Cerezo ‹tℎerétℎo›, Mateo

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Cerezoteréto›, Mateo. - Pittore (Burgos 1635 - Madrid 1685). Studiò con J. Carreño de Miranda. Elaborò immagini sacre nello spirito devozionale della controriforma, con una eleganza formale e un gusto cromatico caldo e luminoso, arricchito da una profonda conoscenza della pittura veneziana. Oltre a numerose versioni della Maddalena e dell'Immacolata, notevoli sono lo Sposalizio mistico di s. Caterina (1660) e il S. Agostino (1663), conservati al Prado. Fu anche apprezzato autore di nature morte.

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Carreño de Miranda, Juan. - Pittore (Avilés, Asturie, 1614 - Madrid 1685), allievo di P. de las Cuevas e di B. Román. Lavorò con Velázquez a decorare il Palazzo Reale; sua è la decorazione della volta della chiesa di S. Antonio dei Portoghesi a Madri

González y Serrano, Bartolomé

González y Serrano, Bartolomé. - Pittore spagnolo (Valladolid 1564 - Madrid 1627). Studiò sotto Patricio Caxés a Madrid. Nel 1608 entrò al servizio della corte. Sotto Filippo III dipinse nel palazzo di Burgos, nel Pardo, nell'Escorial. Nel 1617 succe

Pereyra ‹përḁ´irḁ›, Manuel

Pereyra ‹përḁ´irḁ›, Manuel. - Scultore (Porto 1588 - Madrid 1683), può essere considerato il tramite tra la grande tradizione scultoria di Valladolid, dove probabilmente studiò, e quella della capitale spagnola, dove si stabilì nel 1638. Sensibile al

Vicente ‹bitℎénte›, Bartolomé

Vicente ‹bitℎénte›, Bartolomé. - Pittore (Saragozza 1640 circa - ivi 1708), allievo di J. Carreño de Miranda, si formò anche copiando opere di maestri italiani nell'Escorial. Opere all'Escorial; a Huesca, S. Lorenzo; a Saragozza, S. Carlo.

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