NUMISMATICA

    Enciclopedia Italiana - V Appendice (1993)

di Franco Panvini Rosati

NUMISMATICA

(XXV, p. 41)

Numismatica antica− Gli studi di n. antica hanno avuto dopo l'ultima guerra un grande sviluppo in tutti i paesi europei e negli Stati Uniti. Citeremo in questa sede solo gli autori e le opere più importanti e significative al fine d'individuare quegli indirizzi di ricerca e quei settori degli studi numismatici che sono stati più indagati, tenendo presente però che le basi degli studi odierni sono state poste già nel secolo scorso con lavori ancora oggi consultabili con profitto (C. Cavedoni, Fr. Hultsch, E. Babelon, ecc.). Secondo un moderno criterio di ricerca le opere e gli autori più importanti sono qui esaminati per categorie di studio. Moderne bibliografie numismatiche si trovano nelle opere di Ph. Grierson (Bibliographie numismatique, Bruxelles 19792) e di E. Clain-Stefanelli (Numismatic bibliography, Monaco 1985), e nella Survey dei vari congressi internazionali di n. (Parigi 1953, Roma 1961, Copenaghen 1964, New York 1973, Berna 1979, Londra 1985, Bruxelles 1991), in cui è indicata, divisa per settori, la bibliografia numismatica pubblicata tra un congresso e l'altro. Per la bibliografia va citata anche la rivista Numismatic Literature, edita dall'American numismatic society e dedicata esclusivamente alla n. di ogni epoca, dai mezzi di scambio premonetali alla monetazione moderna e alle medaglie.

Numerose riviste hanno visto la luce in questi ultimi decenni. In Italia abbiamo gli Annali dell'Istituto Italiano di Numismatica e il Bollettino di Numismatica del ministero per i Beni Culturali che in particolare dà notizia dei ritrovamenti di monete e delle collezioni numismatiche dei musei italiani. A opera di un gruppo di numismatici e archeologi italiani e svizzeri è nata in Svizzera, a Lugano, Numismatica e Antichità Classica. Quaderni Ticinesi, una delle riviste più qualificate del settore, che contiene anche articoli di antichità e di archeologia. Sempre in Svizzera la Société suisse de numismatique pubblica, accanto alla Revue Suisse de Numismatique, la Gazette Suisse de Numismatique. In Germania esce dagli anni successivi alla guerra lo Jahrbuch für Numismatik und Geldgeschichte, che è divenuto la più importante rivista di n. in lingua tedesca. In Austria da pochi anni si pubblicano le Litterae Vindobonenses e in Belgio il Bulletin du Cercle d'Etudes Numismatiques. Negli Stati Uniti l'American numismatic society cura i Museum Notes, che recentemente hanno mutato il nome in American Journal of Numismatics, riprendendo quello di una vecchia rivista americana. Tutte queste riviste comprendono anche saggi di n. medievale e moderna.

Tra i cataloghi al primo posto si pone la Sylloge Nummorum Graecorum, strumento di lavoro indispensabile per lo studio delle monete greche: promossa dall'Accademia Britannica allo scopo di pubblicare le raccolte minori inglesi (uscirono fra gli altri i volumi dedicati alla Lloyd Collection, ora al British Museum, e alla Lockett Collection, dispersa in una vendita all'asta), si estese poi ad altre collezioni inglesi e non; sono così apparse le sillogi delle collezioni numismatiche del Fitzwilliam Museum di Cambridge (1940-71), dell'Ashmnolean Museum di Oxford (1969-81), del Museo nazionale di Copenaghen (1942-79), dell'università di Tubinga (1981), della Staatliche Münzsammlung di Monaco (1968-92), della collezione Dreer di Klagenfurt (1967-84), della collezione von Aulock (1957-68), della collezione Rena H. Euelpidis di Atene (1970-75), della collezione Delepierre del Cabinet des Médailles di Parigi (1984), della collezione dell'American numismatic society (1969-87). Recentemente hanno avuto inizio la silloge del Museo nazionale di Budapest (1992-93) e la prima silloge italiana con le collezioni del Medagliere di Milano (1988-89). Con queste ultime è iniziata anche la prima Sylloge Nummorum Romanorum, dedicata alle monete romane imperiali, di cui sono stati pubblicati finora tre fascicoli, che descrivono le monete da Augusto a Nerone (1990).

