eletto protogenerale della fabbrica nel 1547.

Dalla lettera del F. (p. 12) si ricava che il progetto originario prevedeva la costruzione di un grande edificio quadrangolare con un arco trionfale aperto nell'imponente mole della facciata, interrotta per il resto da un ritmo equilibrato di "colonne con sue balconate ... el qual colonnato susseguerà el comison superior che tutto l'edificio cingerà". A rappresentare, anche se solo parzialmente, questa struttura resta oggi soltanto il lato del castello rivolto a sud, mentre quello a nord - con il grande scalone a due rampe - si deve al progetto di Giovanni da Udine.

Sicuramente il F. seguì l'andamento dei lavori fino all'inizio del 1519 quando, in gennaio, sollecitò il pagamento per i suoi lavori (Maniago, 1823).

Alcuni documenti ci permettono di avere notizie sul F. durante la sua permanenza ad Udine: il 16 marzo 1518 prese in affitto una casa in Borgo Grazzano per la cifra di 9 ducati all'anno; il 26 dello stesso mese affittò le sue botteghe del fondaco della Farina a Venezia ad un certo Andrea Cando per un mutuo di 300 ducati e sbrigò questo affare attraverso la persona di Marcantonio Bianchino, essendo egli impossibilitato a spostarsi da Udine perché sofferente di gotta; il 26 giugno 1518 ratificò la vendita di una casa nel sestiere di S. Maria Formosa e l'affitto di altre sue botteghe nel fondaco della Farina.

L'ultima notizia che lo riguarda è relativa ad una procura battesimale presente in un documento rogato ad Udine nel 1522 (Joppi, 1894).

Fonti e Bibl.: G. Vasari, Le vite... (1568), a cura di G. Milanesi, VII, Firenze 1881, p. 527; F. Beretta, La Patria del Friuli..., Venezia 1753, p. 21; T. Temanza, Vite dei più celebri archit. e scultori veneziani..., Venezia 1778, pp. 91, 115, 290-292; F. di Maniago, Storia delle belle arti friulane, Udine 1823, p. 288; Id., Guida di Udine, San Vito al Tagliamento 1839, pp. 15, 69 s.; A. Magrini, Mem. intorno la vita e le opere di Andrea Palladio, Padova 1845, pp. 18 s.; P. Paoletti di Osvaldo, L'architettura e la scultura del Rinascimento in Venezia, Venezia 1893, II, pp. 247, 269; V. Joppi, Contributo quarto ed ultimo alla storia dell'arte nel Friuli..., Venezia 1894, p. 125; A. Lazzarini - G. del Puppo, Castelli friulani, Udine 1901, pp. 78-80, 83, 93; G. Valentinis, In Friuli, Udine 1903, p. 15; C. Someda de Marco, Il castello di Udine nella storia e nell'arte, in La Panarie, VI (1929), 33, pp. 162 s.; A. Battistella, Il castello di Udine, Udine 1932, pp. 17, 62 s.; G. Fiocco, L'architetto del castello di Udine, in Ce Fastu?, XX (1944), pp. 194-196, 200; C. Mutinelli, Le arti antiche e moderne nel Friuli più bello, in Il Friuli, XII (1968), 6, p. 7; A. Rizzi, Profilo di storia dell'arte in Friuli. Il Quattrocento e il Cinquecento, Udine 1979, pp. 105-107, 112; G. Zussino, F.il Patriarca fermò la fabbrica del castello..., in Ce Fastu?, LXVI (1989), 2, pp. 17, 27; G. Bergamini - M. Buora, Il castello di Udine, Udine 1990, ad Indicem; U. Thieme - F. Becker, Künstlerlexikon, XII, p. 179.

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