BALTICO, MARE

    Enciclopedia Italiana (1930)

di Hans W. Ahlmann

BALTICO, MARE (in ant. scandinavo Eystrasalt; in sved. Östersjön; in dan. Östersöen; in ted. Ostsee; in finn. Hämeri; in russo Baltiskoe more; in Plinio Sinus Codanus; nel lat. medievale Mare Balticum; A. T., 11-12). - Mare dell'Europa settentrionale, chiuso tra la massa continentale dell'Europa e le penisole Scandinava e dello Jutland, in comunicazione col Kattegat, con lo Skager Rak e con il Mare del Nord, e quindi con l'Oceano Atlantico, mediante tre bracci di mare, il Grande Belt, il Piccolo Belt e il Sund. Inoltre è collegato con il Mare del Nord mediante il Canale di Kiel tra il Golfo di Kiel e la foce dell'Elba. Con il nome di Mar Baltico si comprende il Baltico propriamente detto, il Golfo di Finlandia ad oriente e il Golfo di Botnia (v.) a settentrione. La lunghezza totale del Baltico, seguendo l'asse mediano, da 65°54′ (parte più settentrionale del Golfo di Botnia) a 53°54′ di latitudine nord (costa tedesca), raggiunge i 1750 km. In direzione O-E., il Baltico va da 9°25′ (costa danese) a 30°15′ di long. E. (foce delle Neva presso Leningrado). La superficie totale è di 420.000 kmq.: di questi 80.100 appartengono al Golfo di Botnia e 29.800 al Golfo di Finlandia. Il Baltico, che nel secolo XVII era per la maggior parte un mare svedese, dopo la fine della guerra mondiale bagna le coste degli stati che seguono: Svezia, Danimarca, Germania, Polonia, Danzica, Lituania, Lettonia, Estonia, Russia e Finlandia. Dal punto di vista geografico, il Baltico forma un mare marginale, ma la sua natura somiglia piuttosto a quella d'un lago.

Morfologia delle coste e isole. - La morfologia costiera del Baltico dipende dalla costituzione e dalla storia geologica delle regioni che lo circondano e del Baltico stesso. La paleogeografia ci addita le coste attuali come coste d'immersione. La costa tedesca, e in gran parte anche la costa lettone, è bassa e piatta, ed è costituita soprattutto di materiale sciolto, che vi fu accumulato durante l'epoca glaciale dal ghiacciaio scandinavo. A sud delle isole danesi s'apre verso ovest il Golfo di Kiel e un po' più a oriente il Golfo del Meclemburgo, che è separato dall'isola di Fehmarn mediante il Fehmarn Belt. Più ad E., presso la costa tedesca, s'incontra l'isola di Rügen, incisa da profonde insenature. Immediatamente a oriente di questa s'apre il piatto Golfo di Pomerania, la parte più meridionale del quale, l'estuario dell'Oder, è divisa dal Baltico dalle isole di Usedom e di Wollin ed è conosciuta sotto il nome di Oder Haff o di Haff di Stettino. Nell'angolo SE. del Baltico si trova il Frisches Haff, chiuso da un lido, in fondo al Golfo di Danzica, e a NE. di quello, il Kurisches Haff. Tra la Lettonia e l'Estonia si apre il grande Golfo di Riga, nel quale si trova l'isola Ruhnu e la cui imboccatura è chiusa in parte dalle isole Hiiumaa (Dagö) e saaremaa (Ösel).

Le coste dell'Estonia, costituite principalmunte da depositi silurici, nella loro parte occidentale sono piatte, mentre nella parte settentrionale, verso il Golfo di Finlandia, sono più alte e fronteggiano il mare con erte ripe.

Le regioni di rocce antichissime della Finlandia e della Svezia hanno coste per largo spazio fronteggiate da skjären: tali coste sono caratteristicamente frastagliate da seni, penisole, isole e lingue di terra, dinnanzi alle quali si trova uno sciame più o meno grande di isolette e di scogli. La zona degli skjären che si trovano lungo il Golfo di Finlandia, verso O. si ricollega alla vasta zona degli skjären delle isole Åland, la quale divide il Baltico propriamente detto dal Golfo di Botnia, ed è separata dalla Svezia dal Mare delle Åland. A SO. delle Åland comincia la vasta zona degli skjären di Stoccolma, costituita di circa 7000 isole, la quale poi si coutinua verso S. fino alla punta settentrionale di Öland. La parte continentale alle spalle di questi skjären presenta parecchi seni profondi, come Bråviken, limitato a N. da un rigetto, e a S. di esso Slätbaken, nella parte più interna del quale comincia il canale di Göta, che attraverso la Svezia meridionale raggiunge Göteborg.

