Mesia (lat. Moesia) Provincia romana del basso Danubio, che abbracciò nella sua massima estensione il territorio compreso tra le pendici dell’Emo (Balcani) a S, il Ponto a E, il Danubio a N, la Dalmazia e la Pannonia a O. Era così denominata dai Mesi , popolo di stirpe tracica che abitava una sezione di quel territorio in cui erano stanziati anche i Triballi, i Bastani, tribù di Daci, Sarmati e Sciti.
La regione fu sottomessa a Roma nel 29 a.C., sotto Ottaviano, da Marco Licinio Crasso, governatore della Macedonia: fu costituito allora un distretto militare del basso Danubio, dipendente amministrativamente dall’Illirico e comandato da un legato imperiale di rango consolare. L’organizzazione a provincia risale al 15 d.C., quando Tiberio riunì nelle mani del legato della M. anche il governo della Macedonia e dell’Acaia, poi distaccate nel 44 da Claudio. Tuttavia al legato della M. spettò ancora il comando militare di tutto l’esercito (tre, poi quattro legioni) stanziato a sud del Danubio. Le gravi incursioni dei Rossolani e dei Daci (68-69), dei Sarmati (69-70), ancora dei Daci nell’85-86, convinsero a portare il confine su una linea più arretrata; nell’86 Domiziano divise la M. in due parti, Superior (a occidente) e Inferior (a oriente). La M. servì di base a Traiano per la conquista della Dacia, e le sue legioni parteciparono attivamente alle lotte per il trono: alla morte di Pertinace parteggiarono per Settimio Severo; in seguito, acclamarono imperatori Gallo, Emiliano e Decio. La M. tornò a essere regione di confine quando, sotto la pressione dei Goti, la Dacia fu abbandonata (seconda metà del 3° sec.): Aureliano nel 275 formò una nuova provincia della Dacia (detta Ripensis) con i territori delle due Mesie costeggianti il Danubio. Diocleziano operò un nuovo smembramento: la M. Superiore fu divisa in Moesia superior Margensis (o Moesia I) e in Dardania; la M. Inferiore in Moesia inferior (o Moesia II) e in Scythia. Nel 4° sec. le invasioni barbariche resero tormentosa la vita della provincia, nonostante i successi di Galerio, Costantino, Valentiniano e Valente; dopo la regione cadde in preda dei Goti, degli Alani e degli Unni.
La M. fu una provincia di carattere prevalentemente militare. Piccoli centri urbani si formarono intorno agli accampamenti (Viminacium [odierna Kostolac], Singidunum [odierna Belgrado] ecc.). Fuori di questi e di alcune fondazioni imperiali (Scupi [odierna Skopje], Tropaeum Traiani [odierna Adam-Clissi], la struttura della regione rimase essenzialmente agricola. Le città greche del Ponto Eusino conservarono la loro costituzione e formarono un koinòn, con centro prima a Tomi (odierna Costanza), poi a Odesso (odierna Varna).
Furono originari della M. gli imperatori Costantino di Naisso, Giustiniano di Tauresio e forse Claudio II e Aureliano.
Crimea (ucraino e russo Krym) Penisola dell’Ucraina. Costituisce la Crimea Repubblica autonoma di C. (26.100 km2 con 1.971.072 ab. nel 2008), con capoluogo Simferopol′. ● Di forma quadrilatera, la C. è saldata al continente me
Tèttio Giuliano, Lucio (lat. Lucius Tettius Iulianus). - Generale romano (1º sec. d.C.), al comando di una legione in Mesia nel 69, respinse un attacco dei Rossolani. Partigiano di Vitellio, passò in seguito a Vespasiano; nell'88-89 d. C. partecipò a
Giustiniano I (lat. Flavius Petrus Sabbatius Iustinianus) imperatore d'Oriente. - Nipote (Tauresium, presso Skoplje, 482 - Costantinopoli 565) dell'imperatore Giustino I; di famiglia illirica romanizzata, il 1° apr. 527 fu adottato e associato al
Isperich Khān dei Bulgari (seconda metà 7° sec.). Forse sotto la pressione dei Cazari, con i Bulgari allora stanziati presso il Mar d’Azov, si trasferì (660-68) nella Mesia e nella Piccola Scozia. Fondò così la patria dei Bulgari, tra il