Ubèrti, Lapo degli

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Ubèrti, Lapo degli. - Figlio (sec. 13º-14º) di Farinata; visse in esilio con tutti i membri della sua famiglia ghibellina (dopo il 1267). Enrico VII lo nominò suo vicario a Mantova (1311), in tale qualità spianò la strada all'avvento di R. Bonacolsi.

Approfondimenti

Uberti, Lapo degli > Enciclopedia Dantesca (1970)

Uberti, Lapo degli. - Figlio di Farinata, fiero ghibellino come il padre e gli altri membri della casata, ne seguì la sorte dopo la sconfitta della sua Parte politica. Per le fortune del ghibellinismo si era impegnato fortemente tra l'altro intratten... Leggi

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Ubèrti, Farinata degli

Ubèrti, Farinata (propr. Manente) degli. - Ghibellino fiorentino (m. 1264). Capeggiò la sua parte fin dal 1239, contribuì validamente (1260) alla vittoria ghibellina di Montaperti. Si levò fieramente contro la proposta dei confederati ghibellini, a Empoli, di radere al suolo Firenze. Dante, nell'Inferno (c. X), lo pone tra i dannati per il suo peccato di eresia; difatti l'inquisitore fra Salomone da Lucca, nel 1283, aveva postumamente condannato come eretici Farinata e sua moglie Adaleta e ordinato che le loro ossa fossero separate da quelle dei fedeli.

Ubèrti

Ubèrti. - Famiglia fiorentina, potentissima nel sec. 12º, si scontrò con l'oligarchia consolare capeggiata dai Giandonati (1177), nel momento in cui la venuta di Federico Barbarossa in Toscana sembrava loro particolarmente favorevole. La lotta fra le due fazioni durò a lungo e le logorò entrambe, sicché vennero a patti per spartirsi le principali magistrature. Avendo concorso alla strage dei Buondelmonti (1215), gli U. alzarono bandiera ghibellina; poi (1258) tentarono di dare la città a Manfredi, ma furono cacciati a furor di popolo, riparando a Siena

Ubèrti, Bice degli

Ubèrti, Bice degli. - Figlia (sec. 13º) di Farinata; andò sposa a Guido Cavalcanti. Con questo, come con altri matrimonî, si tentò, invano, di comporre le lotte tra guelfi e ghibellini a Firenze.

Werner di Homburg, conte

Werner di Homburg, conte. - Nobile tedesco (sec. 13º-14º); venne in Italia al seguito dell'imperatore Enrico VII e rimase a Milano dopo l'occupazione della città (1311). Promosse (1312) la costituzione di una lega ghibellina, assumendo il titolo di capitano generale dei fedeli dell'Impero in Lombardia.

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