ARGELLATA, Pietro

ARGELLATA, Pietro

Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 4 (1962)
di Mario Crespi

ARGELLATA, Pietro (Largellata, de La Cerlata, Di Argelata, Argelata, Arelata, de La Gerlata, d'Argelata). - Nato nella terra di Argelato, nel Bolognese, da Azzolino, anchegli medico, conseguì la laurea in medicina ed arti a Bologna, nel 1391. Fu allievo di Guy de Chauliac, celebre chirurgo francese, allievo a sua volta di Mondino de' Liuzzi. La sua attività di maestro si svolse, nello Studio di Bologna, attraverso l'insegnamento di logica (1392-93), di astrologia (1395-96), di medicina "in nonis et de sera per reformatores studii" (1397-I40 6), di chirurgia (1410-11) e ancora di medicina "in nonis" (1411-21).

Fu ottimo chirurgo, abile nelle operazioni delle ernie, del mal della pietra, del cranio, delle ossa (resezioni); ebbe, inoltre, il merito di saper confessare gli errori commessi, affinché i suoi discepoli arricchissero la propria esperienza.

L'opera sua principale fu la Cirurgia, mi sei libri, divisi ciascuno in numerosi trattati, e questi in capitoli, nei quali l'A. trattò del flemmone, delle ulceri, delle fratture del cranio, delle emie, delle ferite, delle verruche, della scabbia, esponendone etiologia e semeiotica con la perizia e la sicurezza del clinico valoroso; espose, inoltre, il processo di cicatrizzazione per prima e per seconda intenzione con concetti che pubblicamente illustrava dalla cattedra; sostenne che il midollo osseo è destinato alla nutrizione delle ossa e ne impedisce la fragilità' sì che più tardi il Brambilla arriverà ad affermare che l'A. era a conoscenza della nutrizione delle ossa.

L'opera divenne celebre in poco tempo: fu stampata a Venezia nel 1480 (pp. 191 in folio) e, sempre a Venezia, nel 1497 ne fu fatta una seconda edizione.

Nel 1410 gli fu affidato l'incarico di imbalsamare il cadavere del papa Alessandro morto con sospetto di veleno: egli procedé all'autopsia, riportando poi, in un'accurata descrizione, come non avesse riscontrato alcun segno sospetto nella salma; curò l'imbalsamazione secondo i principi contenuti nel capitolo De custodia corports mortuz.della sua opera (Tratt. XIII - lib. V).

Morì nel 1423 e fu sepolto nella chiesa bolognese di S. Giacomo Maggiore. Nel 1820 gli fu dedicato un monumento nell'aula di anatomia dello Studio di Bologna.

Bibl.: G. G. Forni, L'insegnamento della chirurgia nello Studio di Bologna..., Bologna 1948, pp. 47-48; A. Sorbelli, Storia dell'Università di Bologna, I, Il Medio Evo, Bologna 1940, pp. 119, 124, 255.

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