La lunga e stretta isola di Öland è divisa dal continente dal Kalmar-Sund; a S. di essa la costa piega repentinamente verso O., e anche qui è orlata d'una cintura di skjären. Tra questo gruppo di skjären e la bassa costa della Scania si apre l'ampia Baia di Hanö. La costa della Scania, come abbiamo già detto, è bassa come quella delle isole danesi e non ha dinnanzi a sé gli skjären, poiché non è costituita di rocce antichissime. Nel mezzo del Baltico si trovano le isole di Bornholm e di Gottland (v.), con l'isola Fårö.

Profondità. - La profondità media del Baltico è di circa 70 m.; la massima profondità, 469 m., si trova a circa 100 km. a NNE. di Gottland. In generale la profondità non sorpassa i 200 m., e costituisce un'eccezione, nel Baltico propriamente detto, una zona ad oriente di Gottland, con 249 m. Gottland è situata su un grosso banco, che continua verso S., e divide il Baltico propriamente detto in due bacini. Dinnanzi alle coste tedesche la profondità è generalmente minore e, da Bornholm, banchi sottomarini proseguono verso sud-ovest.

Salinità e circolazione delle acque. - Poiché i corsi d'acqua che sboccano nel Baltico provengono da una regione che per estensione supera più volte l'area del Baltico stesso, e poiché d'altro lato l'evaporazione è piccola, la salinità di questo mare risulta assai bassa. Presso le isole danesi essa raggiunge il 16‰, ma diminuisce rapidamente verso il Baltico interno, così che già presso Bornholm è dell'8‰ solamente, e, presso Gottland, del 7,5‰; nella parte settentrionale del Golfo di Botnia poi si abbassa fino al 2‰. La temperatura dell'acqua superficiale è soggetta a grandi variazioni secondo le stagioni, da circa 15° nell'estate a 0°, o quasi, nell'inverno.

Il ricambio delle acque per mezzo di correnti nel Sund e nei Belt è causato, oltre che dai venti, anche dalla differenza di peso tra l'acqua del Mare del Nord, che ha salsedine maggiore, e l'acqua del Baltico, meno salata e perciò più leggiera. La prima entra come una corrente profonda, mentre la seconda, col nome di corrente del Baltico, scorre verso l'Atlantico attraverso il Kattegat e lo Skager Rak, come una corrente superficiale. La velocità media di questa corrente presso Gedser e nel Grande Belt è di soli 0,15 nodi all'ora, ma può salire anche a 2 nodi all'ora. A causa dello sciogliersi delle nevi e dei ghiacci la corrente di solito è più forte in primavera. Nel Golfo di Finlandia durante questa stagione la corrente uscente si avverte su tutta la superficie, e nello stesso tempo quella entrante scorre in profondità. In autunno la corrente che entra nel golfo scorre lungo la costa estone, quella che ne esce scorre invece lungo la costa finlandese. La velocità di tali correnti è di solito molto debole. Come conseguenza di questa circolazione, si ha nel Baltico una caratteristica stratificazione termica delle acque: nella parte orientale del Baltico propriamente detto la temperatura si abbassa rapidamente dalla superficie fino a 50-60 m. di profondità, dove si riscontrano soltanto 1°-2°. Da questa profondità in poi la temperatura torna a innalzarsi, cosicché presso il fondo si hanno di solito 3°-4°. A oriente di Gottland venne misurata alla superficie una temperatura di 12°,4 e una salinità del 7,3‰, a 70 m. di profondità 1°,5 di temperatura e l'8,7‰ di salinità, e a 200 m. rispettivamente 4°,2 e il 12,3‰.

