Gli Uffizi si tingono di blu. Inaugurate le sale restaurate del museo fiorentino

GLI UFFIZI SI TINGONO DI BLU.  INAUGURATE LE SALE RESTAURATE DEL MUSEO FIORENTINO

12/01/2012 – Costruito da Giorgio Vasari per volere di Cosimo de’ Medici a partire dal 1560, il Palazzo degli Uffizi ospita l’omonima Galleria, uno dei poli museali più conosciuti e visitati al mondo. L’edificio, formato da due blocchi collegati a forma di “U”, è articolato in un ampio numero di sale, allestite per scuole e stili in ordine cronologico, dal XII al XVIII secolo.
Nel 1965 prende avvio un progetto di restauro e ampliamento con l’obiettivo di creare i “Grandi Uffizi”. Percorso che ha portato, lo scorso 20 dicembre, all’apertura al pubblico delle “sale blu”: nove ambienti dalle pareti di colore blu cobalto, situati al secondo piano dell’edificio, che ospitano le opere di artisti stranieri del ‘600 e del ‘700. Si tratta del primo passaggio di un’operazione che dovrebbe portare nei prossimi anni al rinnovamento di tutto il complesso.


La storia

Nel 1560 Cosimo I de’ Medici, nuovo duca di Firenze, commissiona a Giorgio Vasari la costruzione di un grande edificio per raggruppare le 13 più importanti magistrature fiorentine, dette “uffici”, scegliendo come collocazione la fascia compresa tra piazza della Signoria e il lungarno. L’intento è creare una nuova sede amministrativa da affiancare a quella di Palazzo della Signoria. Il complesso è costituito da due lunghi bracci, congiunti da un lato più breve. Come ordine architettonico per le facciate viene scelto il dorico toscano. Quattordici anni dopo, la direzione dei lavori passa a Bernardo Buontalenti, che completa l’edificio nel 1580.

È con Francesco I che la struttura inizia a ospitare opere d’arte e altri oggetti preziosi, dando vita al primo nucleo della futura Galleria: il figlio di Cosimo decide di custodire presso la loggia dell’ultimo piano la sua raccolta di dipinti, statue, cammei e oreficeria. La collezione si amplia progressivamente, fino a quando, nel 1591, viene ufficialmente aperta al pubblico. Con la fine della dinastia dei Medici nel 1737 e l’inizio di quella dei Lorena, la raccolta resta a Firenze e viene ulteriormente accresciuta, anche grazie alla soppressione di chiese e conventi tra Settecento e Ottocento, che porta all’acquisizione di nuove opere d’arte e oggetti preziosi. Dalla seconda metà dell’Ottocento, però, quella degli Uffizi diventa soprattutto una raccolta di dipinti.

Attualmente la Galleria è divisa in oltre 40 sale e costituita soprattutto da opere di scuola fiorentina e toscana, da Giotto e il Duecento, passando per Botticelli e il Rinascimento, fino a Caravaggio. Molto documentata è, in generale, tutta la pittura italiana, con nomi come Piero della Francesca, Mantegna, Bellini, Raffaello, Tiziano, Caravaggio.


Il progetto Nuovi Uffizi e le sale blu

Già nel 1965 l’architetto Nello Bemporad, allora soprintendente ai monumenti, lancia l’idea del progetto dei “Grandi Uffizi”, da realizzare attraverso il raddoppiamento della superficie espositiva grazie allo spostamento dal primo piano dell’Archivio di Stato, ampliando, così, settori fino a quel momento maggiormente penalizzati, come le opere del Seicento.
Nel 1993 un attentato mafioso provoca la morte di cinque persone e danneggia alcuni ambienti della Galleria. Per diversi anni parecchi dipinti sono stati deposti e solo successivamente ripristinati nella loro collocazione originaria. Nel 1998 il concorso internazionale per gli Uffizi è vinto dall’architetto giapponese Arata Isozaki, ma il suo progetto viene abbandonato. A fine anni Novanta è istituita una Commissione, per stabilire le linee guida dei Nuovi Uffizi, riprendendo l’idea originaria dell’ampliamento.

Un progetto che inizia a vedere una realizzazione concreta solo lo scorso 20 dicembre, quando sono inaugurate le cosiddette sale blu, dal colore scelto per le pareti, che contrasta con il bianco e il grigio della pietra serena, che contraddistingue tutto l’edificio. Le stanze, di circa 30 metri quadrati ciascuna, si trovano al secondo piano del complesso e accolgono le opere di artisti spagnoli, francesi, fiamminghi e olandesi del Seicento e del Settecento e, non a caso, sono state definite “sale degli stranieri”. Tra questi si possono citare nomi del calibro di Goya, Velasquez, Rubens, Brueghel.

I lavori che hanno portato all’apertura delle sale blu hanno riguardato anche il settore di Ponente degli Uffizi, dietro la loggia dei Lanzi. Pezzo forte la Scala di ponente, curata dall’architetto Adolfo Natalini, che si arrampica sui diversi piani. Alla sua base ci sono gli ascensori e una serie di ambienti rinnovati e climatizzati: il Gabinetto fotografico della Soprintendenza e del Polo Museale di Firenze, 750 metri quadri di laboratori e spazi dedicati all'archiviazione di lastre e negativi, destinati alla consultazione degli studiosi, i nuovi depositi, circa 1340 mq, allestiti tra il 2008 e il 2010, per conservare i quadri non esposti.

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