Luni (lat. Luna) Antica città dell’Etruria, ai confini con la Liguria, situata sulla Via Aurelia e abitata sin dall’età paleolitica. Dall’Eneolitico si diffondono le cosiddette stele lunigiane , cippi in pietra raffiguranti in modo schematico figure maschili e femminili; le culture dell’età del Ferro sono analoghe a quelle della Liguria e dell’Etruria settentrionale. L. fu centro di civiltà etrusca, poi ligure, quindi, dal 177 a.C., colonia romana. Circondata da un ampio territorio e provvista di buon porto, ebbe un notevole sviluppo economico, accresciuto poi dalla scoperta delle cave di marmo delle Alpi Apuane, che veniva imbarcato per Roma e l’Impero. La planimetria quadrangolare della città romana è tuttora riconoscibile; le mura, un teatro, le terme, il complesso forense, un anfiteatro extraurbano, ricche domus con affreschi, statue e ritratti degli imperatori e delle loro famiglie, oltre a numerosi sepolcri, attestano l’importanza della città. Nell’interno delle mura sorgevano due templi, decorati con terrecotte della metà circa del 2° sec. a.C.
Da L. prende nome la Lunigiana , regione naturale e storica appartenente in parte alla Toscana (prov. di Massa e Carrara), in parte alla Liguria (prov. della Spezia) e in parte minore all’Emilia (prov. di Parma). Corrisponde al bacino della Magra e dei suoi affluenti e, benché i suoi confini non siano precisi, basandosi solo sulla tradizione, può essere compresa entro una linea che, partendo dalla costa presso Moneglia e attraversando il Passo del Bracco, raggiunga quello di Cento Croci, segua quindi lo spartiacque appenninico fino al Passo del Cerreto e al Monte Belfiore e scenda nuovamente al mare, a S di Montignoso, tra Massa e Pietrasanta. Nel territorio sono estese le colture di viti, ulivi e cereali; ampiamente praticato l’allevamento. Industrie chimiche.
La Lunigiana ebbe una funzione cardinale nella secolare difesa del limes, finché le sue difese furono debellate da Rotari verso il 640. Durante la dominazione longobarda fu unita a Lucca; nel 10° sec. l’unità politico-amministrativa si costituì in un comitatus; con il conte Oberto I, nel 951 la L. si staccò dalla Toscana e si unì ai comitati di Genova e Tortona per costituire la marca della Liguria orientale. Venendo meno l’ufficio politico della marca e del comitato, gli Obertenghi dovettero cedere progressivamente al predominio del vescovo di Luni. Nel 1202 i Malaspina si accordarono con lui per una specie di condominio della Lunigiana. Premuto da Genovesi, Lucchesi e Pisani, il comitato vescovile tramontò con la pace di Castelnuovo (1306) stipulata fra il vescovo Antonio e i Malaspina. Da allora la storia della Lunigiana perse ogni carattere unitario. I Genovesi, superato il confine della Magra (15° sec.), difesero ripetutamente il loro dominio del Sarzanese contro Firenze. I Fiorentini avanzarono progressivamente nella Val di Magra inferiore e fondarono il capitanato del Terziere; nel 1650 acquistarono Pontremoli e il suo contado. Si mantenne autonomo il ducato di Massa e Carrara. In seguito al congresso di Vienna (1815), la regione rimase tripartita tra il Regno di Sardegna, il ducato di Modena e quello di Parma.
Carrara Comune (71,3 km2 con 65.443 ab. nel 2008) della Toscana, capoluogo economico della provincia di Massa-Carrara (➔ Massa). È situata a circa 6 km da Massa e dal Tirreno, su un poggio all’estremità occidentale di una conca ci
Malaspina, Spinetta, il Grande. - Figlio (Verrucola verso il 1282 - Fosdinovo 1352) di Gabriele M. signore della Verrucola, diede con i suoi congiunti l'ultimo colpo alla potenza del vescovo di Luni con la pace di Castelnuovo (1306), stipulata da Dan
Versilia Regione storico-geografica della Toscana nord-occidentale, divisa amministrativamente tra la prov. di Lucca e, in piccola parte, quella di Massa e Carrara. Il nome, che deriva dal torrente omonimo (formato dalla confluenza dei torrenti Serra
Garfagnana Regione storica e naturale della Toscana, nella prov. di Lucca, corrispondente al bacino superiore del fiume Serchio e perciò estesa sul versante meridionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e su quello interno delle Alpi Apuane. Delim