Tumore al seno, diagnosi indolore con le fibre ottiche

TUMORE AL SENO, DIAGNOSI INDOLORE CON LE FIBRE OTTICHE

22/12/2011 - Già nel giugno del 2010 erano stati pubblicati, sulla rivista Radiology, i risultati di uno studio sull`efficacia della tomografia ottica eco-guidata. Di fatto, la combinazione di due tecnologie basate su ultrasuoni e onde luminose può ridurre il ricorso alla biopsia al seno in caso di sospetto tumore, evitando spese inutili e maggiori ansie per le donne.

La tomografia ottica è una tecnica di imaging non invasiva che misura l`assorbimento della luce all`interno dei tessuti per quantificare il livello di emoglobina e di ossigeno nel sangue. Poiché le lesioni cancerose hanno molti più vasi sanguigni di un tessuto normale, individuare i livelli di emoglobina può aiutare a distinguere lesioni benigne da quelle maligne.

Lo strumento diagnostico, meno costoso anche della risonanza magnetica (altro esame di routine nel caso di sospetto tumore alla mammella quando non può essere adoperata la mammografia), è costituito da una sonda portatile con una fonte ad ultrasuoni situata nel mezzo di un sensore a fibre ottiche. Una volta che gli ultrasuoni individuano la lesione, gli infrarossi misurano l`assorbimento della luce registrando la quantità di emoglobina presente.

La nuova frontiera della diagnosi precoce

Nel frattempo – trascorso circa un anno e mezzo – la tecnologia ha compiuto altri passi in quella direzione, arrivando a realizzare uno strumento che utilizza il potere delle fibre ottiche per la diagnosi precoce del carcinoma della mammella.

Se finora in quest’ambito si era più che altro fatto riferimento alla mammografia (un esame di screening di cui recentemente si discute l’effettivo grado di attendibilità), da oggi invece è possibile utilizzare un nuovo dispositivo che, non usando raggi X e neppure liquidi di contrasto, non è invasivo né pericoloso. Inoltre, non solo è di “lettura” praticamente immediata, ma non è neppure doloroso come la mammografia (per effettuare la quale il seno deve comunque subire uno schiacciamento).

L’apparecchiatura si chiama DOBI (Dynamical Optical Breast Imaging) ed è uno strumento in grado di “vedere” la vascolarizzazione atipica che anticipa la formazione della massa tumorale (dato che le cellule cancerose, per proliferare, hanno bisogno di crearsi una propria rete di capillari) semplicemente sottoponendo il seno ad una illuminazione al led (luce rossa monocromatica), la cui lunghezza d’onda è in grado di rilevare proprio queste prime alterazioni dei tessuti, distinguendo quelle maligne da quelle benigne.

L’apparecchio DOBI Comfortscan – oltre a essere giunto anche in Italia – ha ottenuto l’approvazione di molti illustri senologi, come Francesco Schittulli, Presidente nazionale della LILT (Lega italiana Lotta ai Tumori) che ha spiegato: “Questo sistema, integrabile con altri approcci diagnostici, consente esami veloci e fornisce nuovi dati fisiologici funzionali che fino ad oggi nessuno ha offerto al medico: il processo di neoformazione di vasi sanguigni nei tessuti precancerosi e ovviamente nelle masse tumorali”.

Per approfondire i temi trattati, leggi le voci enciclopediche qui a fianco e i link alle risorse, nazionali e internazionali, presenti in Rete.

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