Maurizio

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Maurizio (ingl. Mauritius) Stato insulare dell’Oceano Indiano. Situato a E del Madagascar, nell’arcipelago delle Mascarene, comprende, oltre all’isola omonima, le isole Rodrigues e Agalega e il gruppo dei Cargados Carajos.

M. rivendica l’isola di Tromelin e le Chagos.

1. Caratteristiche fisiche

L’isola è caratterizzata da numerosi apparati vulcanici da tempo inattivi e in gran parte distrutti dall’erosione superficiale; è caratterizzata da alcuni rilievi (pitons) che, con un’altitudine prossima agli 800 m, cingono un vasto altopiano interno. Le coste sono generalmente alte e orlate da scogliere coralline; si aprono alcune vaste baie, tra cui a NO quella dove sorge la capitale. Situata nella fascia intertropicale, l’isola ha un clima tropicale umido, con temperature pressoché costanti ed elevate (26-27 °C), soprattutto nella zona costiera. Le piogge prevalgono nella stagione estiva (da ottobre ad aprile). Numerosi e brevi i corsi d’acqua, la cui portata varia in relazione alla frequenza e all’intensità delle piogge. Estesi i boschi di eucalipti e di conifere, nonché diverse palme come l’albero del viaggiatore, frutto di un’intensa opera di rimboschimento (il bosco copre circa il 30% del territorio); scomparse, ormai, alcune specie di animali, come gli uccelli senza ali.

2. Popolazione

Disabitata all’arrivo dei primi Europei (Portoghesi), l’isola fu in seguito colonizzata da Olandesi, Francesi e Inglesi. L’attuale composizione etnica della popolazione risente delle vicende storiche: prevale l’elemento d’origine indiana (67%), introdotto dagli Inglesi per il lavoro nelle piantagioni, seguito dai creoli (27,4%) e dai Cinesi (3%); numerosi, inoltre, sono i meticci, derivati da incroci tra i gruppi precedenti e gli Africani (schiavi durante la dominazione francese). La popolazione rapidamente cresciuta nei secoli, soprattutto per via dell’immigrazione, ha continuato ad aumentare, anche se con ritmo meno sostenuto; il tasso di mortalità (7‰) è fra i più bassi del continente.

Prevale la religione induista (50,9%), seguita dai cristiani (cattolici e protestanti, circa il 27,1%) e dai musulmani (16,1%).

3. Condizioni economiche

L’agricoltura si basa soprattutto sulla coltivazione della canna da zucchero (con una produzione che oscilla tra le 500.000 e le 600.000 t annue). Nel programma di diversificazione del quadro produttivo agricolo sono state intensificate le colture di tè, vaniglia, tabacco, sansevieria (dalla quale si ricava una fibra tessile) e caffè. In espansione anche le colture alimentari (mais, patate, batate, manioca, pomodori, arachidi, banane), che non sono però sufficienti a coprire il crescente fabbisogno locale. Il sottosuolo è privo di risorse; per la produzione di energia elettrica si sfruttano il potenziale idroelettrico e i combustibili ricavati come sottoprodotti dello zucchero. Attivi i settori industriali dell’abbigliamento, calzaturiero, alimentare (zucchero, melassa, rum, birra), della meccanica di precisione (orologi) e dell’elettronica. Una quota consistente dei manufatti industriali per l’esportazione è prodotta nelle zone franche (export processing zones), dove le imprese, molte a capitale straniero, usufruiscono di agevolazioni fiscali e doganali. Il turismo (788.276 visitatori nel 2006) è in costante aumento dalla metà degli anni 1980.

storia

L’isola fu scoperta dai Portoghesi nel 1505; nel 17° sec. tentarono di colonizzarla gli Olandesi, cui si deve il nome M. (da Maurizio di Nassau). Seguì il dominio francese – con il trapianto di coloni nell’isola ribattezzata Île de France dalla vicina Réunion –, dal 1715 alle guerre napoleoniche, che videro la conquista dell’isola da parte della Gran Bretagna (1810).

Gli Inglesi favorirono l’importazione di immigrati dall’Africa e soprattutto dall’India. Da qui la struttura composita della popolazione. La concessione nel 1947 del diritto di voto candidò automaticamente gli Indiani a diventare il gruppo dirigente in una prospettiva indipendentista in concorrenza con franco-mauriziani e creoli, più disponibili, anche per ragioni di autodifesa, a conservare un rapporto con la Gran Bretagna. Le elezioni del 1967 diedero la maggioranza all’Independence Party di S. Ramgoolam e il 12 marzo 1968 M. divenne Stato indipendente nell’ambito del Commonwealth.

La vita politica dopo l’indipendenza è stata contrassegnata da una forte frammentazione politica, frutto di differenze etniche, religiose e linguistiche, nonché di vecchie e nuove reti clientelari, cui si è aggiunto, sul finire degli anni 1990, il nuovo fenomeno della povertà che, nonostante i successi conseguiti dall’economia generale del paese, ha cominciato a coinvolgere importanti fasce sociali. Tra i partiti, si distinguevano quello laburista guidato da S. Ramgoolam (Mauritius labour party, MLP), quello dei franco-mauriziani e dei creoli (Mouvement militant mauricien, MMM), fondato da P. Bérenger, su posizioni di sinistra moderate, e quello indiano, il Mouvement socialiste mauricien (MSM), fondato da A. Jugnauth e schierato a favore dell’uscita dal Commonwealth. L’alleanza governativa tra MMM e MSM, frutto dell’accordo sulla riforma istituzionale che aveva portato alla proclamazione della Repubblica nel marzo 1992 (nell’ambito del Commonwealth), fu presto incrinata da dissidi interni e da episodi di corruzione finanziaria che videro coinvolto il primo ministro Jugnauth. Né i numerosi rimpasti governativi, né l’allargamento della coalizione poterono evitare la crisi. Le elezioni anticipate del 1995 videro una schiacciante vittoria del cartello MLP-MMM. Il nuovo gabinetto presieduto da Ramgoolam si trovò tuttavia ben presto diviso e nel 1997 Ramgoolam formò un governo di coalizione con il Parti mauricien social-démocrate, che si trovò ad affrontare nel 1999 l’esplodere di gravi tensioni tra hindu e creoli, poi tra altre comunità etniche e religiose. Il calo dei consensi attorno al governo e l’alleanza, all’opposizione, del MMM con il MSM, portarono alla sconfitta elettorale della coalizione governativa. Nel 2003 Bérenger divenne il primo capo del governo non hindu e lanciò una serie di riforme tra cui il miglioramento dell’istruzione. Le elezioni del 2005 e quelle del 2010 hanno visto prevalere nuovamente Ramgoolam, che si è impegnato nella battaglia contro la disoccupazione e l’inflazione, mentre alle elezioni per il rinnovo dell’Assemblea nazionale tenutesi nel dicembre 2014 lo schieramento costituito dal MLP e dal MMM, che hanno stretto un patto elettorale con l’obiettivo di promuovere una riforma costituzionale che attribuisse al presidente maggiori poteri, è stato battuto dalla formazione di opposizione Alleanza del popolo (LEPEP) composta dal MSM e dal Partito socialdemocratico (PMD) e guidata dall'ex premier A. Jugnauth, che è subentrato a Ramgoolam nella carica di primo ministro, ricoperta fino alle dimissioni in favore del figlio Pravind Jugnauth rassegnate nel gennaio 2017.

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