poliossietilene Polietere ottenuto per polimerizzazione di ossido di etilene ad alta temperatura in presenza di numerose sostanze (idrossidi alcalini, cloruro di zinco, ammine ecc.); si tratta di prodotti, da liquidi a solidi, con peso molecolare anche fino a 70.000 circa. I p. sono caratterizzati da un’apprezzabile solubilità in acqua e anche nei solventi organici clorurati; sono tensioattivi non ionici, utilizzabili anche in acque dure. La catena dei p. possiede 2 gruppi terminali alcolici che reagiscono facilmente con acidi organici per dare i corrispondenti esteri, alcuni dei quali largamente usati come emulsionanti.
base anatomia In anatomia comparata, la b. di un organo è la parte con cui esso s’innesta su un altro organo o direttamente sul corpo. base B. del cranio La porzione del cranio situata inferiormente al piano trasversale passante per
etossilazione Reazione chimica mediante la quale s’introduce in un composto chimico uno o più radicali ossietilenici, attraverso l’interazione dell’ossido di etilene con alcol, fenoli, mercaptani, acidi carbossilici, ammine, ammoni
polietilenglicole Polimero (noto anche con la sigla polietilenglicolePEG) ottenuto per polimerizzazione anionica dell’ossido di etilene; è un polimero lineare, privo di effetti tossici e molto solubile in acqua e nei comuni solventi organici.
polivinilderivati Prodotti (resine poliviniliche) di polimerizzazione di composti contenenti il radicale vinilico: cloruro di vinile (CH2=CHCl), alcol vinilico (CH2=CHOH), acetato di vinile (CH3COOCH=CH2) ecc. Le polivinilderivatiresine poliviniliche