FONTANA, Giovanni

    Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 48 (1997)

di Alessandro Ippoliti

FONTANA, Giovanni. - Figlio di Sebastiano e di una Domenica, fratello maggiore di Domenico, nacque a Melide sul lago di Lugano nel 1540. Architetto e ingegnere, visse all'ombra dell'architetto di Sisto V, quale assistente nel ruolo di esperto tecnico per la realizzazione degli interventi romani di riorganizzazione delle infrastrutture, degli acquedotti, delle opere idrauliche, del sistema viario della città e delle grandi trasformazioni edilizie volute dal papa in Laterano, affidate, gestite e progettate da Domenico Fontana. In particolare collaborò con il fratello alla costruzione del palazzo Laterano e della loggia delle Benedizioni, partecipò ai lavori nel palazzo del Quirinale e all'elevazione dell'obelisco di S. Pietro.

Meno nota appare la sua attività in collaborazione con il Maderno al tempo di Paolo V (1605-1621) e come architetto di S. Pietro durante il pontificato di Clemente VIII (1592-1605). Con Maderno e con Flaminio Ponzio eresse sul Gianicolo la magnifica fontana dell'Acqua Paola, ispirata alla mostra dell'Acqua Felice ideata dal fratello Domenico.

Il F. prese a modello la mostra del Mosè, realizzando cinque nicchioni, inquadrati da colonne di cui le centrali forse recuperate dalla basilica di S. Pietro, e ornati da cinque grandi conche che raccolgono l'acqua. In alto un solenne fastigio sostiene l'insegna dei Borghese con due angeli laterali scolpiti da Ippolito Buzio nel 1610 e con aquile e draghi araldici borghesiani. Una lapide celebrativa ricorda il papa Paolo V.

Sue sono inoltre le fontane romane di S. Maria in Trastevere, escluse le conchiglie, e il fontanone di ponte Sisto, che fu commissionato nel 1612 al F. insieme con il Vasanzio (J. van Santen). La fontana, che costituiva il fondale prospettico di via Giulia (con la costruzione dei lungotevere fu abbattuta nel 1879 e ricostruita a piazza Trilussa nel 1898), ripropone uno schema architettonico canonico da attribuire piuttosto al Vasanzio, mentre al F. dovette essere affidata la soluzione di problemi tecnici. Il F. dimostrò infatti le sue qualità di ingegnere impegnandosi accanto a Domenico, nel campo delle opere idrauliche, nella regolazione delle acque dei fiumi, del Tevere ad Ostia, dell'Aniene a Tivoli, del Velino nella Nera a Temi, e nella conduzione delle acque a Civitavecchia e Velletri, da Recanati a Loreto. Fu impegnato nella "costruzione di fontane pubbliche e semi pubbliche nei rioni Monti, Campitelli, S. Angelo, al Palatino e Foro Romano, al Campidoglio e all'Esquilino" nella villa Aldobrandini di Frascati e nei giardini papali in Vaticano. Inoltre il nome del F. si lega a quello del fratello Domenico anche a proposito della realizzazione "di veri e propri sistemi di fontane" (Benocci, 1992, p. 547) all'intemo di due importanti ville romane: la villa Peretti Montalto e la villa di Ciriaco Mattei al Celio. All'intemo di quest'ultima il F. e Domenico si occuparono della sistemazione degli arredi estemi come l'obelisco capitolino, che fu eretto nel 1587 nella villa utilizzando "il castello" servito per erigere l'obelisco vaticano (ibid., p. 551). Tra le altre imprese del F. si ricordano inoltre la sistemazione delle saline e del porto di Terracina, del porto di Fiumicino, il restauro degli antichi acquedotti che portavano l'acqua a Roma e la realizzazione del nuovo acquedotto del lago di Bracciano. È probabile che il F. abbia seguito il fratello affiancandolo nelle imprese edilizie e urbane napoletane quando Domenico, esonerato da Clemente VIII dalle cariche ufficiali nel 1592, si recò a Napoli, dove fu nominato architetto regio. Il F. morì a Roma nel 1614.

Fonti e Bibl.: G. Baglione, Le vite de' pittori, scultori, architetti ed intagliatori... (1642), a cura di V. Mariani, Roma 1935, ad Indicem; G.P. Bellori, Le vite de' pittori, scultori e architetti moderni, Roma 1728, pp. 142, 162-165; F. Milizia, Memoria degli architetti antichi e moderni, Parma 1797, II, p. 304; M. Missirini, Memorie per servire alla storia della romana Acc. di S. Luca, Roma 1823, p. 466; A. Ricci, Storia dell'architettura in Italia, Modena 1859, III, p. 638; A. Bertolotti, Artisti bolognesi..., Bologna 1886, p. 29; K. Gurlitt, Geschichte des Barockstiles in Italien, Stuttgart 1887, p. 208; G. Merzario, Maestri comacini, Milano 1893, II, p. 473; R. Artioli, Il fontanone di ponte Sisto, Roma 1899; R. Ianciani, Storia degli scavi di Roma, Roma 1902, IV, p. 99; A. Cametti, Una divisione di beni tra i fratelli G., Domenico e Marsilio Fontana, in Bollettino d'arte, XII (1918), pp. 170-184; M. Guidi, I Fontana di Melide in Roma, in Napoli nobilissima, VI (1928), pp. 433-436, 481-484; F. Strazzullo, Architetti e ingegneri napoletani dal '500 al '700, Napoli 1969, pp. 137, 143, 147; C. Benocci, G. e Domenico Fontana nei giardini romani, in Sisto V, I, Roma e il Lazio, a cura di M. Fagiolo - M.L. Madonna, Roma 1992, pp. 547, 551; Enciclopedia Italiana, XV, p. 645; U. Thieme - F. Becker, Künstlerlexikon, XII, pp. 179 s.; Dizionario enciclopedico di architettura e urbanistica, p. 363; Macmillan Encyclopedia of architects, II, p. 101.

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