GREGORI, Giovanni Lorenzo

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 59 (2003)

di Maria Paola Scaccetti

GREGORI, Giovanni Lorenzo. - Nato a Lucca nel 1663, fu definito da un contemporaneo "maestro di cappella amenissimo, bravo sonatore di violino e poeta non dispregevole" (Zanetti). Nel 1684 fu uno dei fondatori della Confraternita musicale lucchese. Il 13 apr. 1688 fu nominato violinista e poi maestro della cappella palatina, dove ebbe come collaboratore, tra il 1707 e il 1710, F. Geminiani. Rimase a capo della cappella fino al 1742, quando fu costretto a ritirarsi a causa di una grave malattia. Morì a Lucca nel gennaio 1745.

Le Arie in stil francese a 1 e 2 voci op. 1, 24 arie e 10 duetti, sembrano essere il suo primo lavoro.

Stampate a Lucca nel 1698 dal fratello Bartolomeo, editore musicale, tali arie appaiono come un incrocio tra i vari tipi di ritmi per danza di provenienza francese e italiana. La maggior parte di esse sono per soprano e continuo, alcune anche per contralto. Assai accurata appare "la stesura vocale, snella nella declamazione e duttile nel tradurre i piccoli effetti" (Zanetti). In esse sono comprese, oltre alla giga e la ciaccona, anche le forme del minuetto e della bourrée; E. Schmitz ritiene che la sola presenza di tali forme giustifichi la connotazione in stil francese; vari studiosi vi colgono invece una chiara attenzione agli elementi folclorici d'Oltralpe, ritenendole, fra le composizioni del G., quelle di maggior interesse musicale.

Il ruolo di compositore sembra avere occupato il musicista alquanto saltuariamente; il periodo più prolifico, che va dal 1697 al 1705, coincide con l'attività di editoria musicale del fratello, nella quale il G. sembra avere avuto qualche interesse, come attesta la dicitura "per i Gregorj" presente nelle Cantate op. 1 di F. Gasperini.

Grande importanza rivestono i 10 Concerti grossi a più strumenti, 2 violini concertati, con i ripieni, se piace, alto viola, arcileuto, o violoncello, con il basso per l'organo op. 2 (Lucca 1698), poiché sono il primo lavoro in cui un compositore usa specificatamente nel titolo a stampa il termine "concerti grossi". Per quanto riguarda lo stile compositivo però, il G. non apporta nuove soluzioni rispetto ai contemporanei, tanto che A. Schering definisce questi concerti, forse ingiustamente, "thematisch und geigerisch höchst uninteressant" (cit. in Die Musik in Gesch. und Gegenwart, col. 784). In realtà essi non sono altro che sonate a 3 "da chiesa" cui viene aggiunto il ripieno. Il termine "grossi" quindi si riferisce al "tutti" orchestrale in opposizione ai due violini concertati. Ma il fatto che il G. nel quarto concerto stampi separatamente la parte del ripieno per i primi violini è un'innovazione significativa, poiché apre la possibilità a una relazione più complessa fra solisti e ripieno.

I lavori più ambiziosi del G. furono alcuni oratori composti per la chiesa di S. Maria Corteorlandini la cui musica è andata purtroppo perduta. Tre sono su testo dello stesso G.: S. Cecilia (Lucca 1701), I trionfi della fede nel martirio del gloriosissimo s. Paolino primo vescovo di Lucca (ibid. 1703) e Le glorie di s. Anna (ibid. 1739); mentre La Passione di Nostro Signore Gesù Cristo (ibid. 1735) e La Natività di Nostro Signore Gesù Cristo (ibid. 1737) sono su testo di P. Metastasio.

Le cinque edizioni del manuale Il principiante di musica (ibid. 1697), testimoniano quanto il G. fosse apprezzato anche come teorico e didatta musicale. Nel piccolo manuale, di sole sedici pagine, l'autore tratta delle regole necessarie ai principianti, cioè Del tempo musicale, de I nomi e figure, delle note e loro valore. Nel 1716 il G. pubblicò a Lucca un altro manuale, Il canto fermo nella pratica, dedicato a Salvatore e Gian Domenico Marescandoli, nel quale tenta di codificare le regole salienti per una corretta interpretazione del canto gregoriano.

Si ricordano inoltre, pubblicate a Lucca presso il fratello: 8 Cantate da camera a voce sola op. 3 (1699), Concerti sacri a 1 o 2 voci con strumenti (1705); le cantate Tradito mio core e Disse a Clori per soprano e basso continuo (senza luogo e data). Inoltre, le cantate Ti mirai e A te corro, per soprano e basso continuo (ms., Berlin, Staatsibl. zu Berlin-Preussischer Kulturbesitz, dall'op. 3).

Fonti e Bibl.: L. Nerici, Storia della musica in Lucca, Lucca 1879, pp. 47, 98 s., 100 s., 280, 314 s., 331 s., 436; E. Schmitz, Geschichte der weltichen Solokantate, Leipzig 1914, pp. 120 s.; R. Zanetti, in Diz. encicl. univ. della musica e dei musicisti, Le biografie, III, p. 310 (s.v. Gregori, II, famiglia); Die Musik in Gesch. und Gegenwart, V, coll. 784 s.; Bibliografia della musica italiana vocale profana ("Il nuovo Vogel"), a cura di F. Lesure - C. Sartori, I, pp. 810 s.; The New Grove Dict. of music and musicians (ed. 2001), X, p. 373.

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