Alary, Giulio

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Alary⟩ (o Alari), Giulio. - Musicista (Mantova 1814 - Parigi 1891). Studiò al Conservatorio di Milano. Nel 1838 si trasferì a Parigi, francesizzando il suo cognome. Scrisse opere teatrali, fra cui Rosmunda (1840), Le tre nozze (1851) e La voix humaine (1861), musiche strumentali sinfoniche e da camera, arie e melodie. Fu anche direttore d'orchestra e maestro di canto.

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Paribèni, Giulio Cesare

Paribèni, Giulio Cesare. - Musicista italiano (Roma 1881 - Milano 1964). Studiò con G. Setaccioli al conservatorio di S. Cecilia in Roma. È stato prof. di armonia e contrappunto e vicedirettore del conservatorio di Milano. Autore di composizioni sinfonico-vocali, sinfoniche, da camera, e di scritti teorici e critici.

Alkan

Alkan 〈-ã´〉. - Nome col quale è noto il musicista Charles-Henry-Valentin Morhange (Parigi 1813 - ivi 1888). Visse e studiò a Parigi. Tra le sue composizioni (concerti, sonate, musica da camera, melodie per canto e pezzi pianistici) conservano interesse specialmente gli studî per pianoforte, nei quali si riflette la tecnica trascendentale di F. Liszt e di A. Rubinstein.

Heller, Stephen

Heller, Stephen. - Musicista (Budapest 1814 - Parigi 1888). Studiò a Vienna; stabilitosi dal 1838 a Parigi, vi acquistò gran fama di concertista e di insegnante di pianoforte. La sua produzione comprende circa 150 numeri d'opera: sonate, sonatine, notturni, scherzi, variazioni, valzer, mazurche, ballate e alcuni quaderni di studî. Senza aver grande genialità, H. riesce a ottenere creazioni apprezzabili per la loro semplice e dolce poesia: Nuits blanches, Promenades d'un solitaire, Voyage autour de ma chambre; mentre in altri pezzi (Dans la forêt) mostra un senso vivo e fresco della natura.

Lavigna, Vincenzo

Lavigna, Vincenzo. - Musicista (Altamura 1776 - Milano 1836). Studiò a Napoli nel conservatorio di Santa Maria di Loreto. Terminati gli studî, si trasferì a Milano dove fu maestro di cembalo al Teatro alla Scala e insegnante al conservatorio. Compose e fece rappresentare per la prima volta nei teatri di Venezia, Ferrara, Parma e alla stessa Scala undici melodrammi di vario genere, e due balli, sempre con esito felice. Maestro di Verdi, che lo ebbe in altissima stima.

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