Mondor ‹mõdòor›, Henri

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Mondormõdòor›, Henri. - Chirurgo e scrittore francese (Saint-Cormin, Cantal, 1885 - Neuilly-sur-Seine 1962). Chirurgo in capo dell'ospedale della Salpêtrière (1933), nel 1938 fu incaricato dell'insegnamento di anatomia e semeiotica chirurgica alla Sorbona, dove fu poi (1941-52) titolare della cattedra di clinica chirurgica. Ha lasciato importanti opere scientifiche, tra cui: Les ulcères perforées de l'estomac et du duodénum (1923); Arthrites gonococciques (1928); Diagnostics urgents. Abdomen (1930 e numerose ed. successive). Alla sua attività letteraria, che affiancò ininterrottamente alla pratica medica e alla ricerca scientifica e che gli valse nel 1946 l'elezione all'Académie Française, si devono, oltre ad alcune biografie di medici (Grands médecins, presque tous, 1943; Pasteur, 1945; Dupuytren, 1945), numerosi documentati saggi dedicati a Mallarmé (del quale ha anche curato, con G. Jean-Aubry, la prima edizione completa delle opere per la Bibliothèque de la Pléiade, 1951), Valéry, di cui fu intimo amico, Claudel, ecc. (Les premiers temps d'une amitié: André Gide et Paul Valéry, 1937; L'amitié de Verlaine et de Mallarmé, 1940; Vie de Mallarmé, 2 voll., 1941-42; Stéphane Mallarmé et Anatole France, 1951; Rimbaud ou le génie impatient, 1955; Précocité de Valéry, 1957; Claudel plus intime, 1960).

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