Calderari, Ottone

    Enciclopedie on line

Calderari, Ottone. - Architetto e scrittore (Vicenza 1730 - ivi 1803), seguace della maniera palladiana. Costruì a Vicenza i palazzi Loschi (poi Zileri dal Verme), e Cordellina, il casino Lampertico già Capra, ecc. Lavorò anche a Verona, Padova, Marostica, ecc. Pubblicò scritti e disegni d'architettura.

Argomenti correlati

Calderari, Giambattista

Calderari, Giambattista. - Letterato di Vicenza (sec. 16º). Oltre a commedie (La Mora, 1588; La schiava, 1589; ecc.), lasciò rime in lingua rustica padovana, col nome di Braghin Caldiera di Forabusi da Bolzan.

Kallèrgis, Dimìtrios

Kallèrgis ‹kalèriis›, Dimìtrios (gr. Δημήτριος Καλλέργης). - Patriota greco (Creta 1803 - Atene 1867), prese parte alla guerra per la liberazione della Grecia. Con un colpo di mano (1843) costrinse il re Ottone a concedere la costituzione. Battuto nelle elezioni politiche (1845), si ritirò a Londra e a Parigi, dove tramò contro Ottone; rientrò in patria (1854) come ministro nel gabinetto Maurocordato. Nel 1861 divenne ministro a Parigi e, quando Ottone cadde, contribuì all'avvento al trono di Giorgio di Danimarca.

Frigimèlica-Robèrti, Girolamo

Frigimèlica-Robèrti, Girolamo. - Architetto e poeta (Padova 1653 - Modena 1732), custode (dal 1691) della Bibl. univ. di Padova. Come architetto, riprese con vivacità le forme del Palladio fondendole con elementi tratti dal barocco romano; diede i disegni per la chiesa di S. Maria del Pianto, detta del Torresino, a Padova (1718-26); costruì a Venezia la chiesa di S. Gaetano; si devono inoltre a lui la villa Pisani a Stra e alcuni edifici del parco. Come poeta, è noto per alcuni drammi musicati da A. Scarlatti (Il trionfo della libertà, 1707; Mitridate Eupatore, 1707), da A

Giusèppe Niccolò da Vicenza

Giusèppe Niccolò da Vicenza. - Silografo (secondo quarto del sec. 16º), seguace di Ugo da Carpi, alla cui maniera si avvicinò più degli altri, bene intendendo e rendendo gli effetti pittorico-luministici della nuova arte. Interpretò composizioni di Raffaello e dei suoi allievi Maturino e Polidoro, e specialmente del Parmigianino.

Invia articolo Chiudi