Motore a scoppio

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motóre a scòppio Motore alternativo a combustione interna ad accensione comandata, in particolare quello usato per la locomozione.

funzionamento

Il lavoro utile di un m. a s. è ottenuto utilizzando la spinta esercitata dai prodotti della combustione (benzina, gasolio, metano, gpl) su uno stantuffo (o pistone) che si muove di moto alternativo e a perfetta tenuta in un cilindro e che trasmette il movimento a un albero motore (albero a gomiti). La distanza fra le due posizioni estreme dello stantuffo si dice corsa. Il volume generato dallo stantuffo nella sua corsa si chiama cilindrata. Il diametro interno del cilindro è chiamato anche alesaggio. L'intero ciclo di funzionamento può essere realizzato in uno o due giri dell'albero motore, cioè in due o quattro corse dello stantuffo (m. a s. a 2 e a 4 tempi).

cenni storici

L'idea del motore a combustione interna risale addirittura al 17° sec., quando si pensò di impiegare la polvere nera come sostanza capace, deflagrando, di produrre una depressione in una camera chiusa così da ricavare un'aspirazione di acqua nella camera stessa. L'impossibilità di utilizzare il lavoro di esplosione per ottenere un lavoro regolare e continuo non permise di giungere ad applicazioni pratiche. Nel 1856 gli italiani E. Barsanti (1821-1864) e F. Matteucci (1808-1887) costruirono il primo vero motore a combustione interna a cilindro unico ad asse verticale che trasmetteva il movimento all'albero motore per mezzo di un'asta dentata. Nel 1860 il francese J.-J.-É. Lenoir costruì un motore simile al precedente, in cui la miscela aria-gas illuminante, aspirata per una parte della corsa, era accesa per mezzo di una scintilla ad alta temperatura e lo scarico dei gas combusti avveniva nella corsa di ritorno del pistone. Nel 1876 N.A. Otto (1832-1891), tedesco, costruì il primo motore ad accensione comandata a quattro tempi; nel 1875 F. Forest e nel 1879 D. Clerk (1854-1932) studiarono e costruirono modelli di motori funzionanti secondo il ciclo a due tempi. Nel 1892 il tedesco R. Diesel (1858-1913) brevettò il motore (→ diesel) che porta il suo nome.

sviluppi recenti

Le esigenze di ridurre l'emissione di sostanze inquinanti e i consumi hanno portato all'emanazione di normative da parte dell'Unione Europea, per cui, per es., ciascun tipo di motore è stato dotato di un'apposita marmitta, detta catalitica, in grado di ridurre gli incombusti nei motori ad accensione comandata e abbattere la fuliggine nei motori diesel. Al fine di diminuire i consumi, notevoli benefici sono stati ottenuti grazie ai dispositivi elettronici per l'accensione e l'iniezione: con riferimento all'accensione, un miglioramento del processo di combustione è stato ottenuto con l'adozione della doppia scintilla, mentre nei diesel si è affermato il ricorso all'iniezione diretta con sistemi che consentono di far raggiungere al combustibile pressioni molto elevate.

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