parallelogrammo

1996

parallelogrammo (o parallelogramma) [Der. del lat. parallelogrammum, dal gr. parallelógrammon, comp. di parállelos "parallelo" e grammè "figura geometrica"] Quadrilatero piano i cui lati opposti sono paralleli e, quindi, uguali tra loro, per cui gli angoli opposti sono uguali, quelli adiacenti sono supplementari e le diagonali si tagliano nel loro punto di mezzo M, che è centro di simmetria del p. (v. fig.); sono p. il rombo, il rettangolo e il quadrato (nel rettangolo le diagonali sono uguali e nel quadrato esse sono uguali e ortogonali tra loro); l'area A è data dal prodotto della lunghezza a di un lato per l'altezza h a esso relativa, cioè dal prodotto delle lunghezze di due lati adiacenti a, b per il seno dell'angolo α compreso: S=ah=absinα. ◆ P. articolato: sistema articolato deformabile costituito da quattro elementi a due a due uguali e fra loro paralleli, collegati da quattro coppie rotoidali, nel quale, fissato un lato delimitato da due vertici (A e B nella fig.), gli altri due vertici non possono che descrivere circonferenze uguali con centro nei primi due vertici. Un caso partic. è il p. snodato, nel quale due delle coppie rotoidali hanno la capacità di scorrere lungo gli elementi rigidi; questo tipo di p. articolato è stato ideato per apparecchi fotogrammetrici (K. Pulfrich, 1901). ◆ P. delle forze: denomin. del p. di vettori che compare nella regola del p. (v. oltre), particolarizzata al caso di forze. ◆ Regola del p.: regola grafica per disegnare il risultante R di due vettori complanari v₁ e v₂ applicati in un punto O, secondo la quale R è la diagonale orientata del p. (p. di vettori) che ha per lati adiacenti i due vettori (v. fig.).

Dizionario delle Scienze Fisiche