Della Róbbia, Luca

Della Róbbia, Luca

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Della Róbbia, Luca. - Scultore (Firenze 1399 o 1400 - ivi 1482), capostipite della famiglia di scultori. Tra i protagonisti del Rinascimento fiorentino, accanto a F. Brunelleschi, a Donatello, a Masaccio e al Ghiberti, ha saputo interpretare la lezione dell'arte classica in maniera personale, creando anche una nuova tecnica: la terracotta invetriata.

Vita e opereSi educò forse presso un orafo e con un periodo di ricerche nella bottega di L. Ghiberti, dal quale si mostra derivato nel gotico fluire di molte figure. Ma quando ci appare la prima volta sicuramente, nella cantoria per il duomo di Firenze (1431-38; ora al Museo del duomo, tranne due putti di bronzo, ora a Parigi, museo Jacquemart-André), Luca rivela un senso fermo e nitido del rilievo, che lo avvicina più al plasticismo di Michelozzo che a Donatello; l'architettura, di tipo brunelleschiano, è stata ricostruita approssimativamente; nei riquadri, bimbi, ragazzi e fanciulle dalle misurate espressioni vi commentano un salmo di David col canto e col suono. Dal 1437 al 1439 scolpì alla base del campanile del duomo cinque rilievi rappresentanti arti liberali, ove si riscontrano echi donatelliani (Dialettica) e di Iacopo della Quercia (Orfeo). Con Donatello, dal quale rimane sempre distinto, fu incaricato di eseguire due altari marmorei per il duomo; rimangono solo due rilievi di Luca, la Liberazione e il Martirio di s. Pietro (al Bargello), scolpiti con vigoria ancora maggiore. Del 1441 è il tabernacolo, oggi nella chiesa di Peretola (in origine in S. Maria Nuova a Firenze), dove, mista al marmo, appare la terracotta invetriata, procedimento non "inventato" da Luca, ma da lui solo perfezionato, specialmente nella scultura monumentale, per la quale era stato ideato e sperimentato da F. Brunelleschi, e quindi da Luca, nella Cappella de' Pazzi in Santa Croce. E in terracotta saranno la maggior parte delle opere sue e dei suoi scolari: il Cristo risorgente e l'Ascensione nel duomo di Firenze (1446-51); la Madonna già a S. Pierino; la Madonna di via dell'Agnolo, ora al Bargello; la Madonna delle rose e la Madonna della mela, pure al Bargello; la Madonna già Frescobaldi, ora a Berlino, ecc. In queste opere le figure bianche staccano decisamente dal fondo azzurro unito. Fra le altre opere di Luca: la porta in bronzo per la sagrestia di S. Maria del Fiore (1446-64), la tomba del vescovo Benozzo Federighi (1454-57) in S. Trinita a Firenze, di marmo e terracotta invetriata a disegno piatto, una delle sue opere più nobili; la decorazione della cappella del crocifisso in S. Miniato al Monte (dopo il 1448).

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