Per quanto riguarda le monete romane sono stati pubblicati alcuni importanti cataloghi: oltre a quello delle monete romane del British Museum, giunto al 6° volume con la monetazione di Alessandro Severo (1962), ricordiamo il catalogo della collezione Hunterian di Glasgow di A.S. Robertson (1962-82), quello delle monete romane repubblicane (1960) e delle monete di Traiano del Medagliere di Milano, di G.G. Belloni, quello delle monete romane della Bibliothèque Nationale di Parigi, di J.-B. Giard, di cui sono usciti due volumi che riguardano le monete da Augusto a Nerone (1976-88).

Fin dagli inizi della scienza numismatica tra le opere più ricercate sono stati i manuali, utili sia per chi inizia la raccolta o lo studio delle monete, sia per gli studiosi. Anche negli ultimi decenni si sono avuti ottimi manuali, sia di carattere generale, sia dedicati alle monete greche o a quelle romane. Tra i primi si ricordano le opere di L. Breglia (1967), di M.R. Alföldi (1978) e di R. Göbl (1978), tra i secondi quelli di C.M. Kraay, per le monete greche (1976).

Negli ultimi decenni particolare attenzione è stata rivolta ai ritrovamenti monetari, il cui studio fu iniziato nella prima metà del secolo scorso da C. Cavedoni con l'esame comparativo di vari ripostigli di denari romani repubblicani. In Francia i Trésors monétaires, pubblicati dalla Bibliothèque Nationale, sono arrivati al 13° volume, ed è stata curata la ristampa aggiornata del vecchio libro di A. Blanchet, Corpus des Trésors monétaires antiques de France (1981-93). In Germania spiccano i Fundmünzen der römischen Zeit in Deutschland (1959-89), diretti da M.R. Alföldi, opera grandiosa che costituisce il più vasto repertorio di ritrovamenti monetari nell'ambito di uno stato, nei cui supplementi sono pubblicati atti di colloqui sui ritrovamenti o notizie sui ripostigli più consistenti. Sull'esempio di quelli tedeschi sono in Slovenia i Fundmünzen (1988), a cura di P. Kos, e in Austria quelli diretti da R. Göbl (dal 1976). Sotto la stessa direzione sempre in Austria esce il Thesaurus Nummorum Romanorum et Byzantinorum, che pubblica grossi ritrovamenti o collezioni di monete. In Inghilterra i Coin hoards sono purtroppo fermi al 7° volume e i principali ritrovamenti sono pubblicati in fascicoli. In Italia, oltre al Bollettino di Numismatica già citato, vanno segnalate le Schede anagrafiche dei ripostigli di monete in Italia, pubblicate dal Museo Civico archeologico di Milano sotto la direzione di E.A. Arslan. Anche le principali riviste italiane e straniere pubblicano ripostigli e danno notizie di ritrovamenti monetari. Devono essere ricordati poi i repertori di ripostigli: quelli di monete greche a cura di M. Thompson, O. Mørkholm e C.M. Kraay (1973), quelli di monete repubblicane a cura di M. Crawford (1969), dei tesori di monete galliche e romane trovati in Belgio, a cura di M. Thirion (1967).

A quest'ambito di studi appartiene anche la pubblicazione delle monete rinvenute in grandi scavi archeologici: da T.V. Buttrey sono state pubblicate le monete rinvenute a Cosa (1980), da I. Pereira, J.P. Bost e J. Hiernard le monete dagli scavi di Conimbriga (1974), da T.V. Buttrey, K.T. Erim, T.D. Groves, R. Ross Holloway le monete da Morgantina (1989).

