Il Quirinale apre le porte agli italiani. Una mostra celebra l’anniversario dell’unificazione

IL QUIRINALE APRE LE PORTE AGLI ITALIANI. UNA MOSTRA CELEBRA L’ANNIVERSARIO DELL’UNIFICAZIONE

03/01/2012 – Deve il suo nome al tempio del dio Quirino, che fu edificato nell’area intorno al IV secolo a.C. Considerato il collis per eccellenza, nei secoli successivi il Quirinale è stato prima sede di importanti luoghi di culto, poi, a partire dal Cinquecento, residenza dei Papi, e, infine, della famiglia reale. Dal 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale, ospita il Capo dello Stato.
In occasione dell’anniversario dei 150 anni, nella “Casa degli italiani” è stata allestita l’esposizione “Il Quirinale. Dall’Unità d’Italia ai giorni nostri”, aperta al pubblico fino al 17 marzo 2012.


Il Quirinale dall’antichità a oggi

Complici la posizione elevata e il clima mite, il colle del Quirinale è stato per secoli il luogo ideale per la costruzione di importanti edifici religiosi della Roma antica: il tempio del dio Quirino, cui deve il nome, e della dea Salute, nel IV secolo a.C.; infine,dal 217 d.C., di Serapide. Testimonianza attuale di quest’epoca passata, le statue dei Dioscuri, raffigurazioni dei due figli di Zeus, che dominano piazza del Quirinale, sottoposte più volte a restauro nei secoli scorsi.

Tra il Quattrocento e il Cinquecento nobili e prelati iniziano a costruire palazzi e ville in tutta la zona; nel 1583 papa Gregorio XIII decide di realizzare al Quirinale la propria residenza estiva, affidando il lavoro all’architetto Ottavio Mascarino. Dopo la morte del pontefice, l’opera viene continuata dal successore Sisto V, che si avvale della collaborazione di Domenico Fontana. Il Papa faedificare un cortile interno e sistemare la piazza, provvedendo al restauro dei Dioscuri. Con Paolo V, il palazzo assume l’architettura attuale; altre modifiche sono predisposte dai successivi pontefici, Urbano VIII, che si interessa soprattutto della cura degli splendidi giardini, e Alessandro VII. Negli anni, numerosi artisti hanno lasciato traccia al Quirinale: tra questi, Guido Reni, Antonio Carracci e Gian Lorenzo Bernini (suo è l’affresco della Loggia delle Benedizioni, sul portale della facciata del Palazzo).

Dopo una breve parentesi napoleonica, quando, nel 1809, il Quirinale viene scelto come residenza dell’Imperatore durante l’occupazione di Roma, nel 1870, con la breccia di Porta Pia e l’annessione di Roma al Regno d’Italia si chiude definitivamente l’era dei Papi e il palazzo diventa dimora della famiglia reale.

Dal referendum del 2 giugno 1946, il Quirinale è la sede della presidenza della Repubblica.


La mostra

Si intitola “Il Quirinale. Dall’Unità d’Italia ai giorni nostri” la mostracollocata tra il cortile d’onore e le sale del piano nobile del palazzo, fino al prossimo 17 marzo. L’allestimento dell’esposizione porta la firma del regista e attore Luca Ronconi, mentre l’organizzazione è curata da Louis Godart, celebre archeologo e consigliere della Presidenza della Repubblica, e Paola Carucci, sovrintendente generale dell’Archivio centrale di Stato.

L’evento, a ingresso gratuito, propone ai visitatori il vasto patrimonio artistico del palazzo, fortemente curato dai Papi e dai Savoia, prima, e, successivamente, dai presidenti della Repubblica. Allo stesso tempo, saranno disponibili anche gli oggetti che hanno fatto la storia del Quirinale, dai libri ai documenti di archivio, dai ritagli stampa alle livree, così da ricostruirne l’evoluzione. Tantissime anche le fonti provenienti da musei e istituzioni: tra queste, l’Archivio centrale dello Stato, l’Archivio storico capitolino e l’Archivio di Stato di Roma.

La mostra ha un doppio obiettivo: da un lato, la diffusione a un vasto pubblico e la valorizzazione delle tante opere d’arte presenti nel Palazzo, dall’altro la riflessione sulla figura chiave del capo di Stato nel contesto istituzionale del Paese, partendo dal passato fino ad arrivare a oggi.
Non è un caso che l’iniziativa si svolga proprio in occasione dei 150 dall’Unità d’Italia e termini proprio il 17 marzo, giorno in cui, nel 1861, il Regno di Sardegna diventa finalmente Regno d’Italia.

Per approfondire il tema, leggi le voci enciclopediche qui a fianco e i link alle risorse, nazionali presenti in Rete.

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