Guardiano

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guardiano Nell’ordine francescano, il superiore del convento (detto anche padre g.). È nome e ufficio introdotto da s. Francesco nella regola. Originariamente designava il capogruppo dei frati che andavano in missione; presto passò a indicare il superiore dei grandi conventi, mentre i piccoli rimasero affidati a un vicario, presidente o superiore. Poiché l’ufficio di g. comporta potere di giurisdizione, non possono essere g. i fratelli laici. All’infuori dei conventi o collegi che dipendono direttamente dal generale dell’ordine, più guardianie formano una provincia religiosa, da cui il capitolo provinciale sceglie ogni tre anni il provinciale con i suoi definitori.

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Correttore

correttore Nell’ordine dei frati minimi fondato da s. Francesco da Paola, nome dato ai superiori, essendo loro compito, secondo la regola, che «correggendo prima sé stessi, correggano con carità i frati loro affidati».

Belludi, Luca, beato

Belludi, Luca, beato. - Francescano (1200 circa 1285), accolto nell'ordine da s. Francesco nel 1220 e compagno di s. Antonio dal 1227, come provinciale (1239-45) abbellì la basilica di Padova, predicatore insigne, culto confermato nel 1927.

Bàrtoli, Francesco

Bàrtoli, Francesco. - Predicatore e scrittore francescano (sec. 14º), detto anche (sembra erroneamente) "della Rossa" (Rubeae). Ebbe varie cariche nell'ordine; seguì Michele da Cesena per cui fu processato (1330), poi perdonato. Autore di sermoni e di una Historia passionis Christi, è noto soprattutto per il Tractatus de indulgentia S. Mariae de Portiuncola (ed. P. Sabatier, 1900), importante per documenti e ricordi sul francescanesimo primitivo.

Mattèo d'Acquasparta

Mattèo d'Acquasparta. - Teologo (Acquasparta metà del sec. 13º - Roma 1302); generale dell'ordine francescano (1287). Dante (Paradiso XII, 124-126) gli rimproverò di aver tollerato il rilassamento della regola di s. Francesco. Cardinale (1288), ebbe varî incarichi dalla Santa Sede. Mandato nel 1300 a Firenze per mettere pace tra Bianchi e Neri, non riuscì a vincere la resistenza di questi ultimi e, minacciato di morte, dovette abbandonare la città, dopo aver lanciato su di essa la scomunica e l'interdetto

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