pùniche, guèrre

Enciclopedie on line

pùniche, guèrre Denominazione delle tre guerre combattute tra i cartaginesi (lat. poeni) e Roma per il dominio del Mediterraneo fra il 3° e il 2° sec. a.C.

la prima guerra (264-241 a.C.)

La rivalità tra le due città, dapprima alleate in funzione antietrusca e poi antigreca, sorse quando, dopo la vittoria su Pirro, Roma estese la sua influenza sulla Magna Grecia, quasi in contatto con i territori cartaginesi in Sicilia. La richiesta di aiuto che i mamertini (mercenari campani che occupavano Messina) rivolsero a Roma per liberarsi di Cartagine, a cui del resto si erano assoggettati per avere protezione contro Gerone di Siracusa, segnò lo scoppio della guerra (264). I romani, consapevoli della necessità di vincere il nemico sul mare, costruirono una potente flotta, vittoriosa (260) a Milazzo. Dopo il fallimento della spedizione di Attilio Regolo in Africa, il conflitto riprese in Sicilia, dove i cartaginesi resistettero per 14 anni, fino a che la vittoria navale delle Egadi (241) sancì la supremazia e la vittoria di Roma. Cartagine perse così la Sicilia, e 3 anni dopo, sotto una nuova minaccia delle armi, anche Corsica e Sardegna.

la seconda guerra (219-202 a.C.)

Cartagine reagì alla perdita dei suoi territori occupando fra il 237 e il 227 la Spagna sotto la guida di Amilcare Barca e poi di Asdrubale. Nel 226 Roma firmò un trattato con Cartagine riconoscendo la sua sfera d'influenza sui territori a S del fiume Ebro; quando però Sagunto, città a S dell'Ebro ma da tempo protettorato di Roma, fu attaccata dal generale cartaginese Annibale (219), scoppiò il secondo conflitto. Annibale invase l'Italia, infliggendo pesanti sconfitte ai romani (fra queste, quelle del Lago Trasimeno, 217, e di Canne, 216); ma la sostanziale saldezza degli alleati italici e la strategia di logoramento insegnata dal dittatore Quinto Fabio Massimo consentirono ai romani di rovesciare le sorti del conflitto, grazie anche al nascente astro di Scipione, il futuro Africano. Questi infatti, pianificata la spedizione in Africa e alleatosi con Massinissa, re dei numidi, sconfisse Annibale nella piana di Zama, presso Naraggara (202), e vinse la guerra. A Cartagine furono imposti la rinuncia alla Spagna, ai territori non punici d'Africa (a favore di Massinissa) e alla flotta, nonché il pagamento di pesanti indennità e il divieto di fare guerre senza il consenso romano.

la terza guerra (149-146 a.C.)

Roma, acquisito il dominio del Mediterraneo occid., affrontò nuovamente Cartagine per eliminarne la concorrenza commerciale e per assicurare nuove terre a un latifondismo in via di sviluppo. Il casus belli fu offerto da Massinissa, che con le sue provocazioni costrinse Cartagine a dichiarargli guerra (151), violando il trattato con Roma. I cartaginesi resistettero per 3 anni (149-146), finché Scipione Emiliano espugnò e distrusse la città (146), il cui territorio fu trasformato nella provincia romana di Africa.