NASALLI, Ignazio

    Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 77_online (2012)

di Cosimo Semeraro

NASALLI, Ignazio. – Nacque a Parma il 7 ottobre 1750.

La documentazione circa la sua famiglia, certamente di ceto nobile, come pure quella riguardante l'iter della sua prima formazione fino all'ordinazione sacerdotale (24 settembre 1774) e i primi passi nella stessa carriera, è molto lacunosa. Si può ipotizzare che la madre, di cui si conosce solo il casato, appartenesse a uno dei rami della famiglia Ratti, di estrazione brianzola, che esattamente cento anni più tardi avrebbe vantato un altro cardinale: Achille Ratti (poi papa Pio XI). 

Le prime scarne informazioni su Nasalli riguardano il dottorato in teologia conseguito presso l'Università di Parma (6 luglio 1774), la permanenza a Roma presso l'Accademia dei nobili ecclesiastici tra il 1775 e 1778, e il ruolo, non ulteriormente precisato, di canonico presso la cattedrale di Ravenna (1789). Dagli incarichi ricevuti in piena età adulta sembra che abbia percorso e completato con qualche risultato una buona e severa formazione giuridica, dopo quella filosofica e teologica normalmente prevista per essere ammesso al sacerdozio.

Nel 1800 fu nominato prelato domestico di Pio VII Chiaramonti, appena entrato in Roma dal conclave svolto nell'isola di S. Giorgio a Venezia. Qualche anno più tardi ebbe il prestigioso incarico di accompagnare lo stesso pontefice a Parigi per la solenne celebrazione dell'incoronazione di Napoleone a Notre-Dame (2 dicembre 1804). Bisogna giungere al 1816 per documentare l'inserimento di Nasalli, ormai sessantacinquenne, fra i referendari del supremo tribunale della Segnatura apostolica: egli compare come luogotenente civile del tribunale del vicariato e, in particolare, come prelato inserito nell'organico della congregazione dell'Immunità ecclesiastica, l'organismo della Curia romana cui spettava dirimere tutte le controversie relative alla libertà e all'indipendenza della giurisdizione ecclesiastica e quelle riguardanti le violazioni commesse contro di essa da parte di giudici e tribunali laici. I membri di questo dicastero giudiziale erano scelti tra i maggiori magistrati e funzionari della S. Sede, quali gli uditori della Sacra Rota, i chierici di Camera, nonché gli alti ufficiali di altre congregazioni con mansioni di governo a carattere giuridico.

Lo stesso Pio VII, apprezzando le qualità e la preparazione in campo diplomatico di Nasalli, decise, il 27 dicembre 1819, di nominarlo rappresentante della S. Sede presso la Confederazione elvetica, elevandolo in pari tempo al grado di arcivescovo titolare di Cirro: (Cyrrhensis) in partibus. La consacrazione episcopale, avvenuta il 19 dicembre 1819, fu presieduta dal vescovo cardinale di Porto e S. Rufina, Giulio Maria Capece Anguillara della Somaglia. Dalle carte della nunziatura di questo periodo, Nasalli risulta residente quasi continuativamente a Lucerna. Riconfermato a tale carica nel 1823 da Leone XII, rimase titolare del dicastero diplomatico complessivamente per un intero decennio, fino al 1827. Nel 1826 guidò la missione straordinaria presso la reale corte dei Paesi Bassi per gestire e portare a buon termine a Bruxelles il concordato stipulato tra la S. Sede e il sovrano del Regno Unito dei Paesi Bassi e granduca del Lussemburgo, Guglielmo I, teso a rivedere completamente gli accordi forzosamente sottoscritti da Pio VII con l'imperatore Napoleone nel 1807. L'operazione diplomatica fu presieduta dal cardinale Bartolomeo Mauro Cappellari, futuro papa Gregorio XVI, con la collaborazione di prestigiosi prelati, come Raffaele Mazio e Francesco Capaccini, ambedue provenienti dalla scuola del cardinale Ercole Consalvi ed entrambi successivamente cooptati nel collegio cardinalizio. La gestione dei preliminari e i risultati della trattativa, sottoscritta in Roma il 18 giugno 1827, furono talmente positivi da spingere Leone XII a inserire il nome del nunzio della Confederazione Elvetica nella lista delle promozioni cardinalizie del concistoro celebrato qualche giorno dopo, il 25 giugno.

Nasalli, all'età di 77 anni, fu dunque creato cardinale dell'ordine dei preti e prese possesso del titolo della basilica di S. Agnese fuori le mura il 17 settembre dello stesso anno. Fece parte di vari dicasteri di primo piano nell'ambito del governo pastorale della Chiesa, quali la congregazione dei Vescovi e regolari, e la congregazione dell'Indice, come pure di congregazioni minori, come quella lauretana e quella per le Indulgenze e le sacre reliquie. La morte di Leone XII nel 1829 e il breve pontificato di Pio VIII terminato nel 1830 gli consentirono la partecipazione a due conclavi, che videro l'elezione al soglio pontificio prima di Francesco Saverio Castiglioni (Pio VIII) e, a distanza di poco più di un anno, di Bartolomeo Mauro Cappellari che, come già ricordato, prese il nome di Gregorio XVI.

Morì a Roma il 2 dicembre 1831. I riti funebri si svolsero nella chiesa di S. Marcello al Corso – presieduti dal cardinale Benedetto Barberini – mentre le sue spoglie mortali furono trasportate, come richiesto nel lascito testamentario, nella sua chiesa titolare di S. Agnese fuori le mura.

Si conserva un'incisione che ritrae Nasalli, opera di Salvatore Marroni, corredata dal testo: «Ignatius Nasalli Varmensis Archiepiscopus Cijri Presbiter Cardinalis Tituli S. Agnetis Extramoenia creatus a S. M. Leone XII, in consistorio secreto habito in P. A. Vaticano Die 25. Junij 1827» (Petrucci 1953, n. 1196; l'originale si conserva in Biblioteca apostolica vaticana, Stampe. III. 253).

Fonti e Bibl.: Le poche carte collegate all'attività di Nasalli si trovano sopratutto in Città del Vaticano, Arch. Segreto Vaticano, nei fondi relativi alla nunziatura di Lucerna (Arch. Nunz. Svizzera, ind. 1225), alle congregazioni romane (Congr. Immunità Eccl., Acta, ind. 1193; Congr. Immunità Eccl., Varia, senza ind.; Congr. Vescovi e Regolari, Positiones, ind. 1104 I; Congr. Indulgenze e Reliquie, Carte varie, ind. 1116), alla Segreteria di Stato (Segr. Stato, Spogli Curia, ind. 1143 A-B; Svizzera, ind. 134, 1028). Si veda anche Arch.di Stato di Roma, Segnatura di Giustizia, vol. 730, juramenta, c. 816; Diario di Roma, 7 dicembre 1831, n. 97; G. Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri giorni..., IV, Venezia 1840, p. 290 s.; XXXVIII, 1846, pp. 72-75; XLVII, 1848,  pp. 237 s.; L, 1851, pp. 158 s.; LI, 1851, pp. 220 s.;  A. Bizzarri, Collectanea in usum secretariae Sacrae Congregationis Episcoporum et Regularium, Roma 1853, pp. 465-468; F. Procaccini di Montescaglioso, La Pontificia Accademia dei Nobili Ecclesiatici. Memoria storica, Roma 1886, pp. 53, 79; La Pontificia Accademia Ecclesiatica. 1701-1951, Città del Vaticano 1951, p. 145; M. de Camillis, N. I., in Enciclopedia Cattolica,  VIII, Città del Vaticano 1952, p. 1663; A. Petrucci, Catalogo generale delle stampe tratte dai rami incisi posseduti dalla calcografia nazionale, Roma 1953, n. 1196; G. De Marchi, Le nunziature apostoliche dal 1800 al 1950, Roma 1957, p. 244; R. Ritzler - F. Sefrin, Hierarchia catholica medii et recentioris Aevi, VII, Padova 1968, pp. 20, 39, 171;  I. Gordon, De referendariorum ac votantium dignitate, privilegiis, labore, in aetate aurea Signaturae Iustitiae,  in Dilexit iustitiam. Studia in honorem Aurelii card. Sabattani, a cura di Z. Grocholewski - V. Cárcel Ortí, Città del Vaticano 1984, pp. 197-210; Ph. Boutry, Souverain et pontife. Recherches prosopographiques sur la curie romaine à l'âge de la Restauration (1814-1846), Roma 2002, pp. 207, 432.

 

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