Un altro tema che ha incontrato in questi ultimi decenni l'interesse non solo dei numismatici, ma anche di storici e archeologi è quello dei cosiddetti mezzi di scambio premonetali e dei sistemi ponderali, tema che si può considerare in modo unitario tanto i due argomenti sono legati tra loro. Questo genere di studi, che si può far risalire ai lavori del secolo scorso di Fr. Hultsch e di E. Babelon, viene oggi affrontato avendo a disposizione una più ricca documentazione archeologica e una più approfondita conoscenza delle fonti antiche non solo greche ma anche orientali. In questo campo si è distinta la scuola italiana con i numerosi studi di L. Breglia e di N. Parise. Il problema dell'origine della moneta è ancora dibattuto tra gli studiosi, che forse talora non considerano adeguatamente l'aspetto monetario della questione. Molti studi sono stati riservati alle prime serie greche di elettro e di argento: ricordiamo quelli di L. Breglia, di F. Bodenstedt, R.T. Williams, J.P. Barron, M. Price e N. Waggoner, J.M.F. May.

Sotto l'impulso di nuove scoperte e di una più approfondita conoscenza delle collezioni soprattutto locali si è avuto un fiorire di studi sulle monete della Magna Grecia e della Sicilia. Occorre citare a questo proposito i convegni internazionali indetti dal Centro internazionale di studi numismatici di Napoli, i cui Atti sono pubblicati come supplementi agli Annali dell'Istituto Italiano di Numismatica. Vari gli argomenti trattati: la circolazione della moneta ateniese in Magna Grecia (1969); l'inizio della moneta di bronzo in Magna Grecia e in Sicilia (1979); la moneta di Paestum (1971); la moneta di Neapolis (1986), ecc. Numerosi anche gli studi specifici sia in monografie che in articoli: tra le prime ricordiamo quelle di H. Cahn (Naxos), di U. Westermark e K. Jenkins (Kamarina), S.P. Noe (Caulonia e Metaponto), C.M. Kraay (Himera), M. Särstrom (Mamertini), N.K. Rutter (Campania), M. Taliercio (Vibo Valentia). Fra le opere complessive, da citare Le monete greche della Sicilia di G.E. Rizzo (1946), lavoro di ampio respiro, purtroppo rimasto incompiuto; tra gli articoli in varie riviste, quelli di L. Breglia, N. Parise, A. Stazio, F. Scheu, E. Work, C.M. Kraay, H. Pfeiler. Numerosi anche gli studi sulle monete puniche in Sicilia e in Sardegna, soprattutto di A. Tusa Cutroni, E. Acquaro, I.L. Manfredi, G.K. Jenkins. Dopo il convegno promosso nel 1975 dal Centro internazionale di studi numismatici sulla monetazione etrusca, si è avuto un rifiorire degli studi su di essa a opera di F. Panvini Rosati, di M. Cristofani, di F. Catalli e di altri.

Nell'ambito degli studi sulla monetazione greca quelli dedicati alla Magna Grecia e alla Sicilia hanno costituito la parte più rilevante, forse per l'abbondanza delle zecche e per l'alto livello artistico della produzione monetaria. Della monetazione della Grecia propria si sono occupati D. Raymond, J. Desneux, J.M.F. May, E. Schönert, S. Grünauer, P.R. Franke, W.P. Wallace, R.T. Williams, G. Le Rider, N. Vismara. Fra i numerosi studi dedicati alla moneta ateniese spicca l'opera di M. Thompson (1961) sulle monete di ''nuovo stile'', che fornisce un corpus completo di questa monetazione, la cui cronologia è ancora discussa (D.M. Lewis, J. Price, T. Hackens). O. Ravel ha portato a termine la sua opera sugli stateri di Corinto (1936, 1948), mentre sulle monete di Filippo ii ha pubblicato una grossa monografia G. Le Rider (1978) e su quelle di Alessandro Magno e di Filippo Arideo M.J. Price (1991). O. Mørkholm ha pubblicato un trattato sulla prima monetazione ellenistica e alla stessa monetazione si sono dedicati N. Parise, S. Noe, A.R. Bellinger, P. Franke, M. Thompson, E.T. Newell, U. Westermark.

Anche gli studi sulla monetazione romana repubblicana e imperiale hanno avuto in questi ultimi anni un forte sviluppo. Per l'età repubblicana abbiamo due opere fondamentali di M. Crawford, Roman repubblican coinage (19912) e Coinage and money under the Roman Republic (1985), alle quali si aggiungono gli studi di A. Alföldi, L. Breglia, G.G. Belloni, Th. V. Buttrey, P. Marchetti, M. Mattingly, R. Thomsen, A. Stazio, H. Zehnacker, che hanno discusso su problemi tipologici e cronologici e in particolare sulla datazione del denarius. L. Breglia, R.E. Mitchell, A. Burnett si sono occupati della monetazione romano-campana.

