
Un libro confessione, questo di Edurne Pasaban, una fra i maggiori interpreti dell’himalaysmo contemporaneo e prima donna ad aver salito tutti i quattordici ottomila, che racconta di un’adolescenza trascorsa più fra i boschi e le montagne che in discoteca e che prosegue con l’ineluttabilità di una passione invincibile: quella per l’alpinismo. Una passione che non le ha impedito di laurearsi in ingegneria e di lavorare per anni nell’azienda di famiglia prima di fare dell’alpinismo la sua professione, una scelta quasi obbligata per chi matura la determinazione di salire tutti i quattordici ottomila.
Perché Edurne Pasaban ha deciso da subito di non entrare nel mondo della roccia e del free climbing, ma di puntare all’alpinismo affascinante e avventuroso degli ottomila. La sfida più ardua, soprattutto per una donna che si muove in un ambiente tradizionalmente maschile e ancora machista, ma in cui Edurne Pasaban ha saputo imporsi con autorevolezza tecnica, spirito di sacrificio e con la propria femminilità.
(La scheda è presa dal sito: http://www.corbaccio.it/scheda.asp?editore=Corbaccio&idlibro=7438&titolo=QUATTORDICI+VOLTE+OTTOMILA)
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