Ghiacci. - È dubbio se in tempi storici si sia mai verificata una completa congelazione della superficie del Baltico, come ci raccontano vecchie relazioni. Tuttavia lungo le coste e nelle zone degli skjären nel Golfo di Botnia e nel Golfo di Finlandia, come pure nella parte sud-occidentale del Baltico proprio, ogni inverno il mare è superficialmente ghiacciato, e anzi la parte settentrionale del Golfo di Botnia e quella più interna del Golfo di Finlandia lo sono spesso completamente. Il porto di Königsberg è di regola bloccato dai ghiacci dalla fine di dicembre a quella di marzo, quello di Riga dalla fine di novembre ai primi di aprile; quello di Kronstadt dalla fine di novembre ai primi di maggio; il porto di Liepāja (Libava) invece è accessibile, di regola, senza frangighiacci, durante l'intero inverno. Il Mare delle Åland si copre di ghiaccio così spesso, che può essere passato talvolta con dei veicoli. Di rado, invece, è ghiacciato il mare tra Gottland e la costa svedese; ciò si verificò nel 1838, nel quale anno il mare fu ghiacciato anche tra Bornholm, la Scania e la Germania.

La navigazione nel Baltico è attiva, sia quella locale, sia quella con paesi extrabaltici. Fra Trälleborg nella Svezia e Sassnitz in Germania e tra Gedser in Danimarca e Warnemünde in Germania fanno servizio dei grossi ferry-boats, sui quali possono essere caricati intieri treni.

Costituzione e vicende geologiche. - Le coste della Svezia (ad eccezione della Scania) e della Finlandia sono costituite da rocce antichissime, mentre quelle della Scania, della Danimarca e dell'Estonia sono formate da depositi più recenti. La costa tedesca, come pure gran parte di quella lituana e lettone, è costituita soprattutto da sedimentazioni sciolte del Quaternario. Nel fondo del Baltico sembra che predominino rocce sedimentarie siluriche, in particolar modo calcari: le isole Öland e Gottland sono parti di queste sporgenti dal mare.

La questione dell'origine del bacino baltico non è ancora completamente risolta. In conclusione il Baltico propriamente detto, come pure il Golfo di Botnia e quello di Finlandia, formano delle conche piatte, generate in seguito a una flessura della superficie terrestre, flessura che in più punti fu rotta da faglie, come, per esempio, nell'isola di Bornholm e intorno a essa, nella parte meridionale del Golfo di Finlandia e in alcune parti della costa svedese. La maggiore profondità del Baltico, 469 m., sembra che sia collegata con una fossa di sprofondamento. La conclusione che la crosta terrestre nel Baltico proprio e nel Golfo di Finlandia si sia sprofondata a causa di flessure e di faglie è confermata in parte dalle profondità, in cui vengono a contatto le sedimentazioni cambrico-siluriche con le sottoposte formazioni antichissime, le quali dovrebbero essere le medesime di quelle che nella Svezia meridionale e nella Finlandia formano l'ossatura di queste regioni.

A sud di Gottland questa superficie di rocce antichissime si trova a 387 m., sulla costa meridionale del Golfo di Finlandia a circa 200 m. e presso Leningrado a 180-190 m. sotto il livello del mare. È probabile, ma non certo, che queste flessure con conseguenti sprofondamenti siano avvenute durante il Terziario antico. Durante l'epoca glaciale avvennero grandi variazioni di livello, ed è incerto se e fino a qual punto il Baltico attuale e le terre circostanti abbiano ripreso la stessa situazione che avevano prima dell'epoca glaciale. Le coste del Baltico costituiscono ora delle tipiche coste d'immersione: nella parte meridionale si hanno valli fluviali sommerse e i grandi lidi, detti in tedesco Nehrungen, che chiudono il Frisches Haff e il Kurisches Haff, sono tipici delle coste di sommersione. Lo stesso avviene per le zone a skjären, le quali rappresentano aree basse sommerse, di cui solo le parti più alte sono rimaste affioranti in forma di isolette e scogli. A causa delle oscillazioni di livello, sia positive sia negative, che si alternarono, le vicende geografiche del Baltico durante la fase più antica dell'ultima glaciazione, quando il ghiacciaio era in regresso, sono molto complicate.