Per l'età imperiale occorre segnalare il Roman imperial coinage, giunto al 9° volume (fino alla morte di Teodosio i) e di cui il 1° volume (Augusto-Nerone) è stato completamente rivisto e aggiornato a cura di C.H.V. Sutherland (1984). Un ottimo trattato sulla monetazione romana imperiale è stato fornito da R.A.G. Carson (1990). Studi sulla monetazione del 1° secolo d.C. si sono avuti da C.M. Kraay, D.W. Macdovall, C.H.V. Sutherland, G.G. Belloni, C. Rodenwalt, W. Szaivert, W. Trillmich, I. Carradice; per il 2° secolo vi è l'opera fondamentale di P.I. Strack (1931-37), tuttora insuperata; per il 3° secolo M. Crawford, J.P. Callu, M. Aerani, A. Alföldi, M. Thirion, H.R. Baldus, P.V. Hill. J. Lafaurie e D. Sculte hanno trattato della monetazione dell'impero gallico. Il 4° e 5° secolo sono stati studiati da M.R. Alföldi, V. Picozzi, O. Ulrich Bansa, P. Bruun, P. Bastien, J.P.C. Kent. Ricerche particolari sono state dedicate a singole zecche: di quelle di Aquileia (1936, 1947) e di Milano (1949) si è occupato O. Ulrich Bansa, di quella di Arelate P. Bruun (1953), di quella di Lugdunum J.-B. Giard (per i giulio-claudi) e P. Bastien (da Aureliano alla chiusura della zecca). Vari autori (C. Morrisson, C. Brenot, P. Callu, X. Loriot, J.N. Barrandon, J. Poirier, R. Halleux) hanno trattato il tema specifico della moneta d'oro di epoca imperiale nei Cahiers Ernest Babelon, 2-4 (1985-92): è stato preso in esame il problema della sua alterazione, ed esaminando l'insieme dei ritrovamenti di tale tipo di moneta si è giunti a delineare un quadro particolareggiato della sua circolazione nella parte occidentale dell'impero, compresa l'Italia, e in particolare nella Gallia.

Alcune categorie di monete o di oggetti monetiformi hanno trovato un'ampia trattazione: i contorniati nel poderoso studio di A. Alföldi ed E. Rosenbaum (1976, 1990), che ne fornisce il corpus; i medaglioni romani nello studio di J.M.C. Toynbee, aggiornato nella bibliografia da W.E. Metcalf (1986).

Un argomento nuovo affrontato negli ultimi anni è quello della moneta provinciale romana, su cui abbiamo l'opera complessiva di A. Burnett, A. Amandry, P. Pau Ripollès (volume 1°, da Nerone a Vitellio) e i volumi di R. Martini e N. Vismara sulla collezione Winsemann Falghera (catalogo della collezione, bibliografia generale e prontuario delle zecche romane provinciali, 1992).

Dal quadro delineato si può concludere che la n., seguendo la strada tracciata nei secoli precedenti e soprattutto nel secolo scorso da studiosi quali T. Mommsen, B. Borghesi, C. Cavedoni, F. Lenormant, Fr. Hultsch, ha sviluppato e approfondito con numerose opere e nuovi strumenti di lavoro (per es. la sequenza dei conii o l'analisi metallografica) i suoi indirizzi di ricerca. Rimane sempre fondamentale la pubblicazione delle collezioni di monete, delle quali molte sono ancora inedite, specie in Italia, e dei ritrovamenti monetari in gruzzoli o isolati. Vedi tav. f.t.

Bibl.:I più recenti saggi di bibliografia numismatica, storie particolari di associazioni e musei, profili di collezionisti e studiosi in E.E. Clain-Stefanelli, R.J. Hébert, Survey of numismatic literature 1985-1989: General, in A survey of numismatic research 1985-1990, a cura di T. Hackens e altri, i, Bruxelles 1991, pp. 1-27.

Approfondimenti

NUMISMATICA > Enciclopedia Italiana (1935)

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