Grande alleanza

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Grande alleanza Nome assunto dalla Lega di Augusta (costituita nel 1686 tra Impero, Spagna, Paesi Bassi, Svezia e vari Stati tedeschi), quando nel 1689 vi aderì l’Inghilterra. Nell’autunno 1688 Luigi XIV aveva iniziato le ostilità devastando il Palatinato; l’aggressione francese era una minaccia all’indipendenza della Germania e alla libertà religiosa dei protestanti. Con l’intervento dell’Inghilterra il conflitto non solo divenne lotta tra Francesi e Inglesi per la supremazia marittima e coloniale, ma trovò anche le sue ragioni ideali nell’opposizione del parlamentarismo inglese al dispotismo di Luigi XIV. Nel 1690 entrò nella coalizione antifrancese anche il Piemonte. Contemporaneamente la Francia preparava le basi di una grande offensiva, mentre l’elezione al soglio pontificio (1689) del candidato francese Ottoboni (Alessandro VIII) toglieva agli alleati l’appoggio della Santa Sede. Ma il concentramento dello sforzo bellico effettuato dai Francesi sul fronte renano diminuì l’efficacia dei loro attacchi contro la potenza navale inglese. La spedizione francese in Irlanda, che aveva lo scopo di riportare al trono Giacomo II Stuart, fallì. Sotto la guida di Guglielmo III d’Orange e con l’appoggio finanziario accordato dal Parlamento inglese, la G. poté presto disporre di forze terrestri superiori a quelle francesi. Nel 1693 la Francia pose in campo 5 eserciti, sui fronti di Fiandra, Mosella, Germania, Alpi, Catalogna, vittoriosi in Piemonte, Fiandra, Pirenei e anche sul mare. Ma nel gennaio si verificò la vittoria inglese nel Senegal e nel settembre quella olandese a Pondichéry. Sull’orlo della rovina economica, la Francia fu costretta, dal 1694 in poi, a mantenersi sulla difensiva. Abbandonata per mancanza di mezzi la flotta, Luigi XIV cedette terreno anche in Italia e sul fronte renano. La defezione del duca di Savoia (1696), la stanchezza sopravvenuta anche in Inghilterra in conseguenza di una crisi monetaria, il problema imminente della successione spagnola resero possibile a J.-B. Colbert intavolare le trattative di pace (Ryswick, 9 maggio 1697) sulla base dell’impegno francese di riconoscere Guglielmo III legittimo sovrano inglese e della rinuncia alle conquiste fatte in Germania, Fiandra, Lussemburgo e Catalogna. D’altro lato, l’armata francese dei Paesi Bassi marciava su Bruxelles e ugualmente minacciosa era la situazione nelle colonie dell’America Settentrionale, mentre gli Spagnoli subivano insuccessi nelle Antille e il duca di Vendôme occupava Barcellona; così anche la Spagna e l’Impero si rassegnarono alla pace.

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