Secondo le ricerche geocronologiche di G. de Geer, compiute mediante i metodi più esatti di cui oggi si dispone, l'ultima glaciazione avrebbe iniziato il regresso dalla Scania, dalla Danimarca e dal Baltico meridionale circa 14.000 anni fa. Le comunicazioni del Baltico nella parte sud-occidentale, il Sund e i Belt, erano allora al disopra del livello marino, e tra queste terre e il margine del ghiaccio vi era un lago serrato dai ghiacci, il cosiddetto primo lago gaciale baltico. Dopo un'interruzione relativamente breve si formò, a causa del continuo regresso della ghiaccia, il cosiddetto secondo lago glaciale baltico. Questo durò fino a quando il margine della ghiaccia, nel successivo processo di fusione, abbandonò il M. Billingen nella Svezia centrale (v. svezia) e l'enorme lago, che copriva una superficie quasi uguale a quella dell'attuale Baltico propriamente detto con il Golfo di Finlandia, si svuotò in modo catastrofico raggiungendo lo stesso livello della superficie marina. Ciò avvenne, secondo la cronologia del De Geer, circa 9900 anni fa. Il Baltico si trasformò in tal modo nel mare a Yoldia, nome che gli è venuto dall'essersi trovato, nei sedimenti di questo periodo, il mollusco Yoldia arctica. Dopo il progressivo fondersi della ghiaccia, il Baltico era allora in comunicazione con il mare aperto attraverso il territorio oggi occupato dai grandi laghi Mälar, Vätter e Väner. Le linee di costa formate da questo mare vennero innalzate dal successivo sollevamento della regione, cosicché ora esse si trovano a 50 m. s. m. nella media Scania, e a 130 m. nei dintorni di Stoccolma.

Col proseguire del sollevamento della regione, il Baltico, circa 9000 anni fa, tornò ad essere un lago, il lago ad Ancylus, così chiamato da un mollusco, l'Ancylus fluviatilis, che si è trovato nei sedimenti di quell'epoca. Il clima, che prima era artico e poi subartico, durante il periodo ad Ancylus divenne più caldo e più secco (clima boreale). Mentre proseguiva il sollevamento nel medio Baltico e nel Baltico settentrionale in seguito alla progressiva fusione della ghiaccia, la regione danese si era venuta sommergendo in modo che gli stretti divennero più larghi di quello che sono presentemente (presso Copenaghen la linea di costa dovuta a questa sommersione si trova ora a m. 3,50 s. m.). Il Baltico si trasformò allora nel mare a Littorina, così detto da un mollusco chiamato Littorina littoria, che allora viveva nel Baltico, poiché le sue acque erano più salate di ora. Il periodo del mare a Littorina cade tra i 5000 e i 2000 anni a. C. Il clima era allora più caldo dell'attuale, ma più umido di quello boreale (clima atlantico). Questo periodo coincide con l'età della pietra per i paesi settentrionali. Il sollevamento della regione continuò anche in seguito, quando la ghiaccia era già interamente fusa e i ghiacciai si erano ristretti alle zone montuose della Scandinavia su aree forse ancor più limitate di quelle che occupano attualmente. Quando si formavano le linee di costa, che ora nella regione intorno a Stoccolma si trovano a 24-25 m. s. m., cominciava l'età del bronzo (circa 1800 anni a. C.). Il clima era tuttora più mite dell'attuale. Con il trapasso all'età del ferro s'inizia peraltro un inasprimento del clima, che diviene gradualmente più freddo e più umido dell'attuale e tale rimane fino al principio dell'età moderna.

I cambiamenti di livello sopraccennati sono sicuramente da ritenersi come movimenti di reazione elastica contro la pressione che la ghiaccia aveva con il suo peso esercitato sulla crosta terrestre. Il più alto livello, cui furono sollevate le antiche linee di costa, si trova a 284 m. sul livello del mare attuale a settentrione della città di Härnösand, sulla costa occidentale del Golfo di Botnia. Poiché questa linea di costa si formò soltanto quando la ghiaccia, in un'epoca relativamente tardiva, ebbe lasciato libera la regione e quando il processo di sollevamento era certamente già da tempo in corso, ne consegue che l'entità dello schiacciamento determinato dalla pressione dei ghiacci e quella del conseguente sollevamento dovette essere notevolmente maggiore di quella indicata dal su riferito valore di 284 m. Il sollevamento della Scandinavia ha proseguito fino in età storica e, soprattutto intorno al Golfo di Botnia, non è ancora cessato.

Bibl.: Sull'idrografia del Baltico vedi: Publications of the International Council for the Study of the Sea, Copenaghen, dal 1902. La bibliografia sull'evoluzione quaternaria del Baltico è abbondante e nella massima parte pubblicata in lingua svedese. Una breve sintesi con notevole bibliografia è stata pubblicata da H. Larson nel Reallexikon der Vorgeschichte all'articolo Niveauveränderungen; v. inoltre R. Witting, Le soulèvement récent de la Fennoscandie, in Geografiska Annaler, IV, Stoccolma 1922.

Approfondimenti

BALTICO, Mare > Enciclopedia Italiana - II Appendice (